Iscriviti OnLine
 

Pescara, 11/04/2026
Visitatore n. 753.021



Data: 13/02/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Bonanni: stavolta non ci saranno scioperi unitari di facciata

ROMA Raffaele Bonanni, a lei piacciono i gialli? Non i libri, parliamo del presunto incontro tra Mario Monti e Susanna Camusso.
«Penso - dice il leader della Cisl - che da diverso tempo la realtà dell’informazione inventi situazioni di sana pianta per tentare di far diventare la notizia un fatto. Per questo si dicono e si scrivono cose infondate con l’obiettivo di condizionare i comportamenti dei soggetti politici e sociali. Comunque, nel caso specifico, vedremo la natura di questi fatti quando il governo formalizzerà le proprie posizioni».
Ma se l’incontro ci fosse davvero stato lei lo considererebbe un fatto negativo, una scorrettezza?
«No, perché non sono stato mai un ipocrita. Chiunque faccia attività politica e sociale ha bisogno, di volta in volta, di sondare il terreno, di capire le posizioni dell’interlocutore e la loro consistenza. Solo alcuni, e non sono tra questi, possono imbastire come è accaduto in passato, scandali e polemiche. Io di discussioni riservate ne faccio ogni giorno perché il mio lavoro è capire dove è necessario andare, con chi si vuole andare, cosa fare».
Visto che lei non nega di avere quasi quotidianamente incontri privati, in questi giorni ha visto Monti o il ministro Fornero?
«Ho sentito la Fornero telefonicamente. E’ stata una discussione molto cordiale e proficua».
Cosa ha capito del risultato che sarebbe emerso dal faccia a faccia tra Camusso e il premie, in particolare sull’articolo 18?
«Conoscendo come la pensa il segretario della Cgil, quello che sarebbe venuto fuori dal faccia a faccia mi sembra davvero incomprensibile. Mi spiego, oggi quasi tutte le assunzioni avvengono con un contratto a tempo determinato. Ma i nuovi assunti, allorché passeranno a tempo indeterminato, non avranno la copertura dell’articolo 18. Per questo riterrei l’operazione un tentativo goffo di nascondere una realtà assolutamente evidente, quella di cancellare l’articolo 18. A meno che...».
A meno che?
«A meno che non si prefigurino discorsi del tipo: io vado avanti e tu non mi disturbi più di tanto. Il che sarebbe un fatto grave perché le posizioni devono essere sempre trasparenti, palesi e pubbliche, come pubblica è stata la proposta della mia organizzazione. Però verificheremo il tutto quando ci troveremo al tavolo della trattativa. Vedremo se è stata tutta una sceneggiata».
Sta insinuando che ci potrebbe essere una sorta di gioco delle parti tra il governo e la Cgil?
«Prendo atto che Camusso e l’esecutivo hanno smentito l’incontro. Certo resto di stucco quando il leader della Cgil si dice perplessa sulla nostra proposta e poi magari qualcuno ipotizza che la Cgil darebbe il proprio assenso o il suo moderato dissenso a una proposta che porterebbe, nel giro di poco tempo, a far perdere a tutti la tutela dell’articolo 18».
Ma alla fine troverete comunque un accordo con il governo?
«E perche no? Mi pare che, per esempio, la nostra proposta abbia trovato anche il consenso del responsabile economico del Pd. E di buona parte dello stesso Pd. Mi pare anche che Monti abbia ammorbidito molto la sua posizione rispetto a una decina di giorni fa. Non vorrei che qualcuno abbia l’intenzione di tirare un sasso nello stagno per intorbidire nuovamente le acque. Ma noi non faremo scioperi unitari di facciata mentre il governo va avanti come è accaduto per le pensioni».
È stata fissata una data per il prossimo vertice?
«Immagino alla fine della prossima settimana».
C’è il rischio, anzi la certezza, che se non trovate un accordo tra i sindacati e con la Confindustria, il governo vada avanti da solo.
«Ed è ciò che mi preoccupa. Ecco perché insisto con la Cgil per individuare una intesa ragionevole tra di noi. Da essa dipenderà anche un possibile collegamento di Confindustria. Per il governo sarebbe un fatto importante trovare una soluzione condivisa e cancellare l’irritazione che abbiamo ancora per essere stati esclusi dalla discussione su fisco e pensioni. Ricordo che il premier ci aveva assicurato un negoziato sul mercato del lavoro e questa promessa deve promuovere la piena responsabilità dei soggetti sociali».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it