Secondo la Provincia nemmeno il taglio delle corse festive, di quelle a bassa frequentazione e di quelle parallelamente servite dai treni basterebbe per applicare la linea della Regione Antonio Saitta Il presidente della Provincia polemizza duramente contro i tagli della Regione Trasporto pubblico locale: polemiche e carte bollate. Ormai è scontro aperto tra la Regione e gli enti locali. Ieri il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso della Regione: com'è noto, si era appellata contro la sentenza del Tar Piemonte che aveva annullato i tagli applicati dalla giunta Cota nel 2011. Un brusco risveglio in piazza Castello. Due a zero per la Provincia di Torino, per i Comuni (compreso il capoluogo) e per i gestori del servizio, contrari a una sforbiciata giudicata inaccettabile. A ruota, il commento di Antonio Saitta: «E' la dimostrazione di quanto la nostra posizione sia coerente e urgente, a fronte di una politica di tagli aggravata nel 2012 con la riduzione di un'ulteriore percentuale il servizio». «Ora Cota cambi rotta», ammonisce Aldo Reschigna per il Pd. Soddisfatto anche Roberto Barbieri, ad di Gtt: «Spero che questa sentenza possa riaprire un dialogo alla ricerca delle soluzioni per razionalizzare e riorganizzare il trasporto pubblico senza tagli che lo rendono di fatto impossibile. Per il 2012 la Regione ha tagliato il 15 per cento dei fondi, che per noi equivale a 35 milioni, senza i quali saremo costretti a eliminare 12 milioni di chilometri di corse». In Regione non l'hanno presa bene. Lapidario il commento di Roberto Cota: «Anche se le sentenze sembrano non tenerne conto, la realtà è che i soldi non si possono stampare. La politica regionale di razionalizzazione, anche sul trasporto pubblico locale, non potrà che continuare. Per farlo, sono stati aperti appositi tavoli dall'assessorato ai Trasporti». Se è per questo, anche la Provincia intende aprire una serie di tavoli, di incontri sul territorio con gli enti locali e gli operatori del settore per verificare la sostenibilità dei tagli disposti dalla Regione. Il verdetto dei primi confronti sul territorio si riassume in una parola: «Inaccettabili». Tanto più che, a seguito della gara pubblica vinta nel 2010 dal Consorzio «Extra.To», la Provincia si trova nell'impossibilità di onorare i contratti. «Quest'anno, a fronte dei 37,8 milioni necessari, la giunta regionale ha deliberato di trasferirne solo 31,7, con un taglio del 15 per cento», ha attaccato Saitta ieri mattina quando la sentenza del Consiglio di Stato era nell'aria. Stando alla Provincia, potrebbe significare, anche con tutta la buona volontà, la riduzione delle corse su un nutrito pacchetto delle linee servite dagli autobus (l'elenco completo è disponibile sul sito www.lastampa.it/torino). A fare le spese dei tagli, gli attestamenti delle linee extraurbane su gomma, arretrati all'interno dei centri urbani, la soppressione delle corse nei giorni festivi e di quelle a bassa frequentazione. Cura dimagrante in vista anche per le linee servite almeno in parte dal servizio su gomma, cioè autobus, e ferro (treni). «Non ci sono sovrapposizioni - ha precisato Saitta, consapevole che quello dei "doppioni" da eliminare è uno dei cavalli di battaglia della Regione -, e nemmeno linee che girano a vuoto». Anche così, e nonostante i disagi, queste misure non basterebbero: «Oltretutto, il trasporto pubblico locale è un servizio di carattere sociale e come tale non può essere trattato soltanto con la calcolatrice». Tanto per rendere l'idea, i mezzi del tpl nel Torinese percorrono ogni anno quasi 23 milioni di chilometri servendo oltre 11 milioni di passeggeri in 314 Comuni (escluso il capoluogo): ogni anno si effettuano poco meno di un milione di corse (969.706), nelle ore di punta circolano, contemporaneamente sul territorio provinciale fuori Torino, oltre 650 autobus. E ancora: nell'ultimo anno, a causa della crisi economica e per il rincaro del carburante, si è registrato un incremento dell'8% nell'uso del servizio pubblico locale. Ragione in più, secondo la Provincia, per garantirlo