Iscriviti OnLine
 

Pescara, 08/04/2026
Visitatore n. 752.935



Data: 11/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Emergenza maltempo (Chieti) - Chieti sotto la tormenta, scuole e uffici chiusi. Il sindaco invoca lo stato di calamità naturale. Interi quartieri tagliati fuori dall'intervento dei mezzi spalaneve e della Protezione civile

CHIETI. Nuova ondata di gelo siberiano e la città, già in ginocchio, si ferma del tutto dopo l'ultima tormenta di neve. Chiuse le scuole fino a martedì, così come tutti gli impianti sportivi pubblici della città. Sono interrotte da ieri anche le attività degli uffici pubblici. Paralizza la viabilità, resa difficile già dalle prime ore della mattinata persino allo Scalo.
In particolare lungo via dei Vestini, strada principale di accesso all'ospedale, così come sulla statale Tiburtina. Il sindaco Umberto di Primio invoca lo stato di calamità naturale. A otto giorni dalla prima nevicata, l'emergenza è ancora più grave con i mezzi spalaneve, venti circa, insufficienti per l'intensità della precipitazione ma anche per i chilometri di strada da coprire su tutto il perimetro urbano.
«Qui allo Scalo in diverse zone non s'è visto neppure uno spalaneve», dice Aldo Cerulli di Cittadinanzattiva, «non ne è passato nessuno in mattinata, per esempio, sulla Tiburtina, o alle cinque palazzine, in via Ortona e in via Vasto».
Nel corso della mattinata è lo stesso Cerulli a sollecitare il direttore sanitario della Asl, Amedeo Budassi, per chiedere l'intervento di uno spalaneve su via dei Vestini, dove alcune macchine sono in panne. Interi quartieri sono tagliati fuori dal trasporto pubblico. Gli autobus, seppur con le catene montate, non possono arrivarci. Stesso copione nei rioni di Colle Marconi, e Santa Barbara, per le strade interne del Centro Levante.
Non è semplice neanche per i volontari della protezione civile raggiungere tutte le zone della città, e nel primo pomeriggio hanno grosse difficoltà a rientrare dal quartiere Filippone sepolto dalla neve.
Fortissimi disagi anche al cimitero dov'è difficile persino tumulare i morti. A Sant'Anna è complicato portare le salme nei loculi perché i viottoli, spesso a forte pendenza, sono invasi da neve e ghiaccio.
Nonostante il lavoro di una squadra di otto uomini della Teateservizi e un bob cat della ditta Coc di Bucchianico, dedicato esclusivamente all'area cimiteriale, si fatica molto per portare la situazione alla normalità, dopo che giovedì si sono accumulate in obitorio ben nove salme.
«Ora ci sono solo due da tumulare a Chieti e una da portare a Francavilla», racconta a metà mattinata il vicesindaco Bruno Di Paolo, che ha delega ai servizi cimiteriali, «stiamo dando priorità alle tumulazioni e contiamo di portarle a termine nel minor tempo possibile. Ferma restando l'apertura dell'obitorio, il cimitero rimarrà chiuso ai visitatori».
Da ieri sono fermi in città anche gli uffici pubblici in seguito a un'ordinanza del prefetto Fulvio Rocco de Marinis. Una decisione che si attendeva da giorni, ma che è maturata soltanto nella mattinata di ieri, creando non poche polemiche perché chi doveva arrivare al lavoro lo aveva nel frattempo già fatto, con tutte le difficoltà che la nevicata, copiosa fin dalle prime luci dell'alba, ha comportato. Il ritorno a casa, poi, non è stato più clemente.
«Un'ordinanza per la chiusura degli uffici pubblici fatta dopo mezzogiorno è da irresponsabili», commenta Giuseppe La Spada, vicesegretario della Uil-pubblica amministrazione, «va tenuto conto che anche questo ulteriore peggioramento delle precipitazioni era stato ampiamente anticipato e previsto».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it