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Data: 10/02/2012
Testata giornalistica: L'Arena di Verona
«Una Tav low cost anche nel Veronese» Il partito di Sel lancia la proposta dopo i tagli apportati dal Cipe al progetto di alta velocità per la Val di Susa

Ottobre 2009: un treno ad alta velocità al Quadrante Europa Un´Alta velocità ferroviaria «low cost», cioè a basso costo, anche nel Veronese, sulle linee Brescia-Padova e del Brennero. È quanto auspica il partito Sinistra ecologia e libertà dopo che il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) ha tagliato 2,8 miliardi di finanziamenti, su 10 e mezzo, per la Tav nella Val di Susa. L´ «alta velocità low cost» vuol dire in sostanza potenziare le linee ferroviarie spendendo meno di quanto ipotizzato in questi anni, con l´obiettivo di migliorare la circolazione dei treni nella penisola. «Sel di Verona chiede che lo stesso metodo di "frugalità" sia adottato per realizzare il quadruplicamento della linea ferroviaria Brescia-Padova e per il potenziamento della direttrice del Brennero. I soldi risparmiati dovrebbero essere utilizzati per acquistare nuovi treni per il traffico dei pendolari e per migliorare il trasporto pubblico, che in questo momento risente molto delle ristrettezze imposte dalla crisi economica», dice Claudio Magagna, dell´esecutivo provinciale di Sel. «Dal Cipe, il Comitato interministeriale che decide la spesa dei progetti, alla Provincia e ai Comuni, Sel, il partito di Vendola, d´ora in avanti sarà determinato nel far passare i progetti infrastrutturali con costi allineati alle spese europee e non a quelle esorbitanti che in questi anni ci sono stati in Italia». Questa scelta di Sel «è stata rafforzata dall´accordo per l´alta velocità in val Susa, siglato qualche giorno fa tra l´Italia e la Francia, in cui si prevede un risparmio di 2,8 miliardi, rispetto ai 10,5 già preventivati (un quarto dei costi). E ancora in precedenza questa opzione era stata adottata per la costruzione dell´autostrada tirrenica: realizzare infrastrutture senza interventi faraonici e con scelte progettuali in economia. «Èn buon segnale», dichiara Magagna, «finalmente si è arrivati alla ragionevolezza dei costi nei progetti infrastrutturali, senza far pesare sui cittadini le spese folli volute in questi anni». Magagna ritiene che questa cura dimagrante dei costi andrà senz´altro a incidere sia per i nuovi binari del Brennero, che per quelli tra Milano e Venezia. Quindi «proprio la messa a punto fatta poche settimane, con l´ipotesi dell´ingresso in sotterraneo a Verona Porta Nuova potrebbe rimanere nel libro dei sogni, come tante altre proposte di questi anni». Magagna da sempre segue le problematiche della mobilità. «Ricordo che il Governo Monti nel decreto per le liberalizzazioni ha previsto un capitolo per eliminare il cosiddetto "overdesign ferroviario", fonte di mille sprechi in questi anni. E io, di origini ecologiste, ricordo che i Verdi negli anni ´90 in Parlamento furono strenui sostenitori di questa impostazione di contenere le spese per le nuove linee ferroviarie».

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