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Pescara, 08/04/2026
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Data: 11/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Emergenza maltempo - Morti per il freddo comuni isolati e al buio Otto giorni terribili. Chieti sprovvista di piano neve Vasto e Teramo rimaste senza sale Paralisi in Val di Sangro

PESCARA. Sono otto giorni che l'Abruzzo è in emergenza per la neve. Otto giorni in cui c'è stato di tutto e sono emersi disagi e problemi di fronte ai quali la macchina dei soccorsi ha fatto fatica ad accendersi per poi dover riguadagnare il terreno perduto. E' mancato il coordinamento dei primi giorni, quando era sabato e domenica. È mancata soprattutto una cabina di regia che fosse in grado di operare per la prevenzione, come è poi invece avvenuto in vista dell'attuale seconda ondata di maltempo.
Eppure, i presagi erano già abbastanza chiari quando venerdì scorso l'autostrada per Roma è stata chiusa, l'aeroporto si è fermato, Pescara si si è bloccata per le centinaia di alberi caduti a causa del peso della neve sui rami. In Val Pescara intere comunità sono rimaste senza luce. San Valentino è stata al buio per 72 ore, Pescosansonesco per 60 ore. A Tocco da Casauria e Torre de' Passeri è mancata l'acqua per giorni. E martedì, quarto giorno dell'emergenza, con l'avvallarsi dei problemi (non ultimo quello dei rifiuti) la Val Pescara ha chiesto lo stato di calamità naturale.
CHIETI. La città è in ginocchio fin dall'inizio. L'emergenza ha fatto emergere l'assenza del piano neve comunale. Interi quartieri sono tagliati fuori dal trasporto pubblico e dai servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti.
L'intervento dell'Esercito, che ha contribuito ad alleviare qualche disagio nel centro della città, non si è dimostrato incisivo. Ci sono strade a ridosso del centro, come via dei Tintori, dove i bobcat del Comune sono arrivati sei giorni dopo che ha iniziato a nevicare. Forti i disagi degli autisti del trasporto pubblico che hanno dovuto affrontare percorsi ghiacciati. A Chieti Scalo, il Villaggio Mediterraneo è stato ignorato: i residenti hanno dovuto affittare un mezzo per pulire il quartiere.
VASTO. Qui a creare problemi ci si è messa anche la mancanza di sale, i mezzi della Provincia sono andati fuori uso dopo due giorni. Da giovedì Castiglione Messer Marino è raggiungibile solo dal versante molisano. Isolata in parte anche la popolazione di Torrebruna.
Molti malati sono stati raggiunti con i pikup o in elicottero. Anche i rifornimenti alimentari sono arrivati dal cielo.
LANCIANO. L'emergenza ha colpito l'intero comprensorio frentano e paralizzato per 4 giorni l'area industriale, cuore produttivo dell'Abruzzo I sindaci hanno fronteggiato le emergenze maggiori come quella di liberare le contrade più isolate dalla neve e soccorrere le famiglie che abitavano in casolari isolati.
Disagi per le fattorie e la scorta di acqua per il bestiame: le sorgenti si sono ghiacciate tutte fin dai primi giorni e a provvedere a rifornire di acqua le aziende zootecniche sono dovuti intervenire i vigili del fuoco.
A Lama dei Peligni in 34 sono stato sgomberati per il rischio di una slavina. Undici famiglie sono state traferite da parenti o amici e in albergo.
SULMONA. Nell'Aquilano i tremila abitanti di Scanno e Villalago sono isolati da otto giorni. C'è pericolo valanghe sull'ex strada statale 479, l'unica strada che collega i due paesi con Sulmona. Chiusa al traffico, fatta eccezione per i mezzi di soccorso, la strada regionale 83 Marsicana nel tratto compreso tra Villetta Barrea e Opi. A Sulmona sta scatenando polemiche l'ordinanza del sindaco che impone ai residenti di pulire i tetti delle abitazioni. Mercoledì sono arrivati 60 militari, provenienti dal 2º Fod di San Giorgio a Cremano (Napoli), per liberare strade e piazze dalla neve.
AVEZZANO. Qui tre persone hanno perso la vita a causa del freddo degli ultimi otto giorni. Il caso più eclatante è quello di Edoardo Mariani, 50 anni, morto su un'ambulanza rimasta bloccata dalla neve. Hanno perso la vita, poi, un camionista di Bologna, Ettore Baraldi, e un operaio della Cartiera, Enzo Catini. In sei giorni al Pronto soccorso dell'ospedale di Avezzano sono arrivate 180 persone ferite dopo le cadute sulle strade ghiacciate. Nei primi quattro giorni dell'emergenza ci sono state molte polemiche in città per la gestione del piano neve da parte del Comune. La scuola elementare Giovanni XXIII in via Di Lorenzo (ex via Delle Industrie) è stata trasformata in un centro di prima accoglienza Grave la situazione in Valle Roveto - molte frazioni sono rimaste isolate per cinque giorni - e nel Comune di Sante Marie (il sindaco Berardinetti ha presentato un esposto alla Procura contro la Provincia). A Balsorano e San Vincenzo Valle Roveto 1.900 famiglie sono rimaste senza energia elettrica per 96 ore. Stesso periodo di isolamento per le familglie che vivono nei casolari del Fucino. Venerdì scorso circa mille persone sono rimaste bloccate sull'autostrada e lungo la ferrovia sono state ospitate dal Comune di Carsoli.
L'AQUILA. Anche all'Aquila la nevicata ha colto impreparata l'amministrazione comunale, si è trattato di un evento di dimensioni inattese, anche se annunciato a più riprese dai meteorologi. Molti i disagi nei tanti insediamenti del Progetto case dove vivono 15mila persone: nei primi giorni i residenti si sono attrezzati con il «fai da te» per spalare la neve. Ma i disagi ci sono stati in tutti i quartieri e nelle frazioni. Con il passare dei giorni gli interventi del Comune sono stati molto più tempestivi. I supermercati sono stati presi d'assalto e alcuni di essi sono stati del tutto svuotati anche per via della mancanza di rifornimenti a causa delle autostrade chiuse.
TERAMO. Dal sale che è mancato, al pericolo valanghe, al personale delle scuole costretto a raggiungere gli istituti, a decine di strade comunali pulite in ritardo. Le polemiche sono fioccate anche nel Teramano. Sulle scuole non hanno funzionato le ordinanze di chiusura, nel senso che molti sindaci, compreso quello di Teramo, hanno deciso la semplice sospensione delle lezioni costringendo centinaia di dipendenti - tra amministrativi e bidelli - a raggiugere sotto la neve le loro scuole.
Le strade inaccessibili in Val Vibrata, in particolare a Sant'Egidio, hanno fanno venire il mal di fegato a tanti cittadini. Infine il pericolo valanghe nella zona di Prati di Tivo: se non fosse stato per il Centro e per l'impegno del sindaco di Pietracamela, nessuno l'avrebbe saputo. Eppure nel Teramano c'è l'allarme rosso.

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