(ANSA) - ROMA - I sindacati mantengono la linea dura: lo sciopero del trasporto pubblico locale del 13 dicembre verra' effettuato con una riduzione dei servizi garantiti. E ogni forzatura a questa decisione, dicono in una lettera inviata al ministro dell'Interno, rischia di generare nuove tensioni. Mercoledi' prossimo, dunque, la protesta degli autoferrotranvieri di Cgil, Cisl, Uil, Cisal e Ugl, a sostegno della vertenza per il rinnovo del biennio contrattuale scaduto, avverra' ''in deroga alle prestazioni indispensabili normalmente previste'' per consentire ai lavoratori di partecipare alla manifestazione nazionale. Il 13 saranno percio' garantiti solo i servizi scuolabus per le scuole materne ed elementari e i servizi specializzati per i disabili. La precisazione dei sindacati arriva in risposta ad una richiesta di ieri della Commissione sugli scioperi: secondo il garante in caso di manifestazione per il rinnovo del contratto dovrebbero essere assicurati oltre i servizi specializzati di particolare rilevanza sociale, anche i trasporti 'assolutamente indispensabili' per la generalita' degli utenti, da individuare tra le parti e, in caso di mancato accordo, decisi autonomamente dalle aziende. Non la pensano cosi' i sindacati che citano la regolamentazione del garante che, per consentire a tutti i lavoratori di partecipare ad una manifestazione per il contratto, concede, ''una sola volta ogni rinnovo'', una deroga all'obbligo di prestare i servizi indispensabili e rinvia alla contrattazione aziendale l'individuazione dei servizi assolutamente indispensabili. Per i sindacati, tuttavia, in assenza di accordo ''sarebbe grave che qualche impresa predisponesse servizi tali da impedire ai lavoratori di poter manifestare e sarebbe ancora piu' grave se la Commissione ritenesse di avallare tale comportamento''. I sindacati lo hanno chiarito anche in un'altra lettera inviata al ministro dell'Interno, Giuliano Amato, in cui si chiede di ''sensibilizzare le Prefetture'' per evitare altre tensioni: ''alcune aziende - si legge - stanno richiedendo ulteriori servizi, minacciando di rivolgersi alle locali Prefetture per ottenere le ordinanze di precettazione. Riteniamo tale comportamento irresponsabile e provocatorio e a rischio di far degenerare una vertenza giunta ad un punto insostenibile, vista la grave tensione sociale causata dal malessere dei lavoratori dopo 11 mesi di lotta e 6 scioperi nazionali''.