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Data: 10/02/2012
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Mancano le catene, mezzi pubblici ridotti. Potrà circolare solo un bus su dieci. I sindacati: manca una circolare che spieghi come montarle

Nei depositi 2.111 mezzi, ma solo un decimo attrezzati: negli ultimi anni sono state comprate altre 222 coppie di catene.

ROMA - Forse non c'è da stupirsi se, quando nevica a Roma, gli autobus spariscono. Le catene, nell'emergenza della scorsa settimana, «si rompevano durante il montaggio».
L'anello debole della flotta Atac sembra essere quello, in caso di neve: le catene. Nei depositi ci sono: ammassate nelle officine, e tenute con la cura che si può immaginare. «In verità l'altro giorno, durante la nevicata - spiega Alessandro Capitani della Cgil - molte si rompevano durante il montaggio».

Passeggeri in attesa del bus a una fermataPasseggeri in attesa del bus a una fermata
C'è un altro dato, tra gli altri, che racconta perché quando su Roma nevica trovare un autobus è quasi impossibile: la flotta Atac è composta da 2.111 mezzi, e negli ultimi anni sono state comprate almeno altre 222 coppie di catene. Se fossero integre e ben conservate, servirebbero per «vestire» per la neve un bus su dieci. Ora, sia chiaro: negli anni, le varie dirigenze hanno cercato di affrontare l'eventualità neve.

Gli acquisti si sono succeduti: 80 coppie nel 2004 (a 170 euro ciascuna) 30 nel 2005 (alla stessa cifra) e 55 nel 2007 (a 180). E ancora - con la città passata al Pdl - un altro acquisto è del 2011, 10 gennaio. Si aggiudica la gara per la fornitura una ditta veneta: 20 coppie, ciascuna a 255,69 euro.

Un bus senza catene torna al depositoUn bus senza catene torna al deposito
Ma la domanda è: venerdì basteranno? Per i sindacati il problema è un altro: «Manca un ordine di servizio che spieghi chi deve montarle. Durante la nevicata della scorsa settimana - dice Daniele Caruso, Cgil - molti guai sono nati perché nessuno sapeva chi doveva farlo, e martedì l'ho anche spiegato all'assessore Aurigemma».
Rispetto a venerdì scorso, si spera che qualcosa cambi: e che, a parte quel 10 per cento di mezzi che potrà montare catene più moderne, anche gli altri autobus riescano a spostarsi. A non rimanere immobili. Come i romani alle fermate.

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