Piccone: svolgerà il ruolo che era di Letta Lolli: adesso va superata anche la struttura del commissariamento
PESCARA. Su una cosa sono tutti d’accordo: è una novità positiva l’affidamento da parte del premier, Mario Monti, al ministro Fabrizio Barca di un incarico «finalizzato a integrare le iniziative volte allo sviluppo della città dell’Aquila e all’accelerazione della ricostruzione».
Pd e Pdl abruzzesi concordano. I due partiti - che appoggiano in Parlamento il governo Monti - ritengono che il ministro alla coesione sociale riporterà il caso-L’Aquila all’attenzione del governo e dell’opinione pubblica nazionali, a quasi tre anni dal terremoto che, il 6 aprile del 2009, devastò il capoluogo. Sia per il Partito democratico che per il Popolo della libertà è pressochè irrilevante la questione di un’eventuale ridimensionamento del ruolo e dei poteri del governatore Gianni Chiodi come commissario straordinario alla ricostruzione. La questione è stata rinfocolata da alcune dichiarazioni (poi parzialmente corrette) del ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, la settimana scorsa, nel salotto televisivo di Porta a Porta, che sottilineavano il ruolo del ministro Barca nell’accelerazione della ricostruzione. Il tema comunque continua a far discutere mentre, proprio ieri, il ministro Barca ha rinviato al 20 febbraio (ma la data non è certa al cento per cento) la sua visita all’Aquila prevista per oggi.
«Barca», dice con pragmatismo Filippo Piccone, «eserciterà il ruolo che era di Gianni Letta: di coordinamento e trait d’union con il governo».
«Credo che sia un vantaggio per tutti», aggiunge il senatore e coordinatore regionale del Pdl, «perché c’è un coinvolgimento diretto del governo. Non vedo nell’incarico a Barca una menomazione dei poteri di commissario di Chiodi. Anzi, adesso Chiodi ha maggiori possibilità. Infatti, mentre col nostro esecutivo ci poteva essere l’imbarazzo di un commissario dello stesso colore politico del governo, oggi lui può anche puntare i piedi su certe questioni. Barca è una persona di grande spessore e capacità e, se ha assunto questo incarico, lo ha fatto per aggiungere e non per sottrarre».
Giovanni Lolli dice di essersi fatta «un’idea molto chiara» della situazione attuale. Quale?
«Il precedente governo», spiega il deputato aquilano del Pd, «si interessava dell’Abruzzo e del post-terremoto perché c’era Letta. Adesso il nuovo governo ha dato un incarico formale a un ministro che non va misurato sui poteri di Chiodi. Il problema di Chiodi è su un altro piano, quello