Il Comitato: 100 viaggiatori-lavoratori in ritardo a Roma, ci aiuti la Regione. Secondo i vertici dell'Arpa la modifica della corsa ha allungato i tempi di percorrenza soltanto di dieci minuti
SULMONA. Pendolari costretti a «viaggi disumani e turni massacranti». Il comitato Federcopa torna all'attacco e non fa sconti all'Arpa: sotto accusa la tratta Sulmona-Roma che ha subìto ulteriori tagli. L'Arpa sostiene che le corse non registrano ritardi, i pendolari la pensano diversamente e chiedono l'intervento della Regione.
Sono circa un centinaio, tra studenti e lavoratori, i pendolari che quotidianamente partono dalla Valle Peligna per raggiungere Roma. Da dicembre, la corsa delle 8.15 (in partenza da Sulmona) transita anche per Avezzano determinando, secondo i viaggiatori, pesanti ritardi. L'Arpa sostiene il contrario. Ora Federcopa, la Federazione che riunisce i pendolari, invoca l'intervento della Regione. «L'imbarazzante risposta con la quale l'Arpa ha replicato alle denunce dei pendolari del Centro Abruzzo» sostiene Francesco Di Nisio presidente di Federcopa «testimonia ancora una volta la necessità di un intervento immediato della Regione. L'assessore ai Trasporti, Giandonato Morra, e il consiglio regionale devono convocare i vertici dell'azienda del trasporto pubblico per chiedere conto della disinvoltura e della superficialità con le quali sono state liquidate le richieste della Valle Peligna».
Nei giorni scorsi, Arpa ha tenuto a precisare che «da verifiche recenti effettuate sulla corsa Sulmona-Roma in partenza dal centro peligno alle 8.15 è risultato che il bus arriva regolarmente al capolinea di Roma Tiburtina alle 10,35, con un tempo di percorrenza pari a 2 ore e 20 minuti, a fronte delle 2 ore e 10 previste prima della modifica dell'esercizio».
Una presa di posizione che ha suscitato l'ira dei pendolari che, invece, raccontano di ritardi che sfiorano i 60 minuti e condizioni di viaggio inenarrabili. «Se all'Arpa si impostano i progetti così come fanno le rilevazioni c'è da preoccuparsi seriamente» rincara Di Nisio «l'azienda parla di ritardi minimi quando invece, e basterebbe guardare il sito web della società, sono di almeno 50 minuti. La corsa che prima arrivava a Roma Tiburtina alle 10 ora arriva a ponte Mammolo alle 10.50. Se per i dirigenti dell'Arpa questi sono ritardi minimi, non lo sono certo per i pendolari della Valle Peligna che devono timbrare il cartellino e sono costretti a viaggi disumani e turni massacranti».
La maggior parte dei pendolari ribadisce che la corsa delle 8.15 in partenza da Sulmona non è più fruibile proprio a causa della tappa ad Avezzano che determina il ritardo. Nei mesi scorsi, Federcopa ha messo in atto una mobilitazione generale per sollecitare il ritiro del provvedimento che prevede le modifiche al percorso della corsa delle 8.15. Ora chiama le istituzioni alle proprie responsabilità. «All'assessore Morra» conclude Di Nisio «chiediamo di dare una risposta a questa situazione. Lo stesso consiglio regionale non può più restare a guardare». La proposta di Federcopa è ripristinare il vecchio orario, mantenendo intatti gli orari delle corse dei pendolari (5.00, 6.20 e 8.00 da Sulmona e 15.00, 17.50 e 19.00 da Roma).