Bruciati finora dalla Provincia per le spese un milione e duecentomila euro
TERAMO - Scuole chiuse (compresa l’Università) anche domani a Teramo, esclusi gli asili nido e il plesso di via del Baluardo. La decisione è stata ufficializzata ieri dal sindaco Maurizio Brucchi, che ha tenuto una serie di riunioni durante la giornata, anche con il Governatore Chiodi, per fare il punto sull’emergenza neve. «La priorità - ha spiegato il sindaco - è quella di rendere sicuri gli accessi alle scuole, tutelando l’incolumità degli studenti e per questo stiamo già lavorando. Siamo orientati a riaprirle martedì, ma ovviamente la decisione va subordinata alla situazione meteo di domani (oggi per chi legge, ndr)».
Il Comune, come annunciato, ha chiesto lo stato di calamità naturale, che permetterà di ottenere il risarcimento sia per le spese sostenute per l’emergenza che per i danni. Finora, secondo le delibere ufficiali del Comune, il maltempo ci è costato 200 mila euro (la Provincia ha speso un milione e 200mila euro), cifra sicuramente destinata a crescere nei prossimi giorni e che non tiene ancora conto della stima dei danni. Niente Esercito, invece, nel Teramano: ieri mattina sono infatti arrivati due militari (invece dei 10 annunciati) con un mezzo, un bruco, una sorta di gatto delle nevi, che però sono stati dirottati ad Atri, dove l’emergenza neve ha creato decisamente più problemi che a Teramo.
Intanto la distribuzione del sale ai cittadini è stata bloccata. «Finora - ha affermato l’assessore Rudy Di Stefano- ne abbiamo consegnati 800 quintali, e c’è stato anche qualcuno che se n’è approfittato. Adesso la nostra priorità sono le scuole. La fase più critica, con la bufera di venerdì, sembra essere passata: dopo aver fatto fronte alle esigenze più urgenti, adesso ci possiamo anche concentrare sui problemi più specifici, come la pulizia di strade secondarie». Si pensa anche a quando le precipitazioni nevose finiranno. «Il piano post emergenza- ha aggiunto Di Stefano- prevede che la neve sia raccolta in cumuli a zone e che sia poi portata via con dei camion: non la lasceremo semplicemente sciogliere per non dare l’idea di una città sporca».
Per tutta la mattinata di ieri i 33 mezzi messi in campo dal Comune hanno continuato gli interventi. Il sindaco Brucchi ha chiesto ai teramani un po’ di pazienza, visto che si è lavorato tutta la mattinata per liberare la viabilità dopo l’eccezionale nevicata di venerdì, che ha portato a Teramo circa 60 centimetri di neve. In alcune frazioni, come Varano, Monticelli e Colleminuccio si sono sfiorati i 2 metri. Per raggiungere le frazioni, come quella di San Pietro ad Lacuum, l’ultima, in ordine di tempo, ad essere stata liberata dalla neve, sono stati utilizzati anche i mezzi cingolati.
Non sono mancate le polemiche: il Sappe, sindacato autonomo di Polizia penitenziaria, ha lamentato infatti la mancata pulizia della strada che collega via Po con il carcere di Castrogno. «Questo - spiega il segretario provinciale del Sappe Giuseppe Palini - ha comportato gravi disagi al personale di polizia, operatori e famigliari dei detenuti. Non si comprende il perché ogni qualvolta nevica, l’unica strada che porta al carcere è sempre l’ultima essere pulita». Replica del sindaco: «Ho interessato l’assessore provinciale Eligio Romandini, il quale ha disposto l’intervento di almeno due mezzi per liberare la strada dalla neve e ripristinare la viabilità in sicurezza».