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Data: 08/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Chiodi a Monti: da soli non ce la facciamo. Forte pericolo di valanghe nella nuova ondata di maltempo, chiesti soldi e mezzi

C'è bisogno di fondi straordinari e di un ausilio a tutto campo L'alternativa era di aumentare le accise

PESCARA. «I sindaci e i presidenti di Provincia, le prefetture e la Protezione civile regionale rischiano di non avere le forze per far fronte a questa nuova ondata di maltempo veramente eccezionale che sta colpendo praticamente tutta l'Italia»: è questa volta il governatore Gianni Chiodi a dare un'idea su quanto può succedere nelle prossime 48 ore in Abruzzo. Le previsioni dicono che è in arrivo una seconda ondata di freddo e neve che venerdì dovrebbe toccare la punta massima. E il pericolo maggiore, oltre al ghiaccio e alle nevicate che si andrebbero ad ammassare sui problemi e i forti disagi già accumulati in questi giorni, è costituito dalle valanghe. Al punto che all'Abruzzo la Forestale assegna un rischio 4, "molto alto", su una scaletta di 5.
AIUTO A ROMA. Il presidente della Regione - che domenica si era reso conto dei danni che stava provocando da 48 ore la prima ondata di maltempo dichiarando lo stato di emergenza - oggi viene messo in allerta da queste nuove previsioni e, preoccupato dalle probabili conseguenze, si rivolge a Roma per chiudere aiuti e finanziamenti. «Le Regioni, anche su nostra sollecitazione, hanno chiesto di incontrare il presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti», afferma, «c'è bisogno quantomeno di fondi straordinari e di un ausilio a tutto campo». Soldi, quindi, e mezzi. Perché il milione di euro stanziato con l'emergenza per far fronte alle prime spese sui soccorsi non basteranno e perché altri fondi nel bilancio regionale sono davvero esigui. «L'alternativa sarebbe stata quella di chiedere direttamente aiuto allo Stato, ma in questo caso la Regione avrebbe dovuto aumentare le accise per pagare gli aiuti e questo francamente non sarebbe stato accettabile», commenta Chiodi.
MOBILITAZIONE. Quello che si prospetta per l'Abruzzo è una situazione identica a quella che si è verificata la settimana scorsa quando le previsioni annunciavano nevicate abbondanti. E di fronte alle quali però non c'era - o perlomeno non è rintracciabile - tutta questa mobilitazione. In più adesso c'è il pericolo valanghe, una sorta di spada di Damocle.
GLI AVVISI. La Protezione civile - che ieri ha messo in campo trecento volontari per portare soccorso alle persone, raggiungere frazioni isolate, trasportare generi alimentari e medicinali - ha avvisato i sindaci dei Comuni montani, i gestori delle piste e degli impianti sciistici e per questa mattina ha convocato una riunione per insediare il Coordinamento valanghe. L'invito è di attuare i piani di sicurezza previsti per le stazioni sciistiche, raccomandando di chiudere gli esercizi dove il pericolo sia "forte" o "molto forte".
VALANGHE. Il bollettino Meteomont del Corpo forestale dello Stato, appare d'altra parte spietato. Si legge che «il manto nevoso è in superficie quasi ovunque asciutto», è «a debole coesione» e «subisce l'attività eolica che accumula la neve in prevalenza sui versanti occidentali e meridionali»: neve fresca, vento, e strati in equilibrio precario che possono formare distacchi di masse nevose. Proprio come è successo venerdì scorso sull'autostrada per Roma, tra Tagliacozzo e Tornimparte, quando sulla carreggiata è venuta giù la slavina che ha costretto i prefetti dell'Aquila e Rieti a chiedere alla società concessionaria dell'A25 "Strada dei parchi" di bloccare il traffico per motivi di sicurezza.
AUTOSTRADA. E alla luce delle nuove previsioni si prepara al peggio anche "Strada dei parchi" - finita nel mirino delle critiche per aver tenuto chiusa l'autostrada fino a domenica pomeriggio -. Ieri la società di Carlo Toto ha fatto sapere di aver impiegato oltre cento mezzi per spargere il sale e rimuovere la neve. «Il nostro sistema di previsioni meteo evidenzia l'approssimarsi di fenomeni nevosi sulle tratte in quota dell'Appennino centrale con neve anche a quote basse sull'Abruzzo dove sono possibili accumuli moderati superiori ai 10 cm, da Carsoli a Teramo e dallo svincolo direzionale di Torano all'interconnessione con l'A14». Strada dei parchi rammenta inoltre che su A24 e A25, «come stabilisce il Piano operativo condiviso con polizia stradale e prefetture», sono previsti i provvedimenti di regolazione del traffico con il fermo dei mezzi superiori a 7,5 tonnellate ed accumulo dei mezzi pesanti tra Tivoli e Castel Madama, sull'A24 in direzione Teramo, alla barriera di Teramo in direzione Roma e sull'A25 nel tratto tra Villanova e Chieti in direzione Torano. E' sconsigliato mettersi in viaggio ma chi lo fa deve avere catene a bordo o montare pneumatici da neve.
I TRASPORTI. Dalla Regione arriva il dato che è stato ripristinato oltre il 60% di tutto il sistema su ferro (treni) e gomma (autobus). «Stiamo facendo il massimo sforzo per garantire la maggior parte dei collegamenti», afferma l'assessore Giandonato Morra. Il tavolo do coordinamento è presieduto dal direttore regionale del settore, Carla Mannetti: «Il servizio urbano nei centri maggiori è stato ripristinato nella quasi totalità. Il servizio urbano nel territorio del Comune dell'Aquila, che presenta le maggiori criticità legate all'emergenza neve, è garantito al 40%. Il servizio urbano nella città di Teramo risulta regolare al 90%. Nel Comune di Pescara le linee su percorsi pianeggianti sono regolari; altre che interessano zone alte sono sospese a causa della impercorribilità delle strade». Nel Comune di Chieti, su 18 linee 3 sono regolari, 11 linee vengono svolte con arretramenti o modifiche di percorsi e 4 linee sono sospese. Le maggiori criticità sui servizi di trasporto extraurbano sono nell'Aquilano, nella Marsica e nella Valle Roveto, nell'Alto Vastese e in alcune zone montane del Teramano.
I TRENI. Sono ancora interrotti i collegamenti ferroviari Avezzano-Roccasecca (Trenitalia) e L'Aquila-Antrodoco (Ferrovia Centrale Umbra), servito con un collegamento sostitutivo di autobus. Lungo la linea adriatica sono confermati tutti i servizi ferroviari programmati, ad eccezione del treno R 6990 (Termoli 5,50- Pescara 7,08). Sulla Pescara-Roma sono stati cancellati i seguenti treni: R 7322 (Avezzano 6,08 - Pescara 8:49); R 7328 (Avezzano 13,44 - Sulmona 15,12); R 7334 (Avezzano 19,46 - Sulmona (21,04); R 7327 (Sulmona 6,16 - Avezzano 7,58); R 7335 (Sulmona 14,08 - Avezzano 15,24). «In ogni caso», viene precisato dall'assessorato, «la rete ferroviaria oggetto del contratto di servizio Trenitalia-Regione assicura servizi per una percentuale di oltre il 70%».

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