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Pescara, 11/04/2026
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Data: 14/02/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Pescara, Colli senz’acqua da quattro giorni. Proteste vibranti anche per le lunghe attese alle pensiline dei bus

L’Aca: arrivano le autobotti. Il Comune chiede lo stato di calamità. Oggi riapre l’università

Spesi 1 milione e 200 mila euro Prorogato a oggi il termine per pagare le rate di Ici e Tarsu

PESCARA. Intrappolati dalla neve e messi a dura prova dalla mancanza di acqua da venerdì scorso, i cittadini della zona alta dei Colli scaricano la loro frustrazione contro Comune e Aca: «Ci hanno abbandonati, nessuno ci informa di nulla». L’Azienda acquedottistica ha annunciato l’arrivo di autobotti, ma l’emergenza resta.
UNIVERSITA’. L’emergenza, invece, è finita all’università D’Annunzio di Chieti-Pescara: da oggi riprendono le lezioni. Ad annunciarlo è l’università con un avviso sul sito Internet www.unich.it. Questo il testo: «Tutte le attività dell’ateneo riprenderanno regolarmente dal 14 febbraio, in tutte le nostre sedi».
STATO DI EMERGENZA. Tornando ai disagi per il maltempo, il Comune ha chiesto il riconoscimento dello stato di calamità naturale. La giunta, ieri, ha approvato la delibera, da inviare alla presidenza del Consiglio dei ministri che oggi si riunirà per valutare il caso Abruzzo. Pescara vuole il rimborso delle spese sostenute fino a oggi per fronteggiare il maltempo, quantificate in 1 milione e 200 mila euro. L’amministrazione comunale ha prorogato a oggi il pagamento delle rate dei tributi locali, Ici e Tarsu, in scadenza ieri. Stamane, riapriranno gli uffici pubblici, mentre le scuole solo domani.
L’AUTOBOTTE. Ai Colli i residenti sono esasperati. L’Aca ha annunciato di avere messo a disposizione un’autobotte in zona Valle Furci per rifornire acqua potabile alle famiglie delle zone più alte di Pescara Colli, dove la carenza idrica è più marcata.
«Per prelevare l’acqua non è necessario dotarsi di contenitori, sono i nostri tecnici a provvedere direttamente al riempimento delle autoclavi di ciascuna famiglia che ne faccia richiesta», ha reso noto la direzione dell’Azienda acquedottistica di Pescara, già domenica alle prese con un guasto elettrico che ha bloccato il funzionamento della pompa di sollevamento Colle Marino, che alimenta il serbatoio Valle Furci, causandone il completo svuotamento. Per consentire il riempimento, ieri sera è stata effettuata un’ulteriore integrazione di 40 litri di acqua al secondo in più, dirottati dall’acquedotto Tavo. Per questo, è stato necessario chiudere temporaneamente la fornitura idrica fino alle 6 di stamane dei serbatoi che alimentano Montesilvano Colle e contrada Macchiano.
L’assenza d’acqua ha messo in ginocchio i residenti. Ma anche ghiaccio e neve continuano a far sentire i loro effetti. In via Colle Innamorati, è venuto giù il tetto di un’abitazione disabitata; le traverse sono rimaste bloccate, così come quelle di via Colle Scorrano e via di Sotto, mentre via Pandolfi si è ridotta a una sola corsia.
LE PROTESTE. La furia dei residenti della parte alta dei Colli ha invaso il web ed è tuonata anche dai telefoni del nostro giornale: «Sono arrabbiatissima», ha detto Simonetta Sciarra, residente in via Valle Furci «da venerdì siamo senz’acqua, una mia amica che vive a 100 metri da qui ce l’ha. Non siamo bestie, non possiamo fare una doccia, lavare i piatti. Ma non è solo questo: per 10 giorni siamo rimasti sepolti dalla neve, l’autobus non passa mai e io non posso uscire».
La mamma di una donna disabile di 39 anni, Ester D’Innocente, residente in via Bindi, è stata liberata solo ieri pomeriggio da un muro di neve alto due metri: «Ho telefonato a tutti, ma non si è mai presentato nessuno. La Protezione civile è venuta solo il primo giorno. Mi sono fatta la pasta da sola in casa». La donna ha ricevuto latte e pane dal Pd dei Colli, come altre 20 famiglie. Un servizio svolto anche da dipendenti comunali e centinaia di volontari della Protezione civile.
Ma il problema principale resta l’acqua: «Io ho due bambini piccoli, uno di 6 mesi malato», spiega Antonio D’Angelo, veterinario, residente in via Colle Innamorati, «per tre giorni siamo stati al massimo con un filo d’acqua alle 18,30. La strada si è ridotta a due metri di carreggiata, hanno spalato quel tanto da far passare una macchina di piccola cilindrata, ma un’ambulanza come fa? E quando ho chiamato in Comune mi hanno risposto che dobbiamo vergognarci».
LASTRE DI GHIACCIO. Anche in centro, dove le strade principali sono praticabili, la difficoltà nel liberare le macchine dalla neve ammucchiata sui marciapiedi o nel trovare i parcheggi si è unita a un problema nuovo: le lastre di ghiaccio, in caduta, ammaccano le auto in sosta. Molte vie laterali sono rimaste intasate dalla neve: impossibile percorrere anche a piedi via Ruggero VII, difficoltoso l’accesso alla Asl di via Rieti, la lenta rimozione dei rami blocca il transito ai pedoni alla Pineta, la zona vicino allo stadio è in difficoltà così come, a Porta Nuova, le vie a sud dell’ex tribunale.
C’è chi è ricorso al fai da te, come Evaristo Nicolai, che in via Ronchi, vicino a piazza Duca, ha liberato i tombini con la pala per far defluire l’acqua della neve in scioglimento. Un’impresa percorrere via Passolanciano, come denunciato dall’ex segretario sindacale Claudio Iocco: «Non è venuto un cane a spargere un po’ di sale, non si cammina né a piedi né in macchina».
Proteste vibranti anche per le lunghe attese alle pensiline dei bus: la Filt Cgil regionale ha ieri ribadito, in un comunicato, che solo pochi mezzi della Gtm sono dotati di gomme termiche.

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