Il Pd: serve una lobby regionale che curi gli interessi dell'Abruzzo
PESCARA. Dieci milioni di euro. È una prima stima, sia pure approssimativa, delle spese per l'emergenza-maltempo che la Regione conta di vedersi restituire dal governo. Per i risarcimenti dei danni al settore produttivo, invece, non c'è speranza. Almeno per il momento, nessun risarcimento.
Nel giorno in cui lo stato di allerta raggiunge il suo punto più alto con le prime nevicate previste fin dalla mattinata di oggi, l'Abruzzo torna con un primo risultato dall'atteso incontro di Roma. Un risultato che adesso le forze politiche definiscono "una vittoria" se sono di centrodestra, "una sconfitta" se sono di centrosinistra. Comunque sia, il governatore Gianni Chiodi lo ha ottenuto insieme ai presidenti delle altre Regioni - sotto la guida del presidente della conferenza Stato-Regioni Vasco Errani - e di enti locali colpiti dal maltempo i quali, tutti insieme, hanno fatto pressione affinché lo Stato evitasse di aumentare le accise a livello nazionale per recuperare le risorse che si è impegnato a pagare per l'emergenza.
Un impegno che gli esponenti del governo presenti al vertice di ieri - i ministri dell'Interno e delle Infrastrutture, il sottosegretario Antonio Catricalà, il capo di gabinetto dello Sviluppo - hanno preso ripromettendosi di portarlo all'esame del Consiglio dei ministri di martedì individuando il sistema di copertura. Il rischio è se il conto dell'emergenza dovesse poi essere ritenuto molto alto; a quel punto nessuno può escludere che il governo riveda le tasse.
«A me premeva innanzitutto assicurare agli enti locali, quindi ai Comuni, Provincie e alla Protezione civile, di conseguenza alla Regione, che saranno rimborsati delle spese che hanno già affrontato e continueranno a fare considerato il perdurare del maltempo», afferma Chiodi di ritorno da Roma e in viaggio in auto per L'Aquila.
«Tutto il meccanismo delle spese di emergenza e della rendicontazione», sottolinea, «passerà attraverso una serie di controlli in modo che non ci sia alcun eccesso. Purtroppo», continua, «non abbiamo ottenuto alcuna apertura sui danni che hanno ricevuto ad esempio le imprese, l'agricoltura. Da questo punto di vista c'è stato un no deciso».
Il milione di euro già stanziato dalla Regione per la Protezione civile sta per esaurirsi. E i 10 milioni di euro stimati per l'emergenza, per Chiodi hanno per ora un valore simbolico: «E' una cifra a cui sono arrivato ascoltando una serie di valutazioni. Ad esempio io, quando ero sindaco di Teramo, spesi 400mila euro per gli interventi dopo una nevicata. E non credo che oggi le previsioni di spesa possano essere inferiori dal momento che ci troviamo di fronte a un evento eccezionale che capita una volta ogni 50 anni».
Ma i governatori delle Regioni che hanno dichiarato lo stato di emergenza ieri hanno avuto modo di chiedere al governo anche la revisione della legge Tremonti, quella che introduce la "tassa sulle disgrazie" in caso di calamità. Chiodi va contro l'ex ministro del suo partito e vuole che la legge sia rivista «alla radice»: «Non si può penalizzare una Regione, che ha pure subito una calamità, e costringerla ad aumentare le tasse affinché si ripaghi i danni. E' molto più corretto osservare il principio della compartecipazione, nel senso che le spese dei danni possono essere divise in percentuali tra Comuni, Province, Regioni e Stato a seconda di una serie di parametri: dall'entità delle somme al rispetto della legge di stabilità dei bilanci». Anche su questo aspetto i governatori hanno ricevuto risposte positive dal governo. «Ci è stata espressa la volontà di cambiare la legge», riferisce Chiodi.
LE REAZiONI PD. Il Pd insiste sulla necessità - presenterà una mozione nel consiglio regionale di martedì - che in Abruzzo ci sia una "lobby" tra parlamentari e Regione che curi gli interessi regionali, soprattutto nella fase successiva all'emergenza maltempo, dato che la regione rappresenta un caso unico in Italia (terremoto, alluvione nel Teramano e maltempo). L'obiettivo è che non aumentino le accise. Il capogruppo Camillo D'Alessandro, affiancato dai consiglieri Claudio Ruffini, Giuseppe Di Pangrazio e Marinella Sclocco, critica anche il livello di impreparazione dimostrato di fronte all'emergenza: «La Protezione civile in Abruzzo non c'è, si trasformata in uno strumento che invia fax». tal senso.
IL PDL. «Niente di nuovo sotto il sole, o sotto la neve». E' la risposta del portavoce del gruppo Pdl in Regione, Riccardo Chiavaroli alle proposta del Pd. «E' la solita storia, mentre c'è un governo regionale delle azioni concrete, il Pd vagheggia di fantomatiche lobby a favore dell'Abruzzo; ma allla nostra regione occorrono fatti e sono quelli che realizza il presidente Chiodi e la sua maggioranza».