La manovra è di 135 milioni Di Stefano (An): vogliamo sapere dove finiranno i soldi
L'AQUILA. Giornata decisiva per il governo regionale. Questa mattina alle 10 il consiglio si riunisce per votare l'aumento anche nel 2007 delle aliquote Irap (5,25%) e Irpef (1,40%) con possibilità di un aumento ulteriore dal 30 aprile. Un provvedimento che porterà nelle casse regionali i 135 milioni necessari per portare il Bilancio a pareggio e approvarlo entro il 31 dicembre.
Il presidente del consiglio Marino Roselli aprirà con una qualche apprensione la seduta, memore della bagarre scoppiata mercoledì quando il provvedimento finanziario, varato in mattinata da un colpo di mano della maggioranza in Commissione che rese inefficaci i 100 emendamento della minoranza (venne deciso il contingentamento dei tempi e l'obbligo di votare entro le 13), non fu inserito all'ordine del giorno per l'astensione di due consiglieri di maggioranza, il dipietrista Alfonso Mascitelli e Antonio Verini della Margherita, contrari all'aumento delle tasse. Oggi i capigruppo dell'Unione saranno chiamati a fare quadrato attorno al provvedimento e soprattutto a richiamare alla disciplina i consiglieri le cui assenze hanno fatto mancare in più occasioni il numero legale.
La minoranza promette, attraverso Fabrizio Di Stefano (An) la presentazione di «emendamenti non ostruzionistici». «Quello che vogliamo discutere è la mancata finalizzazione delle somme. Si sa da dove arriveranno ma non si sa dove andranno e a che serviranno, visto che non saranno destinati alla sanità».
Il consigliere dell'Italia di Mezzo Claudio Di Bartolomeo invita la giunta a «risparmiare, chiudere Enti che costano tantissimo, fare una seria politica di dismissioni, bloccare le assunzioni facili dei Co.Co.Co.» e solo «dopo aver dato l'esempio», chiedere agli abruzzesi «i sacrifici necessari per risanare le casse della Regione».
Sull'argomento si è espresso anche il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni in una intervista al Tg3 regionale: «Per me le tasse non si dovrebbero aumentare mai», ha detto Bonanni, «e l'Abruzzo ha già troppe tasse, serve invece un percorso condiviso tra sindacato e governo regionale. Per questo è necessario riprendere la trattativa».
L'assessore Regionale al Bilancio Giovanni D'Amico risponde con le cifre: in sette tabelle ha sintetizzato il quadro finanziario della Regione, il cui debito in Bor (buon ordinari regionali) dal 2000 al 2005 è passato da 129,1 milioni di euro a 1 miliardo 80 milioni di euro. Si tratta però di cifre che non considerano ancora il deficit della sanità.
Quest'ultimo fa schizzare il debito a 2 miliardi 472 milioni di euro. Se a queste cifre si aggiunge il disavanzo dell'amministrazione si arriva alla bella cifra di 2 miliardi 792 milioni di euro. Pensare di evitare l'inasprimento delle tasse, sostiene D'Amico, sarebbe pura demagogia.