«A seguito delle provocazioni subite nella trasmissione Chiambretti show e delle iniziative giudiziarie promosse dal sindaco Cialente nei miei confronti, ho dato mandato ai miei legali di attivare ogni opportuna iniziativa ai fini di tutelare la mia onorabilità e quella del dipartimento Famiglia della presidenza del Consiglio da me pro-tempore rappresentato all'epoca dei fatti». Sembra diventata ormai una telenovela la querelle tra il primo cittadino dell'Aquila, Massimo Cialente, e l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri, Carlo Giovanardi, sui fondi per il sociale, oggetto di una indagine da parte della procura della Repubblica dell'Aquila. La controquerela è dell'ex sottosegretario Giovanardi, querelato dal sindaco del capoluogo per aver dato dei «cialtroni» agli aquilani sulla tentata truffa di 9 dei 12 milioni di euro destinati appunto per il sociale. «Sono stanco - ha aggiunto Giovanardi - delle insinuazioni e degli stravolgimenti della verità con i quali gli amministratori dell'Aquila tentano di coprire le loro omissioni e i loro ritardi, di cui le prime vittime sono proprio i cittadini dell'Aquila».
«Con Giovanardi la misura è colma» dichiara il senatore Alfonso Mascitelli, segretario regionale dell'Idv, che proprio pochi giorni fa ha consegnato al Presidente del Senato Renato Schifani una lettera con la richiesta formale di svolgere un approfondito dibattito in sede parlamentare sulla questione della ricostruzione dei comuni del cratere sismico. «Non devono essere solo gli aquilani a sentirsi offesi e calunniati - prosegue -, ma tutti noi abruzzesi per l'immagine negativa che alcuni, volutamente, cercano di far accreditare, con il solo scopo di creare una cortina fumogena su ben altre vicende su cui si dovrà fare invece piena chiarezza. Non è più rinviabile una grande operazione di verità in cui si discuta pubblicamente, nella massima assise parlamentare, di quanto è stato fatto fin'ora, delle vere responsabilità, delle infiltrazioni delinquenziali, dei tentativi di sciacallaggio, e infine dei provvedimenti e comportamenti futuri che il Governo nazionale intende mettere in campo se vuole veramente riportare L'Aquila come questione di interesse nazionale. Allora vedremo se in un dibattito libero e con contraddittorio, Giovanardi avrà coraggio e argomenti per difendere le sue farneticazioni». Sul caso interviene anche il giornalista aquilano, Amedeo Esposito, secondo il quale «una class action degli aquilani, ridurrebbe al silenzio Giovanardi».