ROMA. L'articolo 18 continua a restare al centro del confronto politico e sindacale, rischiando di bloccare il negoziato. La questione è diventata oggetto dell'attenzione europea e il governo non sarebbe certo dispiaciuto se arrivasse un richiamo da Bruxelles con l'invito a procedere sul tema. «Ma non è il punto fondamentale» avverte Miguer Angel Gurria, segretario generale dell'Ocse. Invece il quotidiano finanziario Wall Stree Journal, di proprietà di Rupert Murdoch, ritiene che «la più grande minaccia alla crescita economica dell'Italia non è il debito pubblico ma l'articolo 18». Che si tratti di uno scoglio difficilmente aggirabile lo dimostra anche l'atteggiamento dei sindacati, alla ricerca di un atteggiamento comune sull'intera riforma in una riunione unitaria questo pomeriggio.
Sull'argomento interviene il presidente del Gruppo L'Espresso, Carlo De Benedetti: sull'articolo 18 «mi auguro che il ministro Fornero, il governo Monti cambino idea». De Benedetti è decisamente contrario alla sua eliminazione nella convinzione, comunque, che ci debba essere «mobilità sia in entrata che in uscita». Per De Benedetti ora il dibattito è solo ideologico, si «spaccia per mobilità quelle che sono ideologie» ricordando il progetto della fondazione Rodolfo De Benedetti sull'apprendistato che prevede una flessibilità per tre anni. Posizione condivisa dal Pd che, con l'ex ministro Cesare Damiano, ricorda come la questione sia «un falso problema» perchè «non è vero che in Italia non si possa licenziare: con le leggi esistenti e attraverso la contrattazione si sono gestiti imponenti processi di ristrutturazione con la conseguente diminuzione dei livelli occupazionali». Invece per il Wsj, l'articolo 18 «è un relitto degli anni Settanta che rende impossibile licenziare anche il più incompetente dei dipendenti ed in modo perverso causa ciò che dovrebbe prevenire: la disoccupazione». Miguel Angel Gurria, segretario generale Ocse,invece non crede «sia corretto caratterizzare il dibattito sulla riforma del mercato del lavoro intorno all'articolo 18, che magari ha bisogno di qualche aggiustamento nella sua applicazione. Ma non è il punto fondamentale della riforma, che include flessibilità ma anche reti di protezione per i lavoratori più vulnerabili, e il reinserimento (attraverso il training) nel mercato del lavoro».
Monti cerca comunque una sponda europea e questo spiega l'accelerazione e l'insistenza di esponenti del governo sulla questione. Per far scendere lo spread si dovrebbe andare a una revisione della norma dell'articolo che tutela con il reintegro nel posto di lavoro il licenziamento senza giusta causa. Un nuovo consistente calo dello spread, secondo alcuni analisti, dovrebbe arrivare proprio da un intervento netto e chiaro, garantendo una certa discontinuità e «impressionando» favorevolmente i mercati. L'esecutivo si aspetta anche un possibile richiamo da Bruxelles.
Il sindacato cerca di tenere vive richieste su crescita e lavoro e di andare oltre il confronto sull'articolo 18. Camusso, Bonanni e Angeletti hanno inviato una lettera a Monti, Schifani, Fini e al presidente del Parlamento europeo Schultz esprimendo «contrarietà e perplessità» sul Trattato del patto di bilancio «come unica risposta alla crisi economica». Nel caso italiano, ricordano, «si dovrà tagliare ogni anno di un ventesinmo il debito eccedente il 60% del Pil che produrrà tagli del 3% del Pil annuo pari a circa 45 miliardi di euro». Cgil, Cisl e Uil chiedono anche al Parlamento di rivedere e correggere le scelte del governo sulle pensioni. Oggi i tre segretari si incontreranno per preparare il vertice con la leader della Confindustria, Emma Marcegaglia. Tra i temi da affrontare anche la questione dell'articolo 18. In un documento in fase di stesura intitolato «per il lavoro, per la crescita, l'equità sociale e fiscale», il tema non è menzionato, mentre l'attenzione si focalizza su ammortizzatori sociali e precarietà, legata ai contratti d'ingresso nel mondo del lavoro.
Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, è contrario alla soppressione ma favorevole ad una revisione dei tempi di giudizio per le cause di lavoro. Susanna Camusso denuncia invece la troppa flessibilità in uscita per cui l'articolo 18 non si discute. Intanto la Fiom prepara la manifestazione nazionale del 18 a Roma sulla Fiat, il contratto ma anche in difesa dell'articolo 18.