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Data: 10/02/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Trenitalia chiude in Abruzzo quattro linee ferroviarie. Massima allerta nel Teramano e in provincia dell'Aquila

PESCARA L'Abruzzo è sotto l'attacco del blizzard, una tempesta di neve di straordinaria intensità, accompagnata da venti molto forti. Una bufera violentissima, con correnti che superano i 56 chilometri orari, riducendo notevolmente la visibilità, anche per lassi di tempo prolungati. Il suo incombere è stato annunciato ieri dal Centro funzionale della Protezione Civile, in un clima gelido e soleggiato, da quiete prima della tempesta. Il cielo sereno, infatti, è stato soltanto un fuoco di paglia, prima dell'arrivo dalla Polonia di un intenso nucleo di aria gelida, di matrice artico-siberiana, che dopo aver scatenato il blizzard sul nord del Paese, muoverà verso le regioni centro-meridionali e in particolare sul versante Adriatico. La vasta area depressionaria, che si estende dalle steppe eurasiatiche alle coste africane, continua dunque a flagellare l'Abruzzo. Nella giornata di oggi, fin dalle prime ore del mattino, tutta la regione sarà interessata da diffuse e persistenti nevicate, miste a gelate. Le precipitazioni inizialmente interesseranno le zone interne, per poi raggiungere anche la fascia costiera, dove in alcuni frangenti della giornata la pioggia potrebbe mischiarsi alla neve. La provincia più colpita, per quantitativi ed intensità delle nevicate, sarà quella di Teramo, in particolare a ridosso dei rilievi e delle colline. Nel Comune capoluogo, nel corso delle 24 ore, si prevedono cumuli di neve fino a 40 centimetri, mentre nel resto del comprensorio si raggiungeranno livelli tra i 10 e i 20 centimetri in pianura e superiori ai 50 centimetri oltre i 1000 metri. Massima allerta anche nell'Aquilano, già messo a dura prova dall'emergenza seguita alla nevicata del 3 febbraio. Le zone maggiormente interessate dalle nuove precipitazioni saranno la Marsica, la Valle Roveto, l'Altopiano delle Rocche, l'Alto Sangro e la Valle Peligna. A bassa quota si prevedono cumuli di neve tra i 15 e i 30 centimetri, mentre oltre i 1000 metri si supererà il mezzo metro. Nella provincia di Chieti le aree più a rischio sono quelle a ridosso della Maiella e il Vastese, ma anche il Frentano e la Val di Sangro. La neve, che nelle zone montane formerà una coltre di almeno 40 centimetri, raggiungerà anche la costa Chietina, con cumuli tra i 10 e i 20 centimetri. Situazione simile nel Pescarese, che sarà imbiancato dal litorale fino all'area Vestina, con quantitativi che oscilleranno tra i 10 centimetri della costa e gli oltre 40 centimetri della montagna. Le precipitazioni nevose non si arresteranno nel corso della notte, fino alla tarda mattinata di domani, ma saranno caratterizzate da quantitativi più contenuti e da intensità ridotta, mentre perdureranno il gelo polare e i venti forti. Il quadro d'insieme non è affatto incoraggiante e sembra preludere a una nuova emergenza, anche se le ultime previsioni diffuse dalla Protezione Civile sono lievemente migliori rispetto alle precedenti. Il Comitato Operativo Regionale, riunitosi ieri a L'Aquila, ha preso atto della situazione e in queste ore sta cercando di predisporre le misure necessarie. L'assessore alla Protezione Civile regionale, Gianfranco Giuliante, ha inoltrato al dipartimento nazionale di Protezione Civile una richiesta di mezzi e beni considerati indispensabili per fronteggiare la nuova ondata di maltempo. Sono già a disposizione un elicottero del Corpo Forestale, che farà base all'aeroporto di Pescara, e un mezzo spartineve, di tipo Unimog, pronto a intervenire da L'Aquila. Sull'intera regione sono operativi 150 volontari, appartenenti a 40 associazioni, impegnati nella consegna di medicinali e generi di prima necessità, nel trasporto di malati, medici e infermieri, e nell'ausilio allo sgombero della neve. «Abbiamo approfittato delle ultime ore a disposizione per individuare le zone più esposte a rischi - dice l'assessore Giuliante - sulle quali concentrare il maggiore sforzo di coordinamento e di prevenzione». Giuliante rimarca che uno dei nodi nevralgici, in vista del maltempo, resta quello della mobilità: «Anche perché, in situazioni emergenziali, la percorribilità di strade e autostrade è essenziale per l'opera della Protezione civile e per l'azione di tutti coloro che svolgono attività di soccorso». Non a caso, alla riunione del Comitato Operativo Regionale, era presente l'assessore ai Trasporti, Giandonato Morra, che ha illustrato il nuovo piano operativo del servizio di trasporto pubblico sulla A24 e sulla A25 e annunciato l'istituzione di una unità di crisi, che fa capo al direttore dell'assessorato Carla Mannetti. Compito dell'unità di crisi è assicurare il monitoraggio completo e costante sullo stato di percorribilità delle autostrade, attribuendo, a seconda della gravità della situazione, tre tipi di codice: giallo, rosso e nero. Le aziende del trasporto su gomma, prima di decidere se far partire i mezzi, si accerteranno del codice in vigore. L'Anas, inoltre, ha collocato un turbine a Sulmona, per garantire il servizio sulla Statale 17 e sulla Tiburtina Valeria, e ha già predisposto tutti i quantitativi di sale, frutto degli ordini effettuati nei giorni precedenti. Sempre sul fronte dei trasporti, le Ferrovie dello Stato hanno deciso di chiudere preventivamente, in tutta Italia, le linee ferroviarie a carattere locale andate in sofferenza nei giorni di scorsi. Una scelta destinata a far discutere, che in Abruzzo si riflette nello stop alle linee Sulmona-L'Aquila-Rieti-Terni, Giulianova-Teramo, Sulmona-Avezzano-Tivoli e Avezzano-Roccasecca.

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