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Pescara, 08/04/2026
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Data: 12/02/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Emergenza maltempo in Abruzzo - La tregua è stata troppo breve un po’ di sole e poi ancora neve. L’aeroporto riapre per qualche ora, autostrade in funzione

PESCARA - E’ durata poco. Una mattinata di sole, metà pomeriggio tra nuvole e rare gocce di pioggia, poi alle cinque della sera, implacabile, la neve è tornata a cadere. Sulla costa, sulle colline, sulle montagne, dappertutto.
E’ stata una giornata più clemente di quelle che l’hanno preceduta, in Abruzzo, ma non siamo ancora fuori dall’onda d’urto del maltempo. Nevicherà, si spera non molto, anche oggi e nevicherà, si spera ancor meno, anche domani: poi le previsioni meteo parlano, con grandissima cautela va detto, di un lento ritorno alla normalità. Ci sarà ancora gelo, tanto gelo, ma le nevicate dovrebbero diminuire d’intensità fino a sparire o quasi. Non lo dimenticheremo tanto presto, questo infame febbraio.
Protezione civile al lavoro, con il governatore Gianni Chiodi a coordinare riunioni a Pescara e poi a Chieti. A Pescara non a caso, perchè Pescara è stata la brutta sorpresa della seconda fase di maltempo: giovedì l’allerta meteo era per il Vastese, l’area peligna e quella marsicana, il Teramano e l’Alto Sangro. Invece la quantità più consistente di neve, venerdì, è caduta su Pescara, la città più popolata d’Abruzzo, ed è successo quel che è successo. Ma ieri nessuno ha voluto premere sull’acceleratore della polemica: c’è il tacito accordo di venir fuori dall’emergenza, poi si faranno i conti.
I conti invece li hanno fatti a lungo all’aeroporto d’Abruzzo, e fin dal mattino: riapriamo tra due ore, tre, quattro? Alla fine hanno deciso di riaprire alle 16,30 per far decollare, con inevitabile ritardo, i voli per Milano Linate, Charleroi e Parigi Beauvais. Intorno alle 17 è atterrato il volo da Bruxelles, più tardi quello da Parigi Beauvais. Caos per il volo da Orio al Serio: l’aereo Ryanair atterrato alle 15,30 è stato fatto ripartire per Francoforte, da dove decollava poi a tarda sera per raggiungere Pescara e di nuovo Orio al Serio.
Sulle autostrade la giornata è stata difficile ma non tragica. Riaperte le stazioni chiuse al traffico sull’A24-A25, sull’autostrada che collega la regione a Roma si è circolato più o meno regolarmente. Qualche problema sull’A14, più che altro per chi proveniva da Nord, perchè la neve e il vento hanno spazzato a lungo il tratto romagnolo e alto-marchigiano. Sempre bloccatoil transito dei Tir. Sulle strade è stata la solita via crucis: spazzaneve, bobcat e ruspe a tutto andare, ma nell’interno della regione i cumuli di ghiaccio e neve sono montagne.
Intanto Enrico Di Giuseppantonio, attivissimo in questi giorni, ha lanciato un nuovo appello a nome delle quattro Province abruzzesi: Chiodi verifichi la possibilità di vedere attivato il Fondo per le calamità naturali, istituito nel 2002. Le Province, spiega il presidente dell’amministrazione teatina, possono preparare a tambur battente un dettagliato rapporto sui danni da maltempo: «L’Europa ha già aiutato l’Abruzzo in occasione del terremoto, può farlo di nuovo adesso fornendo somme preziosissime per enti locali impoveriti», dice. Chissà: ultimamente l’Europa dall’orecchio della solidarietà non sembra sentirci tanto.

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