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Data: 09/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Emergenza maltempo - Di Cesare (Cgil): un errore licenziare i precari Anas le strade sono abbandonate

Era sufficiente un'ordinanza di Chiodi per usare i fondi del terremoto e tutelare il servizio

PESCARA. «Una regione piena di montagna come l'Abruzzo non può essere colta di sorpresa dalla neve. Se uno ci tiene alla produttività del sistema economico, deve sapere che in Abruzzo quella produttività dipende anche dalla capacità di gestire il sistema dei collegamenti e delle strade».
Gianni Di Cesare chiama in causa l'Anas e il presidente della Regione, Gianni Chiodi. La cosiddetta emergenza-neve, secondo il segretario regionale della Cgil, si sarebbe potuto affrontare meglio se 76 lavoratori stagionali e precari, addetti alla manutenzione delle strade per conto dell'Anas, fossero rimasti ai loro posti, prorogandone i contratti scaduti il 31 dicembre scorso.
«E' il 27 aprile dell'anno scorso», racconta Di Cesare, «quando portiamo all'attenzione dell'opinione pubblica il caso di questi 76 lavoratori dell'Anas che gestivano manutenzione e sicurezza stradali con contratti a tempo determinato in scadenza alla fine del 2011. Sapevamo che i nuovi vertici dell'Anas non avevano intenzione di rinnovare quei contratti e di dare quel servizio in gestione all'esterno dell'azienda. A quel punto, decidiamo di coinvolgere il sistema-Regione».
«In ottobre», prosegue il segretario della Cgil-Abruzzo, «sollecitiamo la Regione affinché prenda una decisione chiara. Così, facciamo una riunione con il presidente del consiglio regionale, Nazario Pagano, e coinvolgiamo anche Gianni Chiodi che sollecito personalmente ad assumere una decisione. In sostanza chiediamo di sapere quanti sono i soldi disponibili e dove si possono attingere queste risorse finanziarie. La risposta è che il Patto di stabilità impone alla Regione di risparmiare e che, insomma, soldi proprio non ce ne sono».
«A quel punto», continua Di Cesare, «proponiamo una soluzione che è la stessa da noi avanzata un anno prima. Cioè: un'ordinanza di Chiodi, come commissario straordinario alla ricostruzione, che utilizzi una parte dei fondi del post-terremoto. A quel punto comincia un rimpallo sulla decisione. Alla fine, nessuna decisione viene presa. Noi, come sindacato, andiamo avanti con la vertenza per salvaguardare i 76 lavoratori il cui contratto scadeva il 31 dicembre. Ma non ci fermiamo lì».
«Il 18 gennaio scorso», prosegue il segretario della Cgil, «rilanciamo la palla e ci rivolgiamo all'Anas per sapere come sta realizzando il piano neve e al prefetto dell'Aquila denunciando il fatto che l'esternalizzazione del servizio svolto dai 76 lavoratori non può funzionare. A noi pare che tutta la situazione non sia sotto controllo e ribadiamo quello che avevano già detto, nell'aprile dell'anno scorso, cioè che le criticità maggiori riguardano alcune strade in particolare: la statale 16, la statale 80 e la strada della Valle Roveto che va verso Rieti. Arriviamo così al 3 febbraio, venerdì scorso, il giorno in cui inizia la grande emergenza-neve».
«Il 3 febbraio», racconta ancora Di Cesare, «accade un fatto nuovo: l'Anas chiama in servizio 15 di quei 76 lavoratori, e lo fa perché riconosce loro una capacità professionale acquisita sul campo nella manutenzione stradale. L'emergenza viene affrontata così».
«Noi», dice il segretario della Cgiul, «abbiamo denunciato per tempo la situazione e i rischi a cui si andava incontro. Ci sono stati sottovalutazioni ed errori continui, a partire da quelli commessi dall'Anas per finire a quelli della Regione. La Regione cosa poteva fare? Emanare l'ordinanza che noi chiedevamo, nell'interesse non solo dei lavoratori direttamente interessati ma anche della comunità abruzzese, perché eravamo consapevoli della criticità della situazione».
«In Abruzzo», conclude Gianni Di Cesare, «la notizia non è che quella che, d'inverno, nevichi nel Teramano o nell'Aquilano, ma il contrario, cioè che non nevichi in quelle zone. Se uno non se ne occupa per tempo e in maniera attenta, è inevitabile che poi tutto si complichi con la prima nevicata straordinaria».

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