I generali lontani dalla prima linea non possono lamentarsi se perdono le battaglie. Sabato mattina, con cielo terso e sole brillante, il presidente della Gtm Michele Russo se ne andava beatamente a spasso calpestando il soffice manto di neve di piazza Salotto. Una passeggiata in relax, mentre si approssimava un altro giorno di passione per gli autobus, falcidiati dalla mancanza di gomme termiche e catene e dalla conclamata incapacità di gestire l’emergenza. D’altronde il presidente non era al comando, ma dove non ci sono né fermate né transito. Quando la Gtm si chiamava Gestione governativa, bus assai meno evoluti degli odierni scalavano la neve fino a Penne, e dove scattavano le emergenze, ecco corse bis e riserve. C’erano manager (ma non si chiamavano ancora così) come Candido Coatiti e Tullio Tonelli, che la macchina sapevano farla funzionare. Poi la politica ci ha messo il cappello, occupando i posti ben remunerati e moltiplicandoli. E si vede.