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Data: 09/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Emergenza maltempo - Chiodi a Roma per avere gli aiuti. Il Pd: chiediamo insieme una deroga sulle tasse. Sale l'allerta meteo

I fondi stanziati già non bastano Il pericolo valanghe preoccupa la Protezione civile regionale Trasporti, attivata l'Unità di crisi: più coordinamento nelle strade

PESCARA. Come chiedere aiuto al governo per l'emergenza e i danni del maltempo senza correre il rischio di sentirsi rispondere «aiuti sì, ma aumentate le tasse»: è con questo interrogativo che il presidente della Regione Gianni Chiodi si presenta oggi dal presidente del Consiglio Mario Monti per portare il caso Abruzzo sul tavolo nazionale. Lo fa, Chiodi, insieme ai governatori delle altre regioni colpite dal maltempo. E dopo una Conferenza dei servizi convocata in via straordinaria per approntare proprio una linea comune da presentare sul sostegno finanziario. Chiodi confida molto sulla riuscita dell'azione unitaria, anche perché la gravità della situazione emerge giorno dopo giorno.
Lo stato di allerta è massimo, il rischio valanghe è alto e domani dovrebbe arrivare la nuova ondata di freddo polare. II milione di euro stanziato stanziato dopo la dichiarazione dello stato di emergenza - avvenuta tre giorni dopo di disagi - è largamente superato dalle stime di spesa degli enti locali. La Provincia di Teramo, ad esempio, calcola di aver già impiegato 540mila euro. La giunta dell'Aquila chiede lo stato di emergenza così come il presidente della Provincia di Chieti vuole il riconoscimento dello stato di calamità a fronte di una previsione complessiva di 1 milione 800mila euro. E ciascun sindaco dei comuni montani sommersi dalla neve e attanagliati ora dal ghiaccio avrebbe già affrontato una spesa media di circa 100mila euro. Emergenza nell'emergenza.
LA PROPOSTA DEL PD. «Si presenta di fronte a noi un primo tema di lavoro per fare lobby per l'Abruzzo», propone il capogruppo del Pd in consiglio regionale Camillo D'Alessandro, «va chiesto al governo Monti di riconoscere ciò che lo Stato non ci ha mai riconosciuto, cioè la situazione di eccezionalità dell'Abruzzo. È questo il primo tema di lavoro che deve vederci uniti nel Patto: una vera e propria lobby tra parlamentari e Regione affinché il governo riconosca all'Abruzzo una deroga sulla norma per lo stato d'emergenza, perché la Regione non è nelle condizioni economiche e sociali di chiedere agli abruzzesi neanche un euro in più di tasse. Nel caso dell'alluvione di Teramo», ricorda il capogruppo del Pd, «i danni erano limitati e i Cmuni sono andati in straordinaria difficoltà. Ma con i milioni di danni che si conteranno per il maltempo rischiano di subire un altro terremoto economico».
LA LEGGE DA RIVEDERE. Quello dell'aspetto legislativo sullo stato di emergenza è un aspetto che dev'essere definito urgentemente dal senatore del Pd, Giovanni Legnini, riferendosi alla norma con la quale l'ex ministro Tremonti impose un innalzamento delle addizionali e delle accise per le Regioni che avessero chiesto la dichiarazione di calamità, la cosiddetta "tassa delle disgrazie": «Le Regioni più colpite, tra cui l'Abruzzo, non chiedono lo stato d'emergenza per evitare di far pagare più tasse ai propri cittadini. Questa è una situazione che va risolta al più presto affinché lo Stato e le amministrazioni locali possano mettere in campo ogni risorsa per far fronte all'emergenza. Ma perché ciò accada», sottolinea il senatore pd, «serve chiarezza, rapidità e determinazione».
L'ALLERTA. Nel frattempo la Protezione civile regionale si sta preparando all'ondata di maltempo, attesa nella serata di domani. Per oggi è stata convocata una riunione all'Aquila, preoccupa il pericolo valanghe il cui livello di allarme può salire da 4 a 5 (livello massimo). «Abbiamo difficoltà nel reperire forniture di sale», spiega l'assessore alla protezione civile Gianfranco Giuliante, «quello che era disponibile è stato distribuito, e forse qualche Comune ha pure esagerato nella richiesta per farsi delle scorte».
La Protezione civile provvederà a fare una sorta di scaletta dei Comuni a seconda delle esigenze reali correlate alle previsioni meteo.
Per le altre operazioni di soccorso funziona il principio della sussidiarità: i primi a intervenire sono i sindaci, quindi le Province e le prefetture. Se non basta, il problema viene girato al Centro funzionale dell'Aquila che deve quindi autorizzare la spesa per interventi di "somma emergenza". «Adesso dobbiamo affrontare i problemi caso per caso», ripete Giuliante.
I VOLONTARI. Da giorni, e con turni massacranti i volontari della offrono aiuto alle famiglie e ai Comuni in difficoltà attraverso il trasporto e la consegna di generi di prima necessità e medicinali, il trasporto malati, medici e infermieri da e per vari ospedali e il sostegno per liberare le strade secondarie e i cassonetti dei rifiuti dalla neve. Sono 68 le associazioni operative (25 in provincia dell'Aquila, 20 nel Chietino, 12 nel Pescarese, 11 nel Teramano), oltre 300 gli uomini impiegati.
I TRASPORTI. Ieri è stata insediata l'Unita di crisi per i trasporti. Al vertice con gli operatori del settore - presieduto da Chiodi, dall'assessore Giandomenico Morra e dal direttore Carla Mannetti - erano presenti fra gli altri il direttore generale Anas Lucio Russo e i direttori di "Strada dei parchi", la società concessionaria di A24 e A25.
Dopo quanto avvenuto tra venerdì e domenica - quando l'autostrada è stata chiusa a causa del pericolo slavine e la superstrada del Liri è rimasta bloccata - è stato deciso che l'Unità di crisi si interfaccerà con il Coa e la concessionaria di A24 e A25, e sarà operativa 24 ore su 24, con l'obiettivo di gestire le operazioni di coordinamento del traffico.
L'Arpa ha chiesto un trasporto a convogli, con i pullman preceduti da mezzi spazzaneve e spargisale.
AUTOSTRADA. Strada dei parchi ha spiegato che sono in campo 130 mezzi, oltre a 26 pale per caricamento fondenti e pulizia Aree di Servizio. All'opera ci sono 260 operatori di imprese esterne oltre a 100 dipendenti. Anche l'Anas Abruzzo ha messo in campo 220 operatori e 82 mezzi meccanici.
AEROPORTO. In una panorama caratterizzato da criticità, emerge una nota positiva. L'aeroporto d'Abruzzo è stato l'unico del Centro-Sud a rimanere sempre aperto (ad eccezione di tre ore venerdì), con il transito di 5mila passeggeri e l'accoglimento di otto voli con destinazione Ancona. Lì infatti l'aeroporto è rimasto chiuso per quattro giorni.

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