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Pescara, 07/04/2026
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Data: 08/02/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Chiodi chiama Monti «Non è finita, serve aiuto» Melilla lo attacca: «Paradossale gestione dell'emergenza»

L'AQUILA - Ieri trecento volontari della Protezione civile sono stati dispiegati su tutto il territorio abruzzese per aiutare ad alleviare le situazioni di maggior disagio. Ma la normalità non è esattamente dietro l'angolo. «Non e' finita....anzi! Leggendo i bollettini meteo sembrano aumentare le probabilità di una recrudescenza del fenomeno nevoso. Sindaci e presidenti di Provincia, Prefetture e Protezione civile regionale rischiano di non avere le forze per far fronte a questa nuova ondata di maltempo. Le Regioni italiane, anche su nostra sollecitazione, hanno chiesto di incontrare il premier Mario Monti, c'è bisogno di fondi straordinari e di un aiuto a tutto campo»: mette le mani avanti il governatore Gianni Chiodi, dopo le notizie in arrivo secondo cui dalla tarda serata di domani o dalla mattinata di venerdì arriveranno nuovi guai, con trenta-cinquanta centimetri di neve in ventiquattr'ore. E c'è anche un elevato pericolo di valanghe, secondo il bollettino Meteomont. La Protezione civile regionale ha allertato le squadre cinofile di volontariato e l'assessore Gianfranco Giuliante ha messo in allarme tutti i sindaci. Chiodi ha rivolto un invito alla massima prudenza ai frequentatori della montagna e agli automobilisti che per qualsiasi ragione percorrono strade di montagna dove è alto il rischio di distacchi di masse nevose.
Ma l'attivismo che in queste ore mostrano Chiodi e Giuliante non placa le polemiche sulla gestione dell'emergenza da parte della Regione e della Protezione civile. Ecco Gianni Melilla, segretario regionale di Sel: «L'Abruzzo è la terza regione più montuosa d'Italia, il 70% del suo territorio è oltre i seicento metri d'altezza, ha parchi nazionali e regionali e riserve regionali tutte in montagna. Ha le principali cime dell'Appennino. E' dunque paradossale che una nevicata debba provocare morti, feriti, persone sequestrate in autostrada o sui binari, interruzione dei collegamenti e dell'erogazione di servizi essenziali come l'acqua o la luce. Sembra di essere tornati all'antico isolamento degli Abruzzi di cui parlava Ignazio Silone. La Regione ha compiti importanti nella Protezione civile e deve aiutare i Comuni che non possono essere lasciati soli a fronteggiare l'emergenza. Spiccano le vergognose situazioni delle ferrovie abruzzesi e dell'autostrada A24-A25. Il sistema ferroviario abruzzese, nella più completa latitanza della Giunta regionale, è ormai smantellato. La Regione deve disdettare il contratto con Trenitalia. Così come è inaudito che per due giorni sia stata chiusa l'autostrada che collega l'Abruzzo a Roma. La Regione deve alzare la voce».
Su questo aspetto è d'accordo con Melilla il capogruppo regionale del Pdl, Riccardo Chiavaroli: «Essere sostenitori delle liberalizzazioni significa anche saper pretendere che i servizi siano efficienti e che rispondano innanzitutto alle esigenze degli utenti. Trovo opportuna e puntuale la sollecitazione dei presidenti Chiodi e Pagano affinchè vi sia un immediato accertamento del modo di operare di Strada dei Parchi durante l'emergenza. Se emergeranno comportamenti inadeguati sarà doveroso che la Regione promuova senza indugi una class action nei confronti di Strada dei Parchi, Trenitalia e Enel».

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