Doccia fredda per la fusione con la spagnola Abertis. L'azienda pubblica si rivolgerà al tribunale per avere il risarcimento danni
ROMA. Nuova, durissima, doccia fredda al progetto di fusione tra Autostrade e il gruppo spagnolo Abertis. L'Anas sembra chiudere ogni porta alle speranze della società di riaprire uno spiraglio di dialogo. Riunito in convocazione straordinaria per fare il punto sul rapporto con Autostrade, e quindi sul progetto di fusione, «all'unanimità, il Cda Anas ha deciso di ricorrere al Tribunale, per contestare la mancata esecuzione di investimenti per 2 miliardi di euro.
Chiederà, spiega, «l'ordine di esecuzione» degli investimenti previsti, ed un risarcimento danni. Quello degli investimenti era uno dei temi ricorrenti del braccio di ferro degli ultimi mesi tra il ministro delle Infrastrutture Di Pietro e la società Autostrade. Il ministro ha più volte contestato la mancata realizzazione di opere previste dalla convenzione con Autostrade. E la società ha più volte risposto che il problema riguarda solo la variante di valico, che i ritardi ci sono sono ma sono dovuti solo a problemi esterni legati alla lentezza delle procedure per le necessarie autorizzazione. E oggi replica: «ben venga che ci sia un giudice che si occupi di accertare i fatti». Autostrade ha anche spesso ribadito di non averne tratto alcun vantaggio dalle risorse per gli investimenti rimaste in cassa e che, al contrario, dai ritardi ha subito un danno in termini di «un maggior costo dell'opera accertato ad oggi per circa 1,6 miliardi di euro, destinato a termine dei lavori a superare certamente i 2 miliardi di euro». Sembrano così ridursi al lumicino le speranze di portare a termine il progetto di fusione italo-spagnolo, dopo questo nuovo stop che segue l'intervento con il quale il Tar, mercoledì, ha rigettato i ricorsi cautelari presentati dalle società, riconoscendo al governo il diritto di valutare e autorizzare l'operazione tramite l'Anas. E i tempi sono stretti.
Mancano pochi giorni al 13 dicembre, atteso come giorno chiave per il futuro del progetto di fusione. Il cda di Autostrade è stato convocato per prendere «decisioni definitive». Subito dopo i vertici della società presenteranno la loro posizione all' assemblea degli azionisti che, formalmente convocata per approvare il dividendo straordinario di 3,75 euro previsto dal progetto di fusione, indirettamente deciderà se andare avanti o archiviare l'operazione di integrazione con il gruppo spagnolo. Prima della decisione dell'Anas, arrivata in serata, dalla Spagna Abertis aveva confermato che il termine ultimo per concludere l'operazione resta fissato a fine anno: «Abbiamo un progetto di fusione che si deve chiudere entro il 2006, e questa è la realtà. Tutto il resto sono speculazioni». Di fronte ad un quadro che si fa sempre più difficile, gli spagnoli sperano di non essere costretti ad arrendersi: «Se la fusione non si realizzerà non sarà certamente per nostra volontà», dicono da Barcellona. E un portavoce di Autostrade così commenta: «Abbiamo sempre tenuto una costante comunicazione con Anas su motivi dei ritardi, ben venga che ci sia un giudice che si occupi di accertare i fatti».