Dopo l'esclusione dalle primarie, per Vincenzo Calderoni quelli che fino a due giorni fa erano i suoi compagni di avventura diventano ora i «rossi». «Mi hanno espulso con un provvedimento di stampo sovietico - dice -. Queste sono primarie gestite da un soviet. Con un colpo di mano, il comitato primarie ha deciso che il difensore civico non è ineleggibile. Sono stato escluso perché sono considerato un intruso nel centrosinistra e solo perché mi chiamo Vincenzo Calderoni. Ora le primarie se le facciano da soli. Per questo centrosinistra non si può votare». Non ci sta Vincenzo Calderoni. «Non so cosa farò - ha commentato -. Certo è che le 278 persone che hanno firmato per me vanno rispettate». Dunque anatema sul centrosinistra rimettendosi in gioco: «Non appoggeremo mia questa coalizione. Io non mi candido come consigliere dovremo trovare un altro candidato sindaco perché questo gruppo di persone vuole dare un contributo». Un appoggio a De Matteis? «Se fosse una candidatura di centro se ne potrebbe parlare». «Si è fatto molto chiacchierare - ha detto - ma nel provvedimento di esclusione non compare mai la circostanza che la mia ineleggibilità sia dovuta al fatto che io sia difensore civico. Il comitato si è riunito prima il 6 febbraio e ha fatto solo rilevare che il candidato Massimo Cialente non aveva depositato l'assegno. Il giorno seguente si chiede documentazione ulteriore ma a me non è stato notificato nulla. Amichevolmente Fabio Ranieri mi ha detto che si poteva risolvere. Solo il 7 febbraio si fa riferimento alla mia ineleggibilità ma non si fa riferimento alla incompatibilità come difensore civico. Prima della candidatura ho affrontato il problema da un punto di vista legale. Nel Tuel si fa riferimento a mansioni di controllo ma all'articolo 60 stabilisce che la incandidabilità si può sanare se ci si dimette in concomitanza con la presentazione delle liste. Io perciò ho ritenuto che avrei potuto dimettermi successivamente. Del comitato avrebbe dovuto far parte anche Loredana Lombardo come componente della mista lista che non è stata neanche convocata. Evidentemente questo è un provvedimento politico e non è un provvedimento tecnico. Semplicemente si impedisce la candidatura a un privato cittadino che ha raccolto le firme sotto la neve. Pensavo che la mia candidatura avrebbe fatto piacere. Questo è il sintomo di un gruppo politico disperato». Poi l'affondo: «Il mio impegno politico non cessa con questo brutto schiaffo. Faccio i miei auguri ai due candidati del centro sinistra. Non posso non esprimere l'amarezza. Non voterò questo centrosinistra. È una questione di principio, mi restano solo 2 mesi da difensore civico. Non hanno avuto neanche il coraggio di palesare questo idiozia. Credo che la mia candidatura abbia fatto paura a qualcuno». Calderoni sottolinea di essere stato escluso per un cavillo inesistente. «E poi la veste grafica di questo provvedimento è molto eloquente - ha continuato Calderoni come un fiume in piena -. Sembra il compito di una bimbo della quarta elementare mal fatto. Dovrei fare ricorso allo stesso organo che mi ha escluso. Io il ricorso non lo faccio. Signor candidato Festuccia come mai per scrivere questo provvedimento odioso non avete convocato il mio rappresentante?».