Con uno speciale taxi-bus, gli autisti della Gtm hanno riportato a casa decine di lavoratori che la superbufera avrebbe altrimenti paralizzato. Ma nelle cronache di un day-after cicatrizzato da neve e ghiaccio sulle strade, e mentre continua la morsa del maltempo, ieri è stata ancora una giornata eccezionale sul fronte dei servizi. Ad avere la peggio gli abitanti dei Colli, dove in mattinata i bus non sono riusciti ad andare oltre largo Madonna. Nel resto della città, lo sforzo di garantire tutti i collegamenti da parte della Gtm c’è, ma i piani-orari sono a dir poco saltati. La difficile percorribilità delle strade, unita ai mezzi in circolazione quasi dimezzati perché non tutti hanno catene e gomme termiche e perché non tutti gli autisti sono riusciti a raggiungere il posto di lavoro, hanno fatto sballare le frequenze nei passaggi dei bus. Inevitabili i ritardi e le attese. «In mattinata abbiamo avuto problemi a raggiungere i Colli - spiega Pierluigi Venditti, Gtm -, ma stiamo cercando di tamponare al meglio: garantiamo tutti i collegamenti, anche se le frequenze orarie sono ridotte. Tutti i mezzi in circolazione sono attrezzati di catene e gomme termiche. Venerdì abbiamo inoltre istituito un servizio di taxi-bus per fare in modo che le persone bloccate dal maltempo eccezionale potessero tornare a casa».
«Alle sei di mattina, fine del turno notturno, è stato bello trovare un autobus della Gtm che ci ha accompagnato a casa», racconta e ringrazia Federica Montese, infermiera alla casa di cura Pierangeli. Il servizio di bus a chiamata della Gtm è stato attivato anche per ieri sera, dalle 20 alle 23, telefonando al numero 347-1809871. Ma i disagi non sono mancati in giornata. A partire dall’attesa sotto le fermate sommerse dalla neve, e dall’incognita sul passaggio dei bus. In mattinata risultavano non circolanti i mezzi delle linee 4, 4/, 14, 16 e il servizio urbano di Penne; ridotti i bus sulle altre linee: sei, ad esempio, quelli in circolazione sulla linea 38 che collega Montesilvano (di solito ne sono in azione quindici), altrettanti quelli sulle linee 1 e 2, direzione Francavilla. In deposito gli autobus a metano, potevano circolare solo quelli provvisti di gomme termiche e catene. Le difficili condizioni del manto stradale hanno aggiunto il carico ai ritardi. «Occorre investire sulla dotazione di gomme termiche, perché le catene danno problemi nei collegamenti che ricadono su più Comuni, dove le condizioni del manto stradale si presentano diverse», dice Franco Rolandi, Filt Cgil. La supernevicata ha creato disagi anche nei collegamenti pescaresi dei bus Arpa: garantiti ma ridotti i servizi da Caramanico, Scafa, Pietranico, Tocco da Casauria, Serramonacesca; sospesi invece ieri quelli per Pescara da Città Sant’Angelo, Spoltore, Castilenti, Farindola, Penne, Arsita, Brittoli, Civitella.
In tanti alla fine si sono messi in marcia a piedi per le necessità, la spesa anzitutto. In mattinata supermercati e ipermercati hanno rialzato le saracinesche, ma l’effetto del blocco delle consegne dei tir si è cominciato a far vedere negli scaffali semivuoti del sale, di uova e latticini. Le altre scorte tengono ancora, ma il timore è per i prossimi giorni. Intanto i rincari non si sono fatti attendere. «Alcuni scaffali erano vuoti, come quello del sale; per il resto l’assortimento c’è ancora - racconta Daniele Marino, un abitante dei Colli che in mattinata è andato a fare la spesa in un supermercato vicino casa -, ma su latte, pane, uova, carne, affettati ci sono stati aumenti di prezzi». Nel suo racconto, c’è la cronaca di un ritorno alla normalità ancora difficile. «Mi sono potuto muovere solo a piedi, le strade sono impercorribili se non con le jeep - dice Daniele -, e come se non bastasse ci siamo trovati senza acqua: è andata via venerdì sera, era stata ripristinata ma poi è andata via di nuovo in mattinata. Ho dovuto comprare l’acqua minerale per poter cucinare».
