PESCARA. Il "codice rosso", di massimo pericolo, per i pullman impegnati sulla linea Pescara-Roma è scattato ieri attorno alle 18 per tre mezzi di ritorno dalla capitale che si sono trovati di fronte alla bufera di neve e vento. Dalla sala operativa del Centro funzionale di coordinamento è stato imposto l'immediato stop. In loro soccorso sono stati inviati i mezzi spazzaneve e le staffette della polizia stradale. Solo dopo che il convoglio si è formato, i pullman hanno ripreso la strada e sono arrivati a destinazione sia pure con due ore di ritardo. Più tardi altri due pullman sono stati fatti partire da Teramo, sempre sotto scorta. Quanto avvenuto sull'autostrada dà un'idea della situazione che sta vivendo l'Abruzzo per la seconda volta in otto giorni. E' la fotografia di una regione assediata dalla neve, avvolta dal vento, che deve misurarsi con mille problemi e disagi e che non sembra trovare scampo dalle previsioni meteo. Perché la grande nevicata è arrivata come ampiamente preannunciato e non vuole andare via.
I bollettini meteo parlano infatti di ulteriori precipitazioni e rovesci nevosi, con un'attenuazione graduale solo nelle prossime 72 ore e a partire dalla costa. Fino ad allora resteranno le misure preventive che sono state varate da ieri mattina a livello di traffico e che hanno portato l'Abruzzo a fermarsi. Treni regionali fermi - eccetto la linea Pescara-Sulmona che è stata ridotta (servizi sostitutivi di bus quando consentito) e linea Adriatica rallentata - divieto di transito dei Tir su autostrade e strade provinciali, circolazione consentita solo se si hanno pneumatici da neve o catene a bordo e pullman di linea "scortati" attraverso l'assegnazione di un codice di pericolosità.
AEROPORTO E SEVEL. A questo quadro si aggiungono la chiusura dell'aeroporto d'Abruzzo a Pescara - due voli dirottati su Ancona gli altri cancellati e per i quali l'associazione consumatori ricorda che i biglietti vanno rimborsati - e delle fabbriche, in particolare della Sevel in Val di Sangro, il più grande stabilimento della regione, costretta a sospendere la produzione fino a lunedì.
AUTOSTRADA PER ROMA. Malgrado le nevicate e i divieti, la polizia stradale ha effettuato numerose multe ai Tir che intendevano passare lo stesso. Il lavoro di filtraggio ed il passaggio programmato - con l'ingresso consentito a piccoli gruppi di auto ai caselli di Tornimparte, Assergi, L'Aquila Est, Magliano dei Marsi, Celano, Cocullo, Scafa e Pescina - ha però rallentato il traffico e ieri mattina provocato la protesta di alcuni automobilisti.
I RINFORZI. A dare una mano per i soccorsi sono arrivati mezzi inviati da Veneto Strade. La società veneta opera da l'altro ieri con due frese-neve all''uscita Valle del Salto dell'A24. Gli interventi sono centrati soprattutto per sgomberare i circa 70/80 cm di neve che è riportata sulla corsia di emergenza. Altri interventi sono previsti sia sull'A24 tra Tagliacozzo e Tornimparte, che sull'A25 tra Torano (sul raccordo con la A24) e Avezzano.
MERCI E SALE. In serata la polizia stradale, d'accordo con i prefetti, ha deciso di far convogliare i Tir carichi di merce reperibile al centro agroalimentare Valle della Pescara a Villanova (Pescara). In questa decisione rientrano anche i mezzi carichi di sale diretti in Abruzzo e che erano stati invece bloccati a causa della neve.
I mezzi, secondo il Cospa Abruzzo (Comitato spontaneo allevatori e agricoltori), provenivano dalle saline di Margherita di Savoia (provincia di Barletta, Andria e Trani), ed erano fermi a Foggia. «I comuni montani», aveva segnalato il Cospa in una nota, «sono sprovvisti di sale e i fornitori non hanno più niente in magazzino».
GENERI ALIMENTARI. La neve blocca le persone nelle case e i centri cittadini si svuotano, così come i negozi e i supermercati, in cui iniziano a scarseggiare i prodotti. «C'è stato prima lo sciopero dei Tir, poi è arrivata l'emergenza neve», evidenzia Alberto Corraro dell'Adiconsum, «e il risultato è che ora iniziano a scarseggiare i prodotti, soprattutto quelli freschi. Per fortuna le famiglie erano preparate ed avevano fatto le provviste». «Il bollettino di guerra, d'altronde», aggiunge Corraro, «già c'era: dal blocco dell'autostrada ai treni fermi, le situazioni di disagio sono state notevoli. Stavolta la macchina sembrava preparata ad affrontare l'emergenza, ma evidentemente di fronte alla potenza del maltempo, a stento ce l'ha fatta».
Secondo Luca Piersante, presidente regionale dell'Adoc, l'Associazione per l'orientamento del consumatore, «i problemi ci saranno a partire da domani e da lunedì, quando i prodotti inizieranno a scarseggiare a causa del blocco dei rifornimenti. Molti negozi, comunque, sono stati aperti», aggiunge Piersante, «anche se in giro per le città non c'è stato praticamente nessuno».
ALTRE REAZIONI. E' convinto che i cittadini siano «viziati un po' come i bambini», il segretario regionale di Federconsumatori, Tino Di Cicco: «Vogliamo controllare anche la natura, abbiamo la presunzione di gestire tutto. Se a volte qualcuno ci ricorda come funzionano le cose e ci costringe a rimanere chiusi in casa, non è una tragedia».
Federconsumatori, che nei giorni scorsi ha annunciato di aver predisposto uno staff di legali per attivare una class-action contro Trenitalia, fa sapere di aver ricevuto segnalazioni contro "Strada dei parchi" per il blocco dell'A24. In tal senso, si valuta anche una collaborazione con l'associazione Codici.
Il direttore di Confesercenti Abruzzo, Enzo Giammarino, torna a parlare della situazione drammatica in cui versano le imprese, vessate dalla crisi, poi dallo sciopero dei camionisti e ora dal maltempo. «L'impressione che si ha», spiega, «è che il governo voglia resistere nel riconoscere questi danni. L'avevamo messo in conto, ma ci preoccupa. Non si può chiedere ai cittadini di pagarsi da soli anche le emergenze e i disastri». E il presidente della Regione Gianni Chiodi ieri ha ripetuto l'invito: «Abruzzesi, non uscite di casa se non per gravi e urgenti motivi. Le previsioni meteo sono in peggioramento».
(ha collaborato Lorenzo Dolce)