APPALTI E TANGENTI Il dialogo in un rapporto riservato della Mobile sotto accusa due consulenze per l'ex assessore
PESCARA. È uno sfogo di Lamberto Quarta con un amico, intercettato da una cimice piazzata nella sua macchina, a dare agli investigatori della squadra mobile di Pescara un'altra «conferma» del rapporto di corruzione tra lo stesso Quarta, 56 anni di Francavilla, e Duilio Gruttadaria dell'Ecosfera di Roma, 61 anni di Caltanissetta ma domiciliato a Carsoli. Una conversazione, del 23 dicembre 2010, su Luciano D'Alfonso, ex sindaco Pd di Pescara: «In sostanza», recita un rapporto riservato della polizia alla procura dell'Aquila, «Quarta non condivideva il fatto che D'Alfonso aspirasse a candidarsi alle prossime elezioni politiche - poiché sotto processo come altri del suo partito ai quali, al contrario, veniva inibito di candidarsi - e attaccava D'Alfonso, inoltre, sotto il profilo della credibilità. Quarta, infatti, sosteneva che D'Alfonso elargiva troppe promesse che poi non manteneva». Una di queste promesse, dicono gli investigatori, è legata all'Ecosfera, la società al centro dell'inchiesta Caligola su appalti europei e tangenti: otto gli arresti eseguiti, più altri tre indagati compreso D'Alfonso per una consulenza da 51 mila euro sul Prg del porto affidata proprio all'Ecosfera in cambio, sostiene l'accusa, di due contratti da 46.400 euro offerti poi dall'Ecosfera all'ex assessore Pd Massimo Luciani. «Una cortesia», così Quarta chiama gli incarichi da quasi 50 mila euro dati a Luciani.
Ma, premette Quarta nel suo quasi monologo, «Luciano è uno che le fregature te le molla... non a me perché con me non ha mai preso impegni... non glieli ho mai chiesti». Poi prosegue: «Anzi io mi presi un impegno con lui per il suo tirapiedi Massimo Luciani... e lo feci prendere proprio a Duilio... quando Massimo rimase fuori da tutto, no». Quarta racconta così la richiesta di D'Alfonso.
Quarta: «Poi lui venne da me... praticamente... io con Massimo ho degli impegni... tu mi devi fare questo favore... va bene ti faccio questo favore, non tanto per te, tutto sommato perché Massimo mi sta simpatico è un bravo ragazzo. Parlai con Duilio... figurati che quando (ride) Massimo stava ancora, stava nel senso che veniva là soltanto a prendere eh... produce non ha prodotto un cazzo... qualche cosa che doveva fare... ed era un'altra inculatura di Luciano nei confronti di Duilio... perché poi ha detto "Io poi sai... il Comune deve fare quello... deve fare che cazzo doveva fare là, la valorizzazione di un quartiere una cosa e un'altra... lo studio di fattibilità". Senti Luciano facciamo così io non gli dico niente che è meglio perché dopo... siccome Duilio è un amico io non gli dico niente... gli dico che mi serve una cortesia a me e mi deve prendere Massimo... e gli ha fatto il contratto per due anni... quando è scaduto il secondo anno, lui mi è venuto a domandare... dice che devo fare? e basta».
Ivano: «Abbiamo già dato».
Quarta: «Eh... mo' basta che se lo vede... eh no, è così lui, quello a me non so che mi aveva detto un quartiere... non mi ricordo quale era... gli facciamo fare lo studio, la valorizzazione il progetto oppure... aveva un sacco di cose da fare... guarda Luciano, io non gli dico niente... il favore glielo chiedo per me perché se poi io gli dico».
Ivano: «Ti sei sputtanato».
Quarta: «Guarda che... perché dopo quello e non avviene... siccome temo che tu gli impegni li prendi con 50 persone... lasciamo perdere... poi se ci esce la cosa... e infatti non c'è uscito un cazzo... poco dopo è successo quello che è successo».
Ma Quarta, per gli investigatori, non dice tutto: «In realtà, le odierne indagini», commenta la Mobile, «hanno dimostrato che non era solo D'Alfonso a essere scarsamente aduso a dire la verità; infatti, anche Quarta non era stato del tutto sincero nel raccontare i fatti al suo amico. Invero, l'ex sindaco, contrariamente a quanto raccontato da Quarta, aveva senz'altro conferito una contropartita in favore dell'Ecosfera in cambio dell'assunzione di Luciani, attraverso l'affidamento della realizzazione di un progetto che l'amministrazione di Pescara aveva assegnato proprio al gruppo di Gruttadauria».