«Gli autisti saranno i nostri occhi sulla città. Saranno loro ad avvertire in tempo reale la sala operativa dell'Atac quando e dove nevica». Antonello Aurigemma, assessore alla Mobilità, assicura: «Abbiamo visto un'attenzione particolare della protezione civile che ci ha comunicato con più dettagli di venerdì scorso le previsioni del tempo. Il piano neve è lo stesso, ma siamo convinti che la risposta sarà più tempestiva».
Flashback: venerdì mattina, con molti quartieri invasi dalla neve, i bus circolavano senza catene o gomme termiche. Si fermarono e abbandonarono al loro destino i passeggeri. Oggi, assicurano al Campidoglio, le cose andranno diversamente: al mattino i bus usciranno regolarmente, nessuna linea sarà cancellata per evitare che la periferia resti isolata. Ma visto che le prime nevicate sono previste per fra le 13 e 14, attorno alle 13 tutti i mezzi torneranno ai depositi e resteranno in servizio solo quelli con gomme termiche e catene. Sia chiaro: significa molti meno bus per strada, visto che i mezzi del piano neve sono il 25 per cento del totale. Aurigemma: «Il piano neve del trasporto pubblico prevede l'utilizzo di 866 autobus dotati di catene o gomme termiche su 79 linee. Rispetto al piano neve in vigore per la scorsa emergenza sono stati aggiunti 100 bus, per un incremento del 15 per cento. Nei depositi sono disponibili 800 pneumatici con catene montate pronti per essere installati in caso di necessità su 200 vetture». Resteranno ai box: i bus da 18 metri e i filobus che saranno sostituti da un numero adeguato di vetture lunghe 12 metri.
Anche in caso di neve 63 collegamenti resteranno in attività: si tratta di collegamenti sulle direttrici principali della città che transitano in prossimità di uffici pubblici, ospedali o stazioni ferroviarie. Resteranno interamente attive le metro A e B; ferrovie Roma-Lido, Termini-Giardinetti e Roma-Viterbo e linee tramviarie 2, 8, 14 e 19 (che sostituirà a Centocelle la linea 5). «In caso di intensa nevicata - aggiunge Aurigemma - le vetture, in base alla percorribilità delle strade proseguiranno, se prevista nell'itinerario della linea, sino alla stazione o al nodo di scambio. Qui, faranno scendere tutti i viaggiatori e si dirigeranno fuori servizio in deposito. Potrebbe essere indispensabile, in alcuni casi, comunque, interrompere il servizio durante il percorso. Sarà potenziata la centrale operativa mentre in strada ci saranno 250 tra ispettori col compito di gestire il servizio e saranno 40 le auto di servizio attrezzate per fronteggiare eventuali emergenze». Nei depositi sono allertati gruppi di tecnici, operai e macchinisti con il compito di mantenere in efficienza treni e impianti di linea.
Intanto, si fermano altri bisonti: sono i camion che pesano più di 7,5 tonnellata che, per disposizione del prefetto, da questa mattina alle 6 fino a cessata esigenza non possono circolare «fuori dai centri abitati, su tutta la rete stradale ed autostradale, compreso il Gra».
