PESCARA La straordinaria ondata di gelo che si è abbattuta in questi giorni sull'Abruzzo ha messo in ginocchio l'intera regione. Molti paesi, sepolti dalla neve, sono ancora isolati. Il ghiaccio, che si sta formando sulle strade, crea seri problemi alla viabilità e ai trasporti pubblici, causando ritardi e incidenti. Senza contare il duro colpo inferto al settore agricolo, già da tempo in grave difficoltà. Mentre infuriano le polemiche, con il consueto rimpallo delle responsabilità tra enti, istituzioni ed esponenti politici, le associazioni di categoria, le imprese e i singoli cittadini si organizzano per far valere i propri diritti. Federconsumatori Abruzzo prepara una class-action, considerando inaccettabile che «in Italia, alla prima nevicata, i trasporti siano andati in tilt, con la soppressione di un quarto degli 8.000 treni in circolazione». Anche una giovane coppia di Pescara è intenzionata a ricorrere alle vie legali, dopo essere rimasta bloccata per sette ore sui binari tra Forlì e Cesena, senza riscaldamento e senza acqua, con un figlio di due mesi al seguito. Al bimbo, a causa del freddo, è stata subito diagnosticata una grave polmonite. La famiglia chiederà a Trenitalia un risarcimento di 100 mila euro per danni biologici e morali. «Si parla molto dei viaggiatori, a rischio assideramento, bloccati a bordo dei treni a lunga percorrenza - osserva Tino Di Cicco, responsabile regionale di Federconsumatori - ma poco della "via crucis" dei pendolari, costretti a viaggiare sulle carrozze più vecchie e scadenti, e quindi più soggette a guasti». Di Cicco ricorda che alcuni passeggeri, «che viaggiavano sulla linea Roma-Pescara, hanno subito una "detenzione" durata anche 24 ore, alla stazione di Carsoli e in altre località». Per chi di loro intendesse rivalersi contro Trenitalia, attraverso un'azione collettiva, Federconsumatori mette a disposizione un pool di legali. «Sono rimasti senza informazioni per ore - rincara la dose Di Cicco - e nessun responsabile dell'azienda si è scusato con loro». La class-action piace anche a Riccardo Chiavaroli, consigliere regionale del Pdl: «Qualora emergessero comportamenti inadeguati, la Regione promuova un'azione collettiva nei confronti di Strada dei Parchi, Trenitalia ed Enel». I cittadini rimasti al buio, gli automobilisti che si sono visti sbarrare gli accessi alle autostrade e i passeggeri intrappolati sui treni, si tengano pronti. Chiavaroli punta il dito contro i gestori dei servizi pubblici, ma difende l'operato della Regione, «che nelle ore dell'emergenza più acuta si è concentrata sui propri compiti di coordinamento e di assistenza immediata ai cittadini, senza perdersi in polemiche preventive». Di tutt'altro avviso l'opposizione, che dà fuoco alle polveri della polemica. «L'Abruzzo è la regione più montuosa d'Italia, dopo Val d'Aosta e Trentino Alto Adige, e il settanta per cento del suo territorio supera i seicento metri di altezza - osserva il coordinatore regionale di Sel, Gianni Melilla -. È dunque paradossale che una nevicata debba provocare morti, feriti, sequestri di persona, interruzione dei collegamenti e dell'erogazione di servizi essenziali». Melilla considera vergognosi «la paralisi del sistema ferroviario abruzzese, con il sequestro di centinaia di passeggeri, e i due giorni di chiusura dell'autostrada che collega l'Abruzzo a Roma». E accusa di immobilismo la Regione: «Chiodi disdica il contratto con Trenitalia, rifiutandosi di continuare a pagare un servizio inesistente e indecoroso, alzi la voce contro la società Autostrada dei Parchi Montani, che a dispetto del nome non si è dimostrata in grado di fronteggiare una nevicata o una slavina, e organizzi un serio sistema regionale di Protezione Civile, fondato sulla prevenzione e sull'informazione». Oltre ai disagi per i cittadini abruzzesi, il maltempo ha provocato ingenti danni al comparto agricolo. «La neve è stata un colpo di grazia - rimarca Federica Morricone, presidente di Confagricoltura Abruzzo - i danni ammontano a parecchi milioni di euro». La viabilità rurale è in larga parte impraticabile, borghi e aziende risultano isolati e i prodotti non vengono ritirati. «Serre, capannoni, stalle e altre strutture hanno subito gravi danni - aggiunge Morricone - senza contare la perdita delle colture in campo, le mucche che producono meno latte per via del gelo e le colture arboree, come oliveti, vigneti e frutteti, che con queste temperature rischiano danni irreparabili». Al grido di dolore di Confagricoltura, risponde a stretto giro Mauro Febbo, assessore regionale alle politiche agricole: «La situazione è grave, soprattutto per quanto riguarda il sistema zootecnico, ma stiamo reagendo in modo adeguato».