Vertice della Iurato ad Avezzano. Domani scuole aperte solo per il personale
AVEZZANO - Nuovo blitz ad Avezzano del Prefetto dell’Aquila Giovanna Iurato che ha avuto nella tarda mattinata un secondo incontro con il sindaco di Avezzano Floris e con il personale addetto alla Protezione civile oltre ai responsabili dell’Arma dei carabinieri, della Finanza e della Forestale e della Polizia locale. La Iurato ha espresso al sindaco la volontà di tornare al più presto alla normalità tanto che, coordinate dall’ingegnere capo del Comune Domenico Palumbo, squadre di dipendenti hanno cercato di fare spazio attorno alle scuole per permettere il parcheggio già da domani. Negli istituti tornerà solo il personale e non gli studenti. Poi però l’intensa nevicata del pomeriggio ha rimesso in discussione i buoni propositi espressi in mattinata. Da quanto si è riusciti a sapere il Prefetto ha espresso la volontà di garantire i servizi nonostante la situazione di maltempo: e del resto è quanto sostenuto ieri anche dai rappresentanti dell’opposizione Roberto Verdecchia di Rinnovamento e di Fli Gino Di Cicco al Comune di Avezzano che in un documento hanno sottolineato come in una città appenninica abruzzese la neve debba essere considerata la normalità.
E intanto monta la polemica tra i pendolari, Trenitalia e Strada dei Parchi. È la chiusura della ferrovia Pescara-Roma e della Avezzano-Roccasecca a scatenare le critiche ad Avezzano. Il comitato pendolari ieri ha chiesto la solidarietà a quelli del Lazio e al presidente Renata Polverini mentre Lucia Proto, rappresentante delle donne dell’Idv, ma anche componente del comitato pendolari delle 5,30 scrive: «La ferrovia Roma - Pescara affogata nella neve; treni bloccati a metà strada lasciano centinaia di persone, lavoratrici e lavoratori, madri e padri, studenti lontani dalle proprie case e famiglie, a dormire per notti intere anche per terra in luoghi pubblici, senza poter tornare. L’autostrada A24 dei Parchi diventata una pista da sci a rischio slavine, da subito con appena dieci centimetri di neve, automobili e tir costretti a fermarsi per notti intere, persone che muoiono per potersi scaldare con il motore acceso». È il problema della transitabilità quello più importante che già da domani si farà sentire se a Roma riapriranno gli uffici pubblici. «Dopo circa dieci giorni, - scrive Proto - si vedevano alcuni mezzi attaccare i muri di neve che occupano tutta la corsia d’emergenza dell’A24; mentre Trenitalia taglia molte corse». Eppure sarebbe dovuta essere proprio la ferrovia lo snodo attraverso il quale far passare le risorse, le merci e gli aiuti. Con la chiusura della Pescara-Roma e della Avezzano-Roccasecca si è fermato ogni collegamento. E invece con lo svincolo tra ferrovia e scalo merci (dove ieri sono arrivati otto tir carichi di sale per fronteggiare l’emergenza ghiaccio) già operativo Avezzano e la Marsica, sui binari, non avrebbero dovuto subire una debacle tanto evidente.
Ieri intanto è arrivata ad Avezzano una turbina di quelle che normalmente venivano usate, un tempo per togliere la neve dai binari. È transitata nella stazione marsicana provenendo da Roma probabilmente dal deposito di San Lorenzo. Lasciamo il condizionale dal momento che la stazione ferroviaria è clamorosamente chiusa. Il passaggio della prima turbina quella che aveva qualche giorno fa liberato la ferrovia era iniziato da Sulmona. È possibile che il macchinario delle ferrovie questa volta si sia bloccato attorno alle montagne che separano la Marsica dalla Valle Peligna dove c’era bufera.