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Pescara, 08/04/2026
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Data: 12/02/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Emergenza maltempo (Pescara) - Pescara, piano neve bocciato mezzi inutili e strade bloccate. L’assenza di un vero spartineve ha pesato, bus-trappola

di Paolo Vercesi

PESCARA - «Duecento uomini al lavoro, trenta mezzi in azione, oltre duemila chiamate dei cittadini soddisfatte, mille interventi di assistenza sanitaria garantiti. Scuole chiuse fino a martedì compreso». La voce del Coc, Centro operativo comunale, snocciola numeri e annunci, ma l’efficienza si ferma ai comunicati. La Pescara reale è sempre più in ginocchio con strade impraticabili per la neve, in centro come in periferia perché fra i trenta mezzi sbandierati dall’amministrazione comunale (non erano ventidue?) non esiste spazzaneve, l’unico mezzo che avrebbe risolto l’emergenza-viabilità. Benne e bobcat servono a poco in situazioni tanto serie come quella che la città sta affrontando, hanno pale che non liberano le strade dalla neve e il passaggio di bus e mezzi con catene riduce il fondo stradale a un impiastro di ghiaccio e fango sul quale le auto saltano e sbandano. Esattamente quel che è successo nelle ultime 48 ore.

A finire sotto accusa è il piano neve del Comune nel suo insieme. Mezzi e spalatori non bastano se non c’è una cabina di regia efficace e questo finisce per vanificare l’encomiabile impegno di chi giorno e notte, da una settimana e più, cerca di fronteggiare l’emergenza. L’assessore alla protezione civile Berardino Fiorilli ha ammesso che «non c’era disponibilità di spazzaneve, né avrebbe senso acquistarlo da parte del Comune». Come a dire: l’emergenza è straordinaria e lo spartineve costa tantissimo, non sarebbe un buon investimento. A maggior ragione, allora, Fiorilli e la direzione del Coc avrebbero dovuto per tempo attivare convenzioni con ditte private per avere dotazioni di mezzi con pale. «Le convenzioni non esistono e l’atto di determina della dirigenza risulta portare la data del 6 febbraio, tre giorni dopo la prima abbondante nevicata su Pescara» tuona il consigliere del Pd, Enzo Del Vecchio, che in una nota considera «il sindaco Mascia la vera emergenza per Pescara» e aggiunge: «All’interno del Coc c’è grande confusione, si corre dietro a tutto risolvendo poco o nulla. Chiederemo conto delle spese sostenute che finora, ha detto il sindaco, ammontano a 700mila euro: un’esagerazione». Severe critiche a Mascia arrivano anche dal Movimento Pescara a 5 Stelle: «Assoluta inefficienza organizzativa».

Alla domanda se a ruoli invertiti l’opposizione avrebbe saputo fare di meglio, Del Vecchio non ha dubbi: «Sì perché ci saremmo allertati alle prime previsioni del tempo, cosa che Mascia e Fiorilli non hanno saputo fare: un vero spartineve avrebbe reso percorribili strade fondamentali come corso Vittorio e viale Marconi, viale Bovio e le riviere e viale d’Annunzio. Alla velocità di 30 chilometri orari si sarebbe fatto molto» dice Del Vecchio, che insieme al capogruppo Pd Di Pietrantonio esorta Albore Mascia a dimettersi. Il sindaco s’è consolato con la visita del governatore Gianni Chiodi ieri al Coc: «Pescara ha saputo reagire, ha dato un ottimo esempio di operatività al di là delle polemiche che sono naturali e ovvie» ha detto il presidente della Regione. Polemiche e contestazioni che il sindaco Mascia, in modo altrettanto ovvio e naturale, ha respinto sdegnato, accusando il Pd di sciacallaggio.

Restano però le proteste dei cittadini, tutte sacrosante. Proteste di chi sperava di veder passare mezzi adeguati per liberare le strade e che sta ancora aspettando, specie nelle zone collinari, dove neppure la tregua-meteo di ieri è bastata a migliorare di molto la situazione. Cittadini costretti al fai-da-te per aprirsi un passaggio, costretti a camminare su marciapiedi che nessuno ha mai spalato, costretti a rischiare di scivolare alle fermate dei bus, davanti agli uffici postali, davanti alle farmacie. Insomma un disastro.

Le proteste non risparmiano la Gtm: pochi gli autobus in circolazione e non tutti arrivano alla destinazione annunciata dall’ufficio informazioni: passeggeri diretti a Villa Raspa ieri sono stati mollati al Ponte della Libertà (Capacchietti) senza preavviso e senza troppi complimenti dall’autista che ha detto: «Io oltre non vado». Anziché migliorare il servizio, l’ordinanza con cui il Comune ha imposto ai bus Gtm gomme termiche o catene a bordo ha prodotto un drastico taglio delle corse. «Sarebbe bastato un investimento da 50mila euro» ha detto Franco Rolandi, segretario provinciale della Filt Cgil, che ha chiesto le dimissioni del vicesindaco Fiorilli (sua l’ordinanza) e del presidente della Gtm, Michele Russo.

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