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Pescara, 08/04/2026
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Data: 10/02/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Emergenza maltempo - Il Governo paga per l'emergenza ma non rimborserà i danni. Chiodi soddisfatto a metà dopo il summit di Roma: «Insisteremo»

PESCARA - Sarà lo Stato a pagare le spese che Regione e sindaci sosterranno per affrontare l'emergenza neve, ma non tirerà fuori un euro per risarcire i danni. E' quanto ha annunciato il Governo nell'incontro di ieri, a Roma, con i presidenti delle Regioni. Gianni Chiodi, prima dell'incontro, aveva fissato in dieci milioni di euro lo stanziamento necessario all'Abruzzo. Dopo l'incontro dice che bisogna «insistere per vedere riconosciuto il pagamento dei danni alle imprese». Ma il Governo non pare intenzionato a scucire altri denari. Chi ha subìto danni, se li tenga.
Ma, almeno, le spese per l'emergenza le pagherà lo Stato. Novità importante, perchè oggi e domani sarà di nuovo emergenza, assoluta emergenza. Le previsioni parlano di intense nevicate su Teramano, Vastese, Valle Peligna, Alto Sangro e Marsica, in realtà è l'intero territorio in allerta: dai venti ai sessanta centimetri di neve tra costa e aree collinari e un metro nell'interno. Insomma, ci risiamo.
La Protezione civile abruzzese ha inviato un manuale ai sindaci sulle attività di base da avviare per garantire assistenza alla popolazione sotto l'infuriare della tempesta, ma l'assessore regionale Gianfranco Giuliante, che già aveva criticato i primi cittadini per aver messo in discussione l'efficienza della Protezione civile, ieri li ha ammoniti, e con loro i presidenti di Provincia, a mettersi subito in moto per affrontare i disagi ed a stare attenti con le spese perchè «lo Stato sosterrà soltanto le spese dell'emergenza nuda e cruda, niente rimborso di danni e quant'altro». E se il quant'altro nessuno se lo aspettava, almeno nel recupero dei danni le amministrazioni locali contavano e contano ancora. Invece niet. E Giuliante mette in riga quelli dalle fasce tricolori e azzurro Provincia. Così come Chiodi chiede a «ognuno di fare la sua parte, i cittadini si organizzino al meglio per fronteggiare l'emergenza».
Del resto, che le critiche quelli della Regione siano poco propensi ad accettarle è cosa emersa con chiarezza in questi giorni. Comunicati con gran profusione di lodi per l'impegno di volontari, militari e dirigenti della Protezione civile, e ci mancherebbe, ma nessuna tolleranza per chi dice che qualcosa non ha funzionato. Eppure qualcosa non ha funzionato, altrimenti non ci sarebbe stato il caos che c'è stato, anche per colpa di elementi esterni alla Regione, per carità, come Strada dei Parchi e Trenitalia, ma sono aziende che gestiscono collegamenti che riguardano il nostro territorio e la Regione non può ignorarlo.
Sta di fatto che Chiodi le critiche non le accetta e ieri ha attaccato di nuovo «le critiche fuori luogo, frutto di disinformazione o, peggio, di faziosità. Si vuole creare ancora una volta un caso Abruzzo, in negativo». Se si fa rilevare il ritardo nella decisione sullo stato d'emergenza il governatore replica: «Siamo stati la prima Regione d'Italia a deliberare, lunedì, lo stato d'emergenza regionale di tipo B». Già, perchè lo stato d'emergenza di tipo A è quello per cui la legge firmata Tremonti obbliga le Regione a varare nuove tasse per pagarsi da sola le spese dell'emergenza, e nessuno la vuole. Chiodi: «Basta con un un sistema che prevede l'indebolimento di un territorio colpito da un'emergenza di tipo meteorologico come questa. Per far fronte ad emergenze così gravi serve una compartecipazione dello Stato, con risorse da distribuire tra le realtà territoriali più colpite. E' assurdo gravare sui cittadini con altre tasse, peraltro in una realtà come la nostra così duramente esposta a tante emergenze, in questi anni». Giusto, ma a Tremonti non importava. Magari a Monti sì.

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