Disagi per gli oltre cento studenti pendolari di Salaparuta e Poggioreale che quotidianamente utilizzano i mezzi AST. Per due giorni infatti da Salaparuta non è partito l'autobus diretto a Partanna mentre per un giorno niente autobus per Castelvetrano. Un disservizio provocato pare da difficoltà dell'AST a procedere all'acquisto del carburante necessario. Sulla questione il consigliere comunale di Salaparuta Francesco Lima ha presentato un'interpellanza. L'azienda siciliana trasporti nella bufera. Con crediti per oltre 40 milioni di euro, (20 dalla Regione e 20 dai Comuni siciliani) è costretta a tenere i pullman, seppur vecchiotti, nella rimessa senza gasolio. «Oggi ci sono stati colleghi che hanno rischiato il linciaggio - dice Tullio Abbruzzo autista dell'Ast -. Su 800 abbonamenti nella zona di Carini e Capaci abbiamo mandato mezzi per nemmeno il 40 per cento. Tanti pendolari hanno bloccato i mezzi perché non sarebbero riusciti ad arrivare al lavoro o a scuola». Scene ad Altofonte. A Carini e Capaci. Ma anche in altri centri con le vibrate proteste degli utenti che ogni giorno usano i pullman dell'Ast per raggiungere il capoluogo o i centri siciliani. La situazione non è affatto nuova. Già da tempo l'allarme carburante costituisce un vero cruccio per la gestione dell'Ast. Adesso, per il gravissimo stato in cui versano le casse dell'Azienda, il direttore generale Emanuele Nicolosi ammette che non può più provvedere al pagamento del carburante. Appare chiaro come una società di trasporto pubblico urbano che non è in grado di pagare il carburante per i propri mezzi deve davvero essere al collasso finanziario e gestionale. «Non è un problema economico, ma di liquidità. Appena la Regione, credo nei prossimi giorni, accrediterà il dovuto, l'azienda potrebbe saldare le fatture pregresse. L'Ast è sana dice il direttore generale, Emanuele Nicolosi - ma ora è costretta a scontare il mancato incasso dei crediti dei comuni e della Regione. In tutto 40 milioni, sono tanti». Nelle scorse settimane, Nicolosi ha firmato numerose note inviate, tra l'altro, al dipartimento regionale delle Finanze, con la quale ha sollecitato il pagamento delle spettanze arretrare, garantite dal contratto di servizio sul trasporto pubblico locale. «In passato aggiunge Nicolosi - la Regione trasferiva le somme con estrema precisione, adesso non più. È chiaro che, di conseguenza, non siamo in grado di far fronte alla mole di uscite, dagli stipendi al pagamento delle forniture». Per gli autisti un vero peccato che il servizio sia ridotto così. «Anche se abbiamo dei mezzi vecchi - dice Giovanbattista Di Maggio - con il nostro lavoro e abnegazione riuscivamo a sopperire alla mancanza di tante cose. Adesso ci hanno tolto il gasolio, impossibile per noi fornire il servizio. Chiediamo scusa ai nostri utenti, ma davvero non è nostra responsabilità per quanto sta avvenendo». Erano in tanti ieri nel deposito di via Ugo La Malfa. Tanti con i pullman fermi in attesa di potere riprendere il servizio. «Chiediamo ai sindaci e alla Regione - dice Antonio Davì, autista dell'Ast - di fare in fretta e di pagare le spettanze all'azienda. I nostri utenti ci aspettano ogni giorno alla fermata. Per molti di loro siamo l'unica possibilità di collegamento». Dalla Regione fanno sapere che se ci sono contributi da dare all'azienda saranno corrisposti in tempi brevi per garantire la ripresa del servizio.