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Data: 11/02/2012
Testata giornalistica: Il Resto del Carlino
«Ora chiederemo anche i danni morali a Trenitalia. Sono migliaia i passeggeri rimasti a terra». Disagi e soppressioni anche col bel tempo «I convogli sono vecchi e non vogliono rischiare»

ANCHE I DANNI morali. Li chiede Marina Marozzi per l'Adoc Marche. «Trenitalia ha messo in scena l'ennesima prova di inefficienza. Ritardi, ma soprattutto annullamenti di corse. E, in particolare, di treni regionali. Altro che mettere l'auto in garage per muoversi con maggiore sicurezza», afferma. «Di sicuro, in questi giorni, c'è stato soltanto che il treno non passava. Anche ieri con un manto nevoso praticamente disciolto - racconta - le soppressioni delle corse sono state la colonna sonora nelle stazioni ferroviarie. Ma poi perché? E' quello che si chiedono le migliaia di passeggeri letteralmente lasciati a piedi da un servizio ferroviario gestito da un'azienda che troppo spesso e con troppa facilità dimentica di svolgere un servizio pubblico, peraltro essenziale». «Lasciamo perdere, poi - continua la Marozzi -, la comunicazione prima e durante i collegamenti. Anche i marchigiani che sono rimasti intrappolati nei treni bloccati fuori regione, hanno dovuto affrontare situazioni impensabili nell'Italia del XXI secolo». L'ADOC Marche sosterrà le loro richieste di rimborso del biglietto, delle spese sostenute e degli eventuali danni morali. «Costi di un'inefficienza che, naturalmente, però, non dovranno essere pagati ancora una volta dalla collettività. Nella nuova cultura del 'chi sbaglia paga' che dobbiamo cominciare sempre più a sostenere e rendere operativa - dice ancora con forza Marina Marozzi - è necessario individuare le vere responsabilità di quanto accaduto. Non importa se per dolo o colpa, se per negligenza o vera incapacità di valutazione e gestione dell'emergenza. E' ora di finirla con queste disgrazie cadute dal cielo».

«Disagi e soppressioni anche col bel tempo I convogli sono vecchi e non vogliono rischiare»

UNA VITA da pendolare. Col sole o con la neve poco cambia. Disagi a valanga, alla faccia dei proclami di Trenitalia. Parola di Stefano Taioli, bancario di 38 anni che da sette fa la spola ogni giorno da Cesena a Bologna. Fa parte del comitato di pendolari romagnolo RomBo. Com'è andata in questi giorni di calvario per il maltempo? «L'a.d. Moretti ha dichiarato che solo otto treni hanno avuto problemi. Come se un treno soppresso non fosse un problema per chi lo sta aspettando! Anche oggi col sole ci sono un sacco di treni cancellati. Vi pare normale?». In effetti non lo è: perché succede? «I treni per i pendolari sono vecchi, inadeguati alla situazione. Per questo, per non rischiare, sopprimono le corse. Poi dicono che va tutto bene». Una strategia di comunicazione per nascondere il disastro? «E' evidente. Ieri pomeriggio non c'era neanche un treno per tornare a casa. Un convoglio è arrivato a Bologna già strapieno, assaltato a Reggio e Modena. Il capotreno si è rifiutato di prendere gente a bordo, è dovuta intervenire la Polfer. Poi siamo stati dirottati su un regionale. In questi giorni non c'è modo di tornare a casa prima delle otto di sera». Com'è la vita di un pendolare? «Piena di rabbia e indignazione contro i proclami di Trenitalia. Solo grazie ai sacrifici del personale i nostri disagi sono meno pesanti. L'esperienza quotidiana è fatta di ritardi, carrozze sporche e sovraffollate. porte bloccate. Pensi che il regionale da Rimini ieri alle 7 aveva tre vagoni con le porte inutilizzabili. Manca la sicurezza». Tutta colpa dei vertici di Trenitalia? «Moretti ha le sue colpe, in particolare aver puntato tutto sull'alta velocità, penalizzando gli investimenti sul servizio locale. Ma sono colpevoli anche quelli - governo e Regione - che lo lasciano fare. Il contratto di servizio con la Regione è notoriamente non rispettato. E loro non fanno nulla per cambiare le cose».

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