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Pescara, 11/04/2026
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13/02/2012
Il Messaggero
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Decreto liberalizzazioni - Scontro sulle professioni, spunta l’asta sulle frequenze tv. Assalto al decreto anche su taxi e farmacie, deroga per le gondole
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ROMA All’assalto della diligenza-liberalizzazioni. Come il Settimo cavalleggeri alla carica degli Apache. Con un piccolo ritardo dovuto alla neve e alla chiusura degli uffici pubblici, decretata a Roma, ma con un lavoro enorme di selezione e protocollo, sono apparsi ieri notte sul sito della commissione Industria del Senato i 2.299 emendamenti al decreto «recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività». Poche, circa 300 le modifiche dell’opposizione, Lega e Idv. In un Palazzo Madama semi-deserto, a causa del maltempo e del week end, ha preso forma la valanga delle richieste sollecitate dalle mille lobby che si sono presentate nei giorni scorsi alla commissione (un centinaio tra associazioni, enti, aziende pubbliche e private) per lasciare documenti (tutti pubblicati sul sito) ed esprimere legittime opinioni. Ora sono lì, catalogati a futura memoria perché difficilmente vedranno la luce in un provvedimento definitivo sul quale è sempre più verosimile sarà posta la questione di fiducia: sette fascicoli in Pdf, suddivisi per articoli, dall’1 al 97, una valanga. Nei meandri degli emendamenti, la parte del leone era atteso la fanno le professioni (da solo l’articolo 9 totalizza modifiche per circa 200 pagine), come pure taxi (incluse le gondole a Venezia), farmacie (sale da 3.000 a 3.500 e anche 3.800 abitanti la soglia per le nuove aperture), banche (più proposte dal Pd, al Pdl e Terzo Polo auspicano un tetto alle commissioni dell’1,5%), assicurazioni, servizi pubblici locali. Ma ci sono anche particolari inattesi. Helga Thaler (Terzo Polo) per esempio propone una bazzecola come l’abolizione dell’Imu, la nuova imposta sugli immobili, «sui fabbricati rurali di montagna funzionali all’azienda agricola», come le stalle e i fienili. Coesione nazionale (i transfughi di Futuro e Libertà) proprone la liberalizzazione della pratica del tiro a segno e l’inserimento dei «lavori di segheria del marmo» tra le attività usuranti. Altri, come Giuseppe Valditara del Terzo Polo vorrebbero una corsia più veloce per la disdetta del canone Rai. In tema di semplificazioni e liberalizzazioni, poi, ancora Cn propone pratiche più veloci per la separazione consensuale dei coniugi. E sempre Thaler chiede che nei tribunali per le imprese, previsti dall’articolo 2, si possa parlare anche in tedesco e non solo in italiano nelle regioni bilingue del Nord. E’ vero quel che hanno fatto osservare il presidente della Commissione, Cursi, e i due relatori Bubbico (Pd) e Vicari (Pdl). In molti casi gli emendamenti sono dei doppioni: testo identico, è solo la firma a cambiare. E poi c’è anche una strategia: sullo stesso tema si presenta una prima richiesta di modifica radicale (per esempio, la soppressione tout court) e poi una seconda e anche una terza, più articolate. È così sulla class action che gli emendamenti del Pdl (Ghigo ed altri) vorrebbero prima sopprimere e poi, cercare di neutralizzare. Mentre il Pd e l’Idv vorrebbero invece rafforzare l’azione collettiva. E’ così per l’articolo 9 che abolisce le tariffe minime per i professionisti: lo vorrebbero cancellare la Lega, il Pdl. Il Pd invece, con gli ex magistrati Casson e D’Ambrosio, fa resuscitare le tariffe minime fino a quando il Guardasigilli non emanerà il decreto che indicherà i parametri da utilizzare nel caso di controversie dal giudice. Ancora dal Pd emendamenti per «l’equo compenso» dei tirocinanti. C’è poi l’aggiunta, non prevista, della Tv. Sono parecchi gli emendamenti all’emittenza locale. Latorre e Mongiello (Pd) rimodulano la pubblicità degli enti pubblici sulle piccole tv in sintonia con D’Ambrosio Lettieri (Pdl). Bipartisan anche gli emendamenti aggiuntivi sulla pubblicità delle aste giudiziarie nelle emittenti locali specializzate, che trovano il consenso dell’outsider Nicola Rossi mentre Vincenzo Vita (Pd) chiede «una procedura di assegnazione su base onerosa», cioè l’asta, per almeno una parte delle frequenze televisive sottoposte a beauty contest (ora sospesa dal ministro Passera). Non tutti si preoccupano dei vincoli alla spesa e ci saranno anche problemi di copertura. Ora restano due settimane per verificare se si riusciranno a concordare un numero limitato di emendamenti condivisi in vista dell’aula convocata per il 27 e 28 febbraio. Missione difficile se non impossibile.
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