PESCARA Cento minuti di attesa fra una corsa e l’altra del 38: solo colpa del maltempo? No. La causa era più banale e grave nello stesso tempo: la Gtm aveva messo in circolazione solo 6 dei 15 mezzi che quotidianamente assicurano il servizio della linea 38 perché... non aveva catene e gomme termiche a sufficienza. Col risultato che in ogni fermata c’erano almeno 30-40 persone ad aspettare il pullman - al freddo e al gelo. Un pasticciaccio coi fiocchi che porta la doppia firma di Michele Russo (sabato mattina beatamente a spasso a piazza Salotto invece di affrontare l’emergenza sulla viabilità), presidente Gtm, e Berardino Fiorilli, assessore alla Mobilità e alla Protezione civile, dei quali ora i sindacati chiedono le dimissioni. Tutto è nato dalla nota del 9 febbraio nella quale Fiorilli annunciava un’ordinanza che prevedeva l’obbligo dell’uso di catene o gomme termiche per tutti gli autobus pubblici e i taxi dal 10 febbraio al 15 aprile. Appena letto il documento, alla Gtm sono saltati sulla sedia e Russo è andato su tutte le furie ricordando al Comune che in azienda di gomme termiche e catene ne avevano pochissime. A quel punto, l’Amministrazione ha dovuto fare una precipitosa retromarcia per salvare faccia e ordinanza del sindaco Mascia: «Si precisa che per i soli autobus adibiti al trasporto pubblico urbano e suburbano è sufficiente che la società concessionaria abbia la pronta disponibilità di catene nella propria struttura manutentiva per un tempestivo montaggio delle stesse». Una precisazione goffa che ha peggiorato la figuraccia perché la Gtm era drammaticamente sfornita di gomme termiche e catene. Ecco perché l’azienda ha dovuto lasciare in deposito la maggior parte dei bus, compresi tutti i 35 a metano di ultima generazione (quelli di colore verde) e parecchi autisti sono rimasti inoperosi. All’ira dei tanti cittadini si è unita quella della Filt/Cgil: «Abbiamo chiesto al presidente Russo di stanziare 50-60mila euro per acquistare catene e gomme termiche a sufficienza, - accusa il segretario Franco Rolandi - ma non ne ha voluto sapere». Una cifra, a ben guardare, identica a quella per l’acquisto dell’Audi di rappresentanza. Intanto i disagi hanno preso anche la forma dei rubinetti a secco nella zona collinare, per ore senz’acqua a causa di una rottura. Scontate le proteste.