PESCARA - La neve si è fermata, o quasi. L’assessore regionale alla Protezione civile, Gianfranco Giuliante, respira.
Giuliante, siamo fuori dall’emergenza o c’è ancora da temere un colpo di coda del maltempo?
«Siamo quasi fuori, ma adesso c’è il problema delle valanghe. E’ un grosso problema, è da martedì 7 che lo segnalo. Con la Forestale abbiamo fatto un accordo per il monitoraggio del territorio, abbiamo mandato circolari a centri montani e stazioni sciistiche, ma la situazione resta allarmante. Specie per Scanno e Villalago, e poi per Lama dei Peligni. Che, poi, si parla di Scanno e Villalago in isolamento ma non è vero: c’è un’altra strada per raggiungere quei due centri, da Barrea, mentre la strada principale è interdetta al traffico proprio per il rischio slavine e valanghe. E su Lama c’è un pericolo forte».
Ora che l’emergenza è in una fase meno tesa possiamo parlare delle carenze della Protezione civile e della Regione? Di questo stato d’emergenza annunciato in ritardo? Si può dire?
«Non sono assolutamente d’accordo. E’ dal 23 gennaio che mandavamo informative sul maltempo, e dal 30 comunicavamo nel dettaglio dove e come la neve sarebbe caduta. La verità è che c’è una chiara catena di comando, in questi casi, e la guidano le Prefetture. Il compito della Protezione civile è intervenire quando c’è richiesta per la salvaguardia di beni primari, per portare gente in ospedale, per aiutare chi è bloccato in autostrada, queste cose insomma. Ma noi facciamo di più. Se il 3 febbraio inizia a nevicare e la catena di comando è parcellizzata Prefettura per Prefettura, non è colpa nostra. Ma noi lo stato di emergenza lo abbiamo dichiarato appena si è trattato di tutto il territorio regionale e per funzioni della Regione. E abbiamo fatto di più. Ci siamo occupati anche del reperimento del sale per le strade a Margherita di Savoia, in Puglia. Il blocco del traffico ai Tir ci ha impedito di muoverci ma abbiamo chiesto all’Esercito di andare fin lì con i suoi camion e abbiamo trovato il sale. Anche questo abbiamo fatto. Di tutto e di più. Ma si continua a puntare il dito sulla Protezione civile».
Ma qualche problema c’è stato anche nella prevenzione del disagio. Per dire: la seconda ondata di maltempo è stata affrontata meglio, ma per venerdì scorso si annunciavano bufere su Vastese, Valle Peligna, Marsica, Teramano e Alto Sangro, non su Pescara. E invece a Pescara è caduta neve quanta mai prima, paralizzando la città, con quartieri isolati.
«Noi ci affidiamo a servizi meteo qualificati, non è che la Protezione civile faccia previsioni. Ma ritengo che Pescara sia stata sufficientemente allertata. E abbiamo detto: guardate che il Governo ha deciso di sostenere le spese per l’emergenza, non per i danni ma senz’altro per l’emergenza. Dunque i sindaci, quello di Pescara compreso, noleggino e paghino tranquillamente ruspe e personale anche dai privati, penso al settore edile per esempio. Gli strumenti li avevano, io li avevo avvertiti i sindaci. Tutti».
E quelli di Strada dei Parchi li avevate avvertiti? Sull’autostrada è successo di tutto.
«Pensi che in una riunione quelli delle autostrade volevano chiuderle, le loro autostrade. Perchè dicevano che bisognava lasciarle ai mezzi di soccorso, visto che un maltempo simile è come un terremoto, e il traffico normale poteva arrangiarsi con le statali. Io mi sono imposto e ho detto di no. E adesso faremo i conti, perchè l’autostrada che va a Roma ha i pedaggi più cari d’Italia ma ad ogni emergenza ci ritroviamo con una gestione che porta al caos. Non ci siamo. Questi rapporti con Strada dei Parchi li rivedremo, statene certi».