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Data: 09/02/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Emergenza maltempo (Chieti) - Chiesto lo stato di calamità naturale. Militari spalatori, fioccano le polemiche. Undici punti raccolta per i rifiuti

Emergenza neve: il presidente della Provincia lancia un sos a Governo e Regione. Chiede il riconoscimento dello stato di calamità naturale per l'intero territorio provinciale e per tutti i Comuni. Enrico Di Giuseppantonio ha inviato ieri un telegramma a Mario Monti e a Gianni Chiodi. Spiega che nevicate stanno creando problemi alla viabilità e all'attività produttiva di importanti industrie e stanno mettendo a durissima prova la tenuta finanziaria sia della Provincia già gravata da una situazione di pre dissesto che quella dei Comuni, chiamati a fronteggiare nell'immediato nuove spese, soprattutto per uomini e mezzi impegnati nella rimozione della neve e nel soccorso alle persone in difficoltà. La richiesta a Governo e Regione, fatta anche a nome dei sindaci, è per poter sfiorare i limiti del patto di stabilità e poter superare gli altri vincoli imposti dalla legge di stabilità.
«Da un momento all'altro - sottolinea Di Giuseppantonio - sia i Comuni che la Provincia sono chiamati ad affrontare nuove spese. Mi riferisco alla necessità di sostituire uomini stremati da giorni e notti di ininterrotto lavoro sulle strade, e di acquistare altro materiale per fronteggiare l'emergenza. Poi, bisognerà calcolare i danni e programmare gli investimenti, per ripristinare strade e per verificare la sicurezza degli edifici. Purtroppo, agendo nel rispetto dei vincoli, si corre il rischio di non poter dare risposte adeguate e tempestive».
Nel capoluogo, ha destato scalpore e scatenato polemiche l'affermazione del sindaco di voler pagare di tasca propria, qualora le casse comunali fossero vuote, lo straordinario fatto dai graduati del 123° Reggimento per la neve. Luigi Febo accusa Di Primio di ignora le norme in materia e di dire cose non vere ai cittadini «per riscuotere successo mediatico. Prima di chiamare l'esercito, avrebbe dovuto pensare ai lavoratori di Teateservizi, agli iscritti alle liste di disoccupazione».
La tregua di ieri ha consentito lo sgombero di molte strade centrali, di aree di accesso alle scuole e asili nido (la neve viene trasportata ai depuratori) e la rimozione di masse di coltre bianca e di grosse, pericolose stalattite dai cornicioni. Ma restano in grande sofferenza diversi popolosi quartieri intorno a Chieti alta e Chieti Scalo. Solo ieri ci si è ricordati di mettere in funzione il Coc (Centro operativo comunale). Mentre l'assessore Bevilacqua ha organizzato 11 punti di raccolta dei rifiuti, per evitare lo scoppio di una vera e propria emergenza immondizie. Si trovano, da oggi pomeriggio a largo Barbella, via San Nicola, piazza Trento e Trieste, Borgo Marfisi, via B. Maiella, via porta Monacisca, piazza Matteotti, via Salomone, via S. Olivieri, via A. Herio, via Pianell.

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