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Data: 10/12/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Irap e Irpef, via libera all'aumento delle aliquote. Enti e consorzi, ridotti a 3 i membri dei consigli d'amministrazione, tagli ai compensi

L'assemblea approva a maggioranza, vota no il centrodestra, si astiene l'Italia dei Valori

L'AQUILA. Il consiglio regionale ha approvato a maggioranza l'aumento di Irap e Irpef per il 2007 (con possibilità di ulteriori aumenti fino al 2010). Il centrosinistra ha scelto di varare la legge attraverso un emendamento che ha sostituito in toto il disegno di legge licenziato dalla giunta.
La sostanza per quanto riguarda le imposte non cambia. L'Irap è confermata al 5,25% anche per il 2007 (l'aumento c'era già stato il 1º giugno su imposizione del Governo Prodi per i cattivi conti della sanità, ha ricordato l'assessore al Bilancio Giovanni D'Amico); l'Irpef all'1,40%, con il forte rischio che a partire dal 30 aprile prossimo le due aliquote possano crescere ancora «oltre i livelli massimi» previsti dalla legge, e così negli anni successivi ogni anno fino al 2010, quando nei piani dell'esecutivo sarà raggiunto il pareggio dei conti sanitari.
La legge, approvata con l'astensione dei due consiglieri dell'Italia dei Valori Alfonso Mascitelli e Bruno Evangelista (al momento del voto era assente anche Antonio Verini della Margherita che si era già espresso in modo cotrario al provvedimento) accelera invece molto il programma politico dell'Unione, perché l'emendamento introdotto a firma di Antonio Boschetti, Stefania Misticoni, e Antonella Bosco, va molto al di là del testo approvato in giunta il 1º dicembre e di fatto avvia la riforma degli enti strumentali della regione, dei consorzi e degli altri enti partecipati (riforma annunciata da Ottaviano Del Turco nella precedente seduta consiliare), a cominciare dai consigli di amministrazione i cui componenti vengono ridotti a tre. La legge prevede anche una sorta di spoil system, perché la momento dell'entrata in vigore, i consigli di amministrazione in carica decadono e i nuovi componenti vengono nominati entro 45 giorni. La legge riforma anche le indennità dei legali rappresentanti e dei dirigenti degli enti che non potranno essere superiori all'80% delle attuali.
Quindi toccherà a una successiva direttiva del presidente della giunta definire gli indirizzi per il riordino definitivo degli enti. L'obiettivo per il primo anno è di arrivare a un risparmio del 10%. Il riordino andrà soprattutto verso una riduzione degli enti «per fusione o trasformazione», quando questi svolgano «attività analoghe o complementari».
Si tratta del programma dei 90 giorni promesso da Del Turco per ridurre Ato, Ater e Asl (una fusione è prevista nei programma della Giunta anche per le società di trasporto Sangritana, Arpa e Gtm, il cui iter però potrebbe essere più lungo e complesso).
Tasse e riduzione dei costi della politica vengono quindi accorpati nello stesso provvedimento, per dare senso politico a una manovra certamente impopolare, ma secondo l'assessore D'Amico «strategica» per una ripresa del sistema produttivo, visto che i maggiori introiti previsti dalle imposte, pari a 139 milioni di euro, andranno non sulle poste della sanità regionale, ma per interventi di sostegno al sistema produttivo.
La maggioranza ha voluto impegnare ulteriormente l'esecutivo regionale su questa strada approvando in chiusura di seduta un ordine del giorno (prima firmataria la capogruppo di Rifondazione Daniela Santroni) nel quale si indicano alcuni indirizzi sull'opera di risanamento della sanità (condivisione tra tutte le forze di maggioranza, rilancio del ruolo delle strutture pubbliche virtuose, consistente taglio delle prestazioni richieste alle strutture della sanità privata) e misure che mitighino l'impatto della prossima Finanziaria regionale sui nuclei famigliari a basso reddito e sulle piccole imprese del territorio.

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