È MOLTO chiaro l'ordine del giorno approvato lunedì dopo il consiglio comunale aperto sul problema dei tagli
ai treni. Il documento, sottoscritto dai politici nazionali, regionali e provinciali di Piceno, Fermano e Teramano,
dopo aver parlato del fatto che i 'tagli' «hanno di fatto ulteriormente limitato l'operatività della stazione di San
Benedetto isolando non solo il Piceno, ma anche i territori confinanti, per i quali il nostro è uno snodo
ferroviario fondamentale» punta il dito sul fatto che «tali decisioni sono state assunte unilateralmente, senza
la partecipazione delle Regioni Marche e Abruzzo, né delle altre istituzioni rappresentative dei territori
coinvolti». Ovvio l'invito a al presidente del Consiglio, il ministro dello Sviluppo economico e delle
infrastrutture e trasporti, l'Ad delle ferrovie, l'ad di Trenitalia, e ogni altra istituzione ed Autorità competente
«ad assicurare condizioni di normale fruibilità del trasporto ferroviario per i cittadini delle Marche e
dell'Abruzzo, in particolare delle Province di Ascoli, Fermo e Teramo, che non possono essere discriminati
rispetto a quelli del resto del Paese. A modificare sin da subito l'orario dei servizi ferroviari ripristinando la
fermata di San Benedetto dei treni a lunga percorrenza, quale snodo intermedio fondamentale nella fascia
litoranea tra Ancona e Pescara e dell'intera dorsale adriatica. Ad intraprendere inoltre politiche di sempre
maggiore incentivo dell'utilizzo del trasporto ferroviario, anche con misure di contenimento delle tariffe, quale
strumento essenziale per la crescita economica e per la tutela ambientale e territoriale del nostro Paese». In
attesa della grande protesta alla stazione di San Benedetto...