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Data: 12/02/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Emergenza maltempo e trasporti - Bus a singhiozzo crolla un tetto e si scia sul corso

CHIETI - Il sindaco Umberto Di Primio ha chiesto il riconoscimento dello stato di calamità naturale per Chieti, sferzata nel pomeriggio - dopo una pausa - da una nuova persistente nevicata. Secondo un calcolo approssimativo e provvisorio, le spese per il maltempo finora ammonterebbero a oltre 600 mila euro.
E’ stata una giornata difficile, anche ieri, a Chieti. In tarda mattinata è crollato per la neve il tetto di un’abitazione privata al civico 44 di via Ravizza, fortunatamente senza danni alle persone che si trovavano al piano inferiore. Lo sfondamento è stato dovuto al pesante carico di coltre bianca. Immediato l’intervento dei Vigili del Fuoco che, ieri, hanno effettuato ben ottantadue interventi, soprattutto per liberare tetti e cornicioni. I mezzi spazzaneve hanno potuto liberare molte strade, raggiungendo quartieri lontani dal centro ma la situazione resta di grande emergenza.
Si accentua la crisi idrica. L’assessore Mario Colantonio perdurando la minore fornitura d’acqua da parte dell’Aca, ha disposto la riduzione della portata per l’intera zona di Chieti Scalo e i suoi 30 mila abitanti: dalle 21 di ieri alle 8 di questa mattina e dalle ore 21 di oggi alle ore 8 di domani, lunedì.
Le corse dei bus pubblici sono ridotti. Tanti gli alberi caduti. A rischio diverse aree a verde pubblico. Mercati rionali sospesi con ordinanza sindacale fino a tutto martedì.
Sono tornati in azione i cinquanta militari del 123° Reggimento di stanza nel capoluogo. Un elogio all’impegno del 123° Reggimento è arrivato dal presidente Chiodi che è giunto a Chieti nel pomeriggio, portandosi prima in Comune con l’assessore Mauro Febbo e poi, insieme al sindaco Di Primio, in Prefettura presso l’Unità di crisi.
Non ci sono però, solo, difficoltà e problemi in questa Chieti imbiancata come non mai. Il sole della mattina, pur fugace, illumina vicoli e monumenti regalando immagini da cartolina. Gli uffici pubblici sono chiusi, le scuole pure, molti negozi decidono di non alzare le saracinesche, e allora tutti in strada. Magari vestiti come se si fosse in alta montagna. Il risultato è che quel centro storico troppo spesso deserto si è riempito di ragazzi. Qualcuno, addirittura, si avventura in una sciata su corso Marrucino. Luciano Pellegrini da quasi una settimana, ogni giorno percorre almeno cinque chilometri con gli sci ai piedi. «Il fondo è sempre stato la mia passione. Se qualcuno mi avesse imitato, forse si sarebbero evitati parecchi problemi di viabilità», sorride mentre cerca di raggiungere piazza Trento e Trieste facendo lo slalom tra i tanti pedoni. Una bimba scende con lo slittino da un enorme cumulo di neve che domina piazza Vico, davanti al liceo Classico, mentre un gruppo di adolescenti fa si lancia palle di neve all’inizio del corso.
La scalinata di San Giustino, avvolta in un tappeto soffice, è praticamente invisibile. Procedendo verso la Trinità, in prossimità del teatro Marrucino i vigili del fuoco sono impegnati in uno dei tanti interventi degli ultimi giorni. Tra le zone della città più affollate c’è la Villa comunale, presa d’assalto da intere famiglie, dove pennellate di bianco incorniciano il palazzo che ospita il museo archeologico nazionale.

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