ROMA - Una settimana dopo il venerdì nero dell'emergenza neve la Capitale aspetta nuove bufere con una buona dose di nervosismo. Le previsioni indicano per le 13 i primi fiocchi (in un primo momento si era detto dalle 14), la protezione civile ipotizza 30 centimetri di neve. E si è alzato il livello della tensione. Mercoledì il sindaco Gianni Alemanno aveva messo in chiaro con gli assessori, le aziende di trasporto e i vertici della protezione civile comunale: «Chi sbaglia, va a casa». Ieri il braccio di ferro Campidoglio-Prefettura di Roma. Il sindaco in mattinata ha firmato l'ordinanza che dispone la chiusura delle scuole per oggi e domani. E ha chiesto alla Prefettura di chiudere gli tutti gli uffici pubblici. Il capo di gabinetto della Prefettura, Clara Vaccari, ha spiegato che un provvedimento così generalizzato avrebbe comportato problemi. Il sindaco si è infuriato e ha telefonato al prefetto Giuseppe Pecoraro. Per una volta, sulla stessa posizione di Alemanno, il capo della protezione civile nazionale, Franco Gabrielli. Anche Regione Lazio e Provincia di Roma erano favorevoli allo stop degli uffici. Pecoraro ha spiegato che per chiudere gli uffici serviva un documento, una richiesta ufficiale. E qui è cominciata una delicata partita a ping pong. Gabrielli ha ribattuto che non poteva firmare quel documento, poiché dal governo ha ricevuto solo l'incarico di coordinamento dell'emergenza. Sembrava un vicolo cieco, con il sindaco che ripeteva infuriato: «Lo vedete che ho ragione io: nessuno ha più poteri per gestire un'emergenza». Alla fine si è trovato un compromesso con un documento condiviso da Comune, Provincia, Regione e Protezione civile nazionale in cui si «certificava» l'emergenza neve a Roma. Il prefetto ha allora firmato l'ordinanza: tutti chiusi gli uffici pubblici, esclusi quelli giudiziari che resteranno aperti fino alle 14.
Non è finito qui il lungo giorno di Alemanno: dopo l'incontro alle 9 con Gabrielli (una sorta di tregua armata), le scintille di metà mattinata con la prefettura, ha partecipato all'incontro, insieme ad Anci, presidenti delle Regioni e delle Province, con il Governo. Qui c'è stato un passaggio nel discorso di Gabrielli che ha messo sale sulle ferite, perché parlando dei problemi che si creeranno quando si scioglierà la neve, ha ironizzato sulla necessità di ricordare la differenza fra millimetri e centimetri, all'origine una settimana fa dello scontro Campidoglio-Protezione civile nazionale. Alemanno si è limitato a un sorriso tirato, perché la linea, in questo momento, è mettere da parte le polemiche e pensare solo alla gestione dell'emergenza. Sul banco degli imputati, la settimana scorsa, anche nella zona di Roma finì Trenitalia che ha lasciato alcuni convogli in mezzo alla campagna con i passeggeri prigionieri al freddo. Così sempre ieri mattina, in un vertice convocato dalla Regione Lazio con tutte le aziende dei trasporti, si è andati a un nuovo scontro. Il rappresentante di Trenitalia e di Ferrovie ha spiegato che comunque servirà l'aiuto della protezione civile in caso di nuove emergenze; la Regione ha replicato che Trenitalia si deve organizzare, preparare squadre e materiale per evitare disagi.
Ecco, in questo clima di alta tensione, la Capitale si appresta a vivere una giornata con l'allerta neve. Ieri il sindaco Gianni Alemanno ha ricapitolato le misure prese per evitare che Roma vada di nuovo in tilt: chiusura delle scuole e degli uffici pubblici oggi e domani (con esclusione, come detto, degli uffici giudiziari che oggi chiudono alle 14); oggi e domani obbligatorie le gomme termiche e le catene, che vanno montate in caso di neve; i motorini non possono circolare. Il sindaco ha sollecitato Anas perché garantisca la circolazione sul Grande raccordo, «non si può bloccare come la settimana scorsa». Appello ai romani: «Evitate gli spostamenti se potete». Dal Nord-ovest arriveranno 300 volontari che daranno una mano per spalare la neve. I bus dell'Atac, sia pure con servizio ridotto, hanno pronte catene e gomme termiche. Alcune linee dei treni regionali sono state chiuse, altre ridotte, e questo causerà molti problemi a chi abita in periferia. Il Campidoglio sta aiutando i tassisti a trovare le catene ed ha sciolto i turni, ma se nevicherà saranno pochi i conducenti di auto bianche in strada. Per esorcizzare i timori dei romani che non vogliono vivere una nuova giornata d'inferno (anche se non paragonabile ai pesanti disagi che stanno affrontando altre zone del Paese) il Campidoglio ha ripetuto alcune cifre: 4.000 pale distribuite ai municipi, 600 mezzi per la rimozione di neve e ghiaccio, 5.000 tonnellate di sale.