Iscriviti OnLine
 

Pescara, 08/04/2026
Visitatore n. 752.935



Data: 09/02/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Chiodi va da Monti: «Ci servono fondi». Oggi l'incontro con il premier. Piano straordinario per i trasporti: bus in convoglio in caso di bufera (Guarda il servizio)

Maltempo. Allestita un'unità di crisi per le giornate di domani e sabato a rischio di nuove perturbazioni. Altre polemiche sulla gestione dell'emergenza

PESCARA - Oggi a mezzogiorno, dopo la conferenza dei servizi tra i presidenti delle Regioni italiane, sapremo se e quanto il Governo intenda aprire la borsa per aiutare l'Abruzzo travolto dalle bufere, reali e metaforiche. Il governatore Gianni Chiodi salirà infatti, con una delegazione delle Regioni, al cospetto del premier Mario Monti con un'agenda ridotta all'essenziale: «Chiederemo al Governo fondi per amministrazioni e imprese che hanno subìto danni». Chiedere è un diritto, rispondere un dovere: ma la risposta, spesso, come insegna Corrado Guzzanti quando indossa le vesti del profeta della divinità Quelo, è sbagliata. Vedremo.
Chiodi corre in salita per recuperare il tempo perduto nei primi, terribili giorni di emergenza maltempo. Ieri, con l'assessore ai Trasporti Giandonato Morra, ha guidato una riunione con tutti quanti, in Abruzzo, hanno titolo per parlare ed occuparsi di viabilità e trasporti: argomento, la gestione della nuova emergenza che si prospetta per domani e sabato, giornate annunciate come di nuovo, grande maltempo. E' stata attivata un'unità di crisi, come si dice in questi casi, per garantire comunque i collegamenti aerei, su gomma e su rotaia anche sotto l'infuriare degli elementi. In particolare si conta di evitare una nuova chiusura dell'autostrada A24-A25 e per questo si provvederà a tenere particolarmente d'occhio la criticatissima società Strada dei Parchi, dopo il disastro dello scorso week-end. Non escluso il blocco dei Tir in caso sia ritenuto necessario per agevolare la circolazione degli altri veicoli. Si pensa anche, su esplicita richiesta di Arpa, di organizzare un convoglio di bus, preceduti da mezzi spazzaneve, in caso di situazione particolarmente pesante per la sicurezza dei passeggeri.
Ovviamente è stata disposta una mobilitazione straordinaria dei volontari della Protezione civile. Già ieri erano al lavoro 53 associazioni di volontariato, saranno di più domani e sabato se la bufera si mostrerà davvero terribile.
Parliamo di bufera reale, evidentemente. Quella metaforica, cui facevamo cenno in apertura di articolo, è ovviamente quella generata dalle critiche alla gestione dell'emergenza da parte della Protezione civile e della Regione. Ieri sono andati in scena altri due quadri di questa rappresentazione: il primo lo intitoleremo Legnini-Di Stefano, il secondo Giuliante-Costantini.
Nel primo quadro il senatore Pd Giovanni Legnini chiede al Governo di chiarire se è mai possibile che l'intervento dei militari nelle zone congelate sia a pagamento e lamenta quanto la celebre norma Tremonti sull'autofinanziamento per i danni da disastri naturali spaventi le Regioni, Abruzzo in primis, che tardano a chiedere lo stato d'emergenza per timore di vedere aumentate le tasse per i propri cittadini. A Legnini replica il senatore Pdl Fabrizio Di Stefano tacciandolo di promuovere una «politica dalle due facce» perchè da una parte critica la Regione e dall'altra riconosce l'eccezionalità dell'ondata di maltempo: «C'è bisogno di responsabilità, non di polemiche inutili», annuncia Di Stefano.
Nel secondo quadro si osserva l'assessore regionale Gianfranco Giuliante chiedere al capogruppo Idv Carlo Costantini se «non si sia accorto che la Protezione civile regionale è governata dal direttore ingegner Carlo Visca con la collaborazione di due dirigenti e sette responsabili di ufficio, e che il sistema di Protezione civile funziona. Fosse più interessato a quello che gli accade intorno eviterebbe di dire cose non vere che hanno solo il sapore di polemica strumentale». Ed ecco Costantini: «Giuliante crede di essere Marzullo, perchè si fa le domande e si dà le risposte. Io ho contestato a Chiodi il fatto che il servizio di Protezione civile è da un anno senza figura apicale, e non mi ha risposto. Giuliante si arrampica sugli specchi».
Il seguito, ai prossimi quadri. Oggi, intanto, vediamo come finisce a Roma tra Chiodi e Monti.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it