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Data: 10/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
L'odissea dei pendolari verso Antrodoco. Il racconto dei viaggiatori: tratta bloccata e dimenticata da tutti

L'AQUILA. Niente treni fino a emergenza cessata. La decisione di chiudere la linea Sulmona-L'Aquila-Rieti-Terni penalizza i pendolari.
L'ODISSEA. Uno dei frequentatori giornalieri della tratta, Marco Camponeschi di Cittareale (Rieti) racconta così la sua disavventura. «Sono un pendolare che da due anni utilizza il treno che unisce L'Aquila a Terni. Ecco quello che mi è accaduto il 3 febbraio scorso. Sono partito da Antrodoco alle 07,32 e il treno, anche se con qualche difficoltà, mi ha portato regolarmente all'Aquila. La tragedia è iniziata, disgraziatamente per me e per tutti gli altri compagni di sventura, al rientro. Esco dall'ufficio in tempo per prendere il treno delle 13,25 che, sorpresa, viene soppresso...bene....aspetto allora il treno che deve partire alle 14,30 ma, sorpresa nella sorpresa, anche questo viene cancellato (sul monitor, intanto, continuano a comparire i vari treni in partenza senza nessuna indicazione di eventuali cancellazioni). I miei compagni di viaggio iniziano a contattare il centro controllo delle Ferrovie che comunica che, a causa della neve, i treni in arrivo all'Aquila una volta giunti a Sella di Corno non erano più in grado di proseguire. Ciliegina sulla torta: gli unici presenti in stazione, oltre ai passeggeri in trepidante attesa di qualcuno che li riportasse a casa, erano gli addetti alle pulizie in quanto...udite udite...sia la biglietteria che il bar della stazione avevano avuto la stupenda idea di chiudere. Dopo un po' "appare" un agente della Polfer il quale ci comunica che, probabilmente, uno dei treni fermo a Sella di Corno avrebbe tentato di risalire all'Aquila (cosa mai avvenuta) ma che non si sapeva se riusciva eventualmente a ripartire (questo avveniva intorno alle 15). Arrivati a questo punto, noi passeggeri ci siamo messi in moto per trovare il modo di lasciare la città, cosa che per me è riuscita intorno alle 15,30 grazie al buon cuore di un compagno di sventura che era nel frattempo riuscito a procurarsi una vettura. Partiti dall'Aquila intorno alle 16, ci siamo avventurati in un viaggio infernale considerando lo stato a dir poco ignobile della statale 17 che collega la città ad Antrodoco. Basti dire), prosegue il racconto del pendolare, «che nei 35 chilometri di percorso non si è vista l'ombra di uno spazzaneve o altro mezzo per liberare le strade né a scendere né a salire sia nella parte di pertinenza del compartimento Anas per l'Abruzzo sia nella parte di competenza del compartimento del Lazio. Morale della favola, un percorso che normalmente si effettua (in treno) in circa 40 minuti è stato percorso in circa due ore (oltre, naturalmente, ai tempi di attesa). Vorrei ora, se possibile, fare una domanda alle Ferrovie, anche se so che non avrò mai una risposta. Considerando che era ormai una settimana che si parlava dell'arrivo della neve, perché non si è provveduto a istituire in tempo utile un servizio sostitutivo con autobus attrezzati con pneumatici da neve o con catene almeno nella tratta fino ad Antrodoco (quella più colpita)? Perché a distanza di una settimana non si è riusciti a riattivare la linea?».
STRADE A BAGNO. Sempre in tema di collegamenti, sono tornate percorribili, nella frazione di Bagno, le strade principali in attesa del ritorno alla normalità anche per i collegamenti bus. «Grazie al lavoro di tre ditte incaricate dal Comune», dice il presidente della Pro loco Tonino De Paolis, «sono state ripulite dalla neve la strada provinciale, quelle comunali e qualche via interna. Stanno per ripartire anche il servizio dei bus urbani e quello di raccolta dei rifiuti. I disagi maggiori della prima fase del maltempo, insomma, sembrano essere superati».
STRADE A ROIO. «A "pale ferme" e "strade percorribili" occorre fare un doveroso ringraziamento a tutti coloro che hanno operato sul territorio di Roio». Lo afferma il presidente della circoscrizione Stefano Palumbo. «Se è vero che ci sono stati forti disagi è altrettanto vero che ci sono persone che da giorni lavorano senza sosta nel tentativo di ristabilire la normalità. Un primo ringraziamento ai dipendenti delle Opere pubbliche che coordinano la sala operativa e a tutti gli operai di Comune e Provincia. Un particolare riconoscimento al presidente dell'Asm Luigi Fabiani che ha dato subito seguito alle richieste mettendo a disposizione i mezzi utilizzati per la rimozione delle macerie. Ringrazio soprattutto quei ragazzi dell'Asm che sono arrivati a Roio con non poche difficoltà e già nella mattinata di sabato erano operativi sui mezzi continuando a lavorare fino a tarda sera e nei giorni successivi. È grazie al loro tempestivo intervento che le frazioni di Roio sono state tra le prime a essere liberate. Non dimentico tutti i concittadini che si sono adoperati senza polemiche, e in particolare i "fratelli Chiodi" che hanno dato la loro disponibilità mettendo a disposizione gratis i propri mezzi per tutte le situazioni ancora irrisolte. Grazie di cuore a tutti».
ARAGNO. «L'amministrazione separata di Aragno intende ringraziare Comune e Provincia per l'impegno profuso nel ripristino della viabilità evitando l'isolamento e i disagi conseguenti, nonché tutte le imprese private che hanno messo a disposizione i loro mezzi, oltre alla collaborazione dei cittadini».

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