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Data: 11/02/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Inferno bianco a Chieti ancora chiusi uffici e scuole. In città quasi mezzo metro di neve. Traffico in tilt

CHIETI- Chieti è una prigione bianca. Ancora una volta. La neve la avvolge e la soffoca con i centimetri di ghiaccio che crescono con il passare delle ore. L'incanto dura poco, perché il vortice di fiocchi comincia a portare disagi fin dal mattino. Sotto la tormenta di neve e vento, il risveglio è di un solo colore: le macchine parcheggiate sembrano uguali, tutte le strade sono un tappeto pulito e si nota solo qualche impronta di catene. Il sindaco Umberto Di Primio sottolinea come, sin dalle 5.15 di ieri, spazzaneve e spargisale siano entrati in funzione. Ma non si contano le proteste dei cittadini: le vie secondarie sono quasi completamente bloccate. Il traffico è in tilt e, in alcuni tratti, è difficoltoso percorrere le strade perfino con le catene. La neve è più veloce dei mezzi comunali, così anche il centro storico è una piccola Siberia.
I pochi impiegati che riescono a raggiungere gli uffici pubblici, subito dopo l'ordinanza di chiusura del Prefetto, lasciano in fretta il posto di lavoro. C'è poca gente in giro, ma chi si avventura a piedi deve fare i conti con un insidioso percorso a ostacoli. Nello stesso spazio d'asfalto, così, si trovano a convivere auto e pedoni. I trasporti pubblici sono paralizzati. In serata le linee soppresse sono ben 10 su 18, mentre il percorso dei pochissimi autobus che restano in servizio vengono ridotti (notevoli i ritardi).
Duplice intervento di soccorso ieri pomeriggio da parte dei carabinieri, uno dei quali effettuato di persona dal comandante provinciale, il colonnello Giuseppe Cavallari. Il primo ha riguardato una bimba di 3 mesi che accusava problemi respiratori. Il secondo, sempre a Chieti, ma nella parte alta della città, ha riguardato una donna in gravidanza che accusava alcuni problemi. Entrambe le persone soccorse sono state portate in ospedale grazie a due automezzi dell'Arma a trazione integrale dedicati appositamente al soccorso di persone
Antonio Candeloro è esasperato: «Nella zona di Levante diversi cittadini sono stati costretti a pagare di tasca propria per far pulire alcune strade comunali». A Brecciarola non se la passano meglio: «Come al solito, siamo stati trattati come cittadini di serie B», dice Luciano Di Cristoforo. Situazione difficile pure a Filippone: «C'è poco sale a disposizione», assicura Maria Teresa Indirli. Nella zona di San Martino, dove diverse famiglie sono isolate, le raffiche di vento e il peso dei fiocchi fanno cedere anche qualche albero. Chi imbocca via Gorizia, che collega il villaggio del Mediterraneo con la Tiburtina, resta bloccato. La protesta corre anche su Facebook. La bacheca del sindaco è invasa di messaggi: qualcuno alza la voce, altri difendono l'operato del primo cittadino. Ivano ironizza: «Filippone è una pista migliore di Passolanciano». Secondo Giuseppe, invece, è arrivato il momento di «armarsi di pala e scendere in strada».
È impossibile persino la sepoltura dei defunti, garantire la loro tumulazione in sicurezza. Tre salme sono ancora bloccate, custodite all'obitorio. Per i famigliari al dolore si aggiunge la rabbia. L'eccezionale maltempo non consente, dice il sindaco, l'apertura di tutti i viali interni del Cimitero, in particolare nella zona monumentale. Giungono notizie di rotture di tubature idriche in alcune zone, ma l'erogazione dell'acqua non ha subito interruzione. Prolungata, con ordinanza, la chiusura delle scuole e degli asili nido fino a martedì. Chiuso ieri l'impianto di scala mobile per problemi di sicurezza, legati alla tettoia in plexiglass. Chiusi ieri ed oggi tutti gli uffici pubblici, per disposizione del Prefetto di Chieti, assunta dopo il vertice del Comitato per l'ordine e la sicurezza delle 10,30. Ma dal sindacato arrivano critiche. «Una decisione tardiva - dice il vice segretario provinciale della Uil Pa Giuseppe La Spada - che ha creato difficoltà a tanti lavoratori pendolari. L'ordinanza andava emessa in tempo utile per evitare i disagi». Molte cadute si sono registrate sotto i portici di corso Marrucino, causa il pavimento di marmo non coperto da segatura. Sotto pressione il Pronto Soccorso, per pazienti con rotture di femore e polsi. L'eccezionalità della nevicata in corso, sta isolando interi quartieri. Numeri telefonici utili per chi ha bisogni primari (aiuto a domicilio per consegna spesa, farmaci indispensabili, pasti): Centro operativo della Prefettura 0871-342620; Nucleo operativo Teate 338-2247463; Cri 0871-69333; Caritas 0871-330513 e 338-1080053; Csv Chieti 0871-330473; Azienda Chieti Solidale 0871-349388.

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