PESCARA.«Il primo giorno dell'emergenza è clamorosamente mancato quello che ci si aspetta da Regione e Protezione civile: dovevano prevedere il maltempo e coordinare gli interventi. Poi la situazione è un po' migliorata ma il problema riguarda non tanto il dopo l'emergenza quanto il prima».
Come deputato aquilano del Pd, Giovanni Lolli ha una conoscenza diretta dei lati positivi e di quelli negativi della Protezione civile, che - nel modello Bertolaso - ha visto in azione, tre anni fa, nella sua città dopo il terremoto. «Io», ricorda Lolli, «sono uno di quelli che si è battuto contro il modello di Protezione civile incarnato da Bertolaso. Quando venne fuori il progetto di trasformarla in una società per azioni, fui io a raccogliere 60 firme di parlamentari per opporci a quel modello. Tuttavia, oggi vedo quanto sia assurdo il modello attuale, con una legge che stabilisce che ogni Regione deve pagare gli interventi con la cosiddetta tassa della disgrazia, che funziona da deterrente per iniziative tempestive».
«Per quanto riguarda invece le nostre debolezze in Abruzzo», prosegue il deputato del Partito democratico, «la mia impressione è che da parte della Regione e del presidente Chiodi non ci sia stata la necessaria tempestività. L'emergenza era ampiamente prevista e i cittadini che, come me, viaggiano tra Roma e L'Aquila lo sapevano. E' evidente che la Regione si è fatta trovare impreparata e gran parte del lavoro si è scaricato sui sindaci».
Prima di giudicare l'operato della Regione nell'emergenza, Alfonso Mascitelli sottolinea «il grande sforzo dei gruppi di volontari della Protezione civile». Il senatore e coordinatore regionale dell'Italia dei valori aggiunge però che «è mancato del tutto un livello di coordimaneto fra Regione e Protezione civile».
Sono le 16,30 di ieri quando Mascitelli parla al telefonino, imbottigliato in un ingorgo di traffico in corso Vittorio Emanuele a Pescara. «Sto tornando da Chieti», dice, «ci ho messo tre ore per andare e tornare e, per strada, non ho incontrato neppure uno spazzaneve».
«Fra qualche giorno, avremo modo di capire bene chi ha sbagliato e quanto ha sbagliato», aggiunge il parlamentare dell'Idv. «I comuni, soprattutto quelli dell'entroterra, sono stati colpevolmente abbandonati a loro stessi anche a causa del ritardo con cui la Regione ha fatto partire la richiesta al governo dello stato di emergenza. Da Chiodi ci saremmo aspettati un intervento più tempestivo. Personalmente ho presentato un emendamento al decreto Milleproroghe per eliminare la tassa della disgrazia per le Regioni. Questo mi sembra un buon banco di prova per un'azione congiunta di parlamentari abruzzesi di sinistra e di destra. Staremo a vedere».
Anche secondo Dante Caserta «in Abruzzo qualcosa, indubbiamente, non ha funzionato: è mancata una riposta adeguata all'emergenza». Il consigliere nazionale abruzzese del Wwf ritiene però che è l'intero Paese a essere «incapace di capire che le situazioni di emergenza sono sempre più frequenti a causa dei cambiamenti globali del clima».