«Prigionieri in casa» i mille disagi ai Colli
PESCARA - Un intero quartiere nel caos. Isolato dal resto del mondo. Sono i Colli di Pescara a 48 ore dall’inizio della seconda emergenza-neve. Migliaia di cittadini ancora prigionieri in casa, senza la possibilità di uscire o muoversi. «In via Corno Grande,a un passo dall’ospedale, c’è neve che nessuno viene a spalare e abbiamo famiglie con disabili bloccate in casa» è la denuncia di un cittadino. Mucchi di 50-60 centimetri di neve hanno reso difficilissimo persino aprire i cancelli dei giardini, e non solo nelle viette più ripide e impervie dei Colli, bensì anche sulle direttrici principali, come via di Sotto o via del Santuario. Il timido sole che si è affacciato ieri mattina non ha migliorato il quadro, anzi, ha reso se possibile ancor più pericoloso scendere a piedi in strada. Dai tetti e dai balconi, dagli alberi e dalle insegne dei negozi, crollavano pinnacoli di ghiaccio e blocchi di neve, obbligando i pedoni a camminare ai margini di una carreggiata già ristretta da cumuli di neve e fanghiglia. Impossibile poi avventurarsi in auto. Le vie, nonostante il lavoro delle ruspe comunali sulle arterie principali e dei tantissimi cittadini che armati di pale hanno spalato salite e marciapiedi, erano impraticabili, anche a causa del ghiaccio. Molti automobilisti usciti di casa venerdì e colti in contropiede dalla bufera, hanno abbandonato i loro mezzi alla meno peggio. Gli autobus della linea 5 non salgono fino alla parte alta del quartiere, obbligando i passeggeri a scendere all’altezza della basilica della Madonna dei sette dolori. E nonostante ciò si rischiano incidenti: un bus ieri è finito per traverso in mezzo alla strada dietro la basilica.
A complicare la situazione è arrivato un guasto alla rete idrica. La maggior parte delle abitazioni della zona, da Colle Marino, a Colle Cervone, fino a Colle Scorrano, sono rimaste per quasi un giorno intero senz’acqua potabile, poiché un tratto dell’adduttrice principale situata in strada Pandolfi ha ceduto. La condotta, che alimenta il serbatoio Valle Furci, ha subito una rottura improvvisa, presumibilmente a causa del gelo e della neve, e dalle 20,30 di venerdì fino al tardo pomeriggio di ieri centinaia di famiglie sono rimaste con i rubinetti a secco e, di conseguenza, senza riscaldamento. «Non c’è acqua e non sappiamo come riscaldarci - hanno raccontato i signori Luciani, residenti nella parte alta di via di Sotto -. I due supermercati sono stati presi d’assalto, non è rimasta neanche la minerale. Siamo stati abbandonati, ci sentiamo cittadini di serie B e ci chiediamo come faremo a vivere nei prossimi giorni». Lo stesso timore lo ha espresso la signora Alessandra, mamma di una bimba di poche settimana e residente in via Monteluco: «Non occuparsi delle strade secondarie significa imprigionare in casa centinaia di cittadini. Fortunatamente io e mio marito siamo giovani e in qualche modo ce la caviamo, ma gli anziani? Dicono di non chiedere inutilmente l’intervento del Comune o della Protezione civile, ma ci sono tanti bisogni che una persona deve pur soddisfare in qualche modo». E adesso si guarda con apprensione ai bollettini meteo. Oggi sono previste altre deboli nevicate che potrebbero, però, mettere davvero in ginocchio tutto il quartiere, già martoriato e allo stremo delle forze.