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Data: 09/02/2012
Testata giornalistica: La Repubblica
Emergenza maltempo - Scarseggia il gasolio, l'Ast ferma i pullman La Regione e i Comuni non pagano. «L'azienda è allo stremo» Arrivati ieri 6 mila litri di carburante «Sono sufficienti solo per mezza giornata di lavoro»

GERALDINE PEDROTTI LA REGIONE non paga e l'Ast è costretta a tenere fermi i bus perché mancano i soldi per il gasolio. I disagi in tutta la Sicilia vanno avanti da tre giorni e potrebbero continuare anche nei prossimi, almeno fino a quando Palazzo d'Orleans non sbloccherà una parte dei 18 milioni di euro di crediti che l'azienda di trasporti vanta nei suoi confronti. Secondo stime dei vertici societari, basterebbero 10 milioni per riprendere la normale attività e pagare gli arretrati degli stipendi dei dipendenti (fermi a dicembre 2011), il carburante, i fornitori e i debiti erariali del mese scorso. «Il problema è serissimo - dichiara Emanuele Nicolosi, direttore generale dell'Ast - avanziamo crediti sia da parte della Regione che dei Comuni, se la situazione non dovesse cambiare i disagi nei prossimi giorni aumenteranno». L'allarme sul rischio di un blocco del servizio la società l'aveva lanciato già il mese scorso, con due comunicazioni indirizzate al governatore Raffaele Lombardo e agli assessori alle Infrastrutture Pier Carmelo Russo e all'Economia Gaetano Armao, nelle quali si chiedeva l'immediato pagamento delle somme dovute. «Le suindicate urgenti necessità di incasso - si legge nella nota del 17 gennaio - scaturiscono dalla considerazione che Ast avrebbe dovuto provvedere, già da tempo, al pagamento dei costi, il cui mancato assolvimento sta comportando notevolissime difficoltà nella normale erogazione dei servizi di trasporto gestiti da Ast sull'intero territorio siciliano, con gravissimi e irreparabili danni per la collettività». Appello caduto però nel vuoto. «Sicuramente nei prossimi giorni non sarà garantito il regolare servizio - dichiara il segretario della Filt - Cgil Sicilia Gaetano Bonavia - ed è anche impossibile fare una previsione delle corse che salteranno, perché dipende dal carburante che ciascun mezzo ha ancora nei serbatoi. Appena sta per finire l'ordine per gli autisti è di non ripartire. Già oggi (ieri, ndr) la zona di Bagheria, Villabate e Casteldaccia ha subito disagi pesantissimi, con corse cancellate e utenti inferociti. Il giorno prima lo stesso era successo a Carini. Adesso sono arrivati 6 mila litri di gasolio, ma è una quantità irrisoria, che basta per mezza giornata di lavoro. Non è una situazione sostenibile». La crisi di liquidità dell'Ast va avanti da quasi un anno. Alcuni mesi fa a Palermo 250 lavoratori avevano occupato la rimessa dei pullman di via Caduti senza croce, bloccando l'uscita dei mezzi come protesta ai continui ritardi nei pagamenti degli stipendi. La stessa cosa avevano fatto a Siracusa e Ragusa. Anche all'ora la causa era la mancata erogazione dei crediti da parte della Regione. «L'azienda è allo stremo - continua Bonavia - oltre a non potere garantire il carburante e gli stipendi, non può più pagare le visite sanitarie obbligatorie che gli autisti devo effettuare ogni 2 anni all'ispettorato sanitario delle Ferrovie dello Stato. Il risultato è che ci sono centinaia di lavoratori che non possono guidare i pullman, perché la legge glielo impedisce in assenza dell'idoneità di guida di Fs, e sono costretti a rimanere a terra e svolgere lavori di manovalanza. Senza contare che ormai è prassi che i salari siano erogati con almeno un mese di ritardo, il che significa notevoli problemi per le 1.500 famiglie dei dipendenti che l'Ast ha in tutta l'Isola. E la situazione si complicherà, visto il previsto taglio del 20 per cento che la Regione dovrà applicare ai trasferimenti per i trasporti pubblici».

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