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Pescara, 11/04/2026
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Data: 14/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
L’Abruzzo chiede fondi anche all’Europa. Il Consiglio dei ministri decide sull’emergenza. Il Pd: una deroga alla tassa sulle disgrazie

PESCARA. L’Abruzzo si rivolge all’Europa per ottenere una quota dei risarcimenti per i danni del maltempo. La domanda è stata ufficializzata ieri in una riunione a Bruxelles ed è al centro di un’altra riunione prevista per questa mattina. Ma la partita sui danni l’Abruzzo la gioca su due campi poiché dal Consiglio dei ministri di oggi si aspetta che il governo mantenga l’impegno preso una settimana fa, in conferenza Stato-Regioni, sul rimborso delle spese per l’emergenza. Sono per ora esclusi i risarcimenti al settore produttivo, ma l’impressione è che il discorso sia aperto.
Nel giorno in cui si affaccia un tiepido sole e la Protezione civile regionale, con un comunicato emesso alle 12 di ieri, ufficializza la fine dell’allerta-meteo, inizia la rincorsa dell’Abruzzo ai fondi per le calamità naturali. Dopo le nevicate, i disagi, i mille problemi, storie drammatiche ma anche di grande generosità, si tenta di prendere al volo due treni che possono alleviare le ferite provocate dal maltempo. Tutto questo mentre aumentano le pressioni affinché ci siano per l’Abruzzo agevolazioni fiscali. Aveva cominciato la Confesercenti che aveva chiesto la sospensione del pagamento delle tasse, continua il Pd che nel consiglio regionale di oggi a Pescara presenta una risoluzione affinché il governo riconosca all’Abruzzo una deroga alla “tassa sulle disgrazie”, prevista dalla legge Tremonti, per quelle Regioni che chiedono il riconoscimento dello stato di emergenza.
DANNI E VERIFICHE. La conta è cominciata, la Protezione civile ha chiesto agli Enti locali (Province, Comuni) di inviare i report sulle spese sostenute per affrontare l’emergenza. Le prime stime - vedi tabella in alto sulla spesa media di ciascun Ente - superano di molto i 10 milioni di euro preventivati in modo sommario. La somma complessiva può raddoppiare, anche se la stessa Protezione civile annuncia controlli rigorosi. «Le spese devono avere stretta coerenza con l’emergenza affrontata», raccomanda l’assessore Gianfranco Giuliante.
L’UNIONE EUROPEA. La Commissione europea ha confermato la disponibilità nell’aiutare le Regioni colpite dal maltempo. L’Abruzzo è per ora insieme a Lazio e Molise,. Le risorse a cui attingere appartengono al fondo di solidarietà che ha come obiettivo interventi a sostegno di aree colpite da calamità naturali, contribuendo a finanziare il ripristino delle infrastrutture e gli interventi di Protezione civile. Il fondo è pari a un miliardo di euro; da qui sono ad esempio arrivati 500milioni di euro per il terremoto dell’Aquila. Per il maltempo la Regione potrà ottenere il 2,5% dei danni dimostrati. La domanda dovrà essere valutata dalla Commissione europea, e in seguito dovrà andare in Parlamento e in Consiglio.
Il vice presidente della Commissione europea è Antonio Tajani, punto di riferimento a questo punto delle Regioni. «In genere le proposte della Commissione vengono approvate rapidamente, e abbiamo attivato Alfredo Pallone, europarlamentare del Centro Italia», spiega Tajani a propristo delle tempistica, «credo che nel giro di qualche mese, se saranno dimostrati i danni subiti, le Regioni potranno avere i contributi».
IL GOVERNO. Il Consiglio dei ministri di oggi dovrebbe dare risposte alle Regioni sui rimborsi per le spese dell’emergenza. Il governo, individuata la copertura economica, può deliberare la somma complessiva da destinare successivamente alle Regioni in base alle rendicontazioni che arriveranno dagli Enti locali tramite la Protezione civile. L’Abruzzo si aspetta di prendere da qui gran parte delle risorse per l’emergenza. Il discorso che rimane aperto è quello sui risarcimenti ai settori produttivi colpiti dal maltempo, come ad esempio l’agricoltura. Il governo ha per ora escluso risarcimenti. L’Abruzzo confida nel treno dell’Europa.
IL PD. Dal consiglio regionale di oggi può arrivare un’indicazione anche in tema risarcimenti. Promotore è il gruppo del Pd con una risoluzione da sottoporre alla maggioranza. La risoluzione parte dalla condizione economica-finanziaria particolare in cui si trova l’Abruzzo avendo già vissuto il terremoto, subìto l’alluvione del 2 marzo 2010 e dovendo affrontare un’altra emergenza post-neve, con il rischio idrogeologico ed il ripristino della viabilità stradale. Il capogruppo Camillo D’Alessandro e i consiglieri Claudio Ruffini, Giovanni D’Amico, Giuseppe Di Pangrazio Marinella Sclocco, invitano il Consiglio ad impegnare il governatore Gianni Chiodi e la giunta a richiedere l’esclusione dal Patto di stabilità per le spese sostenute dai Comuni per l’emergenza-neve e a chiedere al presidente del Consiglio dei ministri, di escludere in Abruzzo (e nel resto d’Italia) l’applicazione della “tassa sulle disgrazie” imposta alle Regioni per il ristoro dei danni ed il ripristino delle infrastrutture danneggiate.
Nella risoluzione il Pd affronta anche le inadempienze dei servizi pubblici riscontrate durante il maltempo: autostrade, treni, elettricità, acqua. E chiede di verificare le condizioni contrattuali con l’obiettivo di prevedere norme rigide sulla manutenzione.

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