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Pescara, 11/04/2026
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Data: 13/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Art. 18, è giallo sull’accordo segreto. Palazzo Chigi e Cgil smentiscono, in una nota congiunta, l’incontro Monti-Camusso

ROMA. Un incontro segreto tra Mario Monti e Susanna Camusso, seguito da smentite e conferme, per siglare un compromesso sull’articolo 18. L’indiscrezione, riportata da Repubblica, fa esplodere la rabbia del sindacato e di palazzo Chigi, che rispondono con una smentita ufficiale. Risultato: la difficile trattativa sul mercato del lavoro (che riprenderà con l’incontro di mercoledì o giovedì) si tinge di giallo.
Svelando il retroscena di un faccia faccia segreto che si sarebbe tenuto prima della partenza di Monti per gli Stati Uniti, e due giorni dopo l’annuncio dell’accordo raggiunto in Spagna per rendere più flessibile il mercato del lavoro, il quotidiano diretto da Ezio Mauro scrive che il premier e il segretario della Cgil avrebbero raggiunto un’intesa di massima sul “congelamento” dell’articolo 18 (per tre o quattro anni) per i lavoratori che escono dal precariato, e su un’interpretazione meno rigida del principio della giusta causa da parte del Tribunale del lavoro. Tutto vero? passa qualche ora e, con una nota congiunta, Cgil e palazzo Chigi smentiscono quanto riportato da Repubblica: «Nei giorni scorsi non vi è stato nessun incontro né colloquio tra il presidente del Consiglio e il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso». L’indiscrezione rischia di trasformarsi in un nuovo ostacolo sulla strada dell’accordo e la Cgil, via Twitter, è durissima: «L’incontro segreto è una grave invenzione. Qualcuno vuol far saltare il confronto? Chi vuole forzare la mano? noi», taglia corto la Cgil, «non subiremo pressioni improprie e non diremo sì a tutti i provvedimenti a prescindere dalle nostre idee». Ma Repubblica, attraverso il proprio sito Internet, conferma quanto scritto, parlando di «fonte certa».
Ce n’è quanto basta per rendere incandescente una giornata meteorologicamente dominata dal gelo. Fra i primi a commentare la notizia di un accordo segreto è il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, che in passato è stato accusato di aver fatto accordi sottobancon l’ex ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, e ora, seppure con ironia e sarcasmo, prova a prendersi una rivincita: «Speriamo che sia vero l’incontro segreto fra Monti e Camusso... Fa sorridere che taluni discutano sottobanco quello che altri fanno alla luce del sole».
Chi non ha nessuna voglia di ridere sono invece gli esponenti dei partiti che appoggiano Monti in Parlamento. A cominciare da quelli del Pd. Stefano Fassina crede alla smentita della Cgil e chiede che il confronto non sia «complicato» con «tensioni e improvvisazioni» che non servono a nessuno mentre l’ex leader della Cgil, Sergio Cofferati, invita il governo a non pretendere modifiche: «L’articolo 18 va preservato così com’è». Maurizio Gasparri (Pdl) non vuole nemmeno sentir parlare di accordi segreti e chiede a Monti di «respingere ogni veto del sindacato». Ma non tutti nel partito di Berlusconi la pensano allo stesso modo. Per Giuliano Cazzola, ad esempio, il «congelamento» dell’articolo 18 sarebbe un fatto «positivo». Antonio Di Pietro non crede alle smentite, ricorda che l’Italia dei valori ha chiesto di togliere l’articolo 18 dalla trattativa sul mercato del lavoro e chiede un «pubblico confronto» tra Mario Monti e il direttore di Repubblica, Ezio Mauro.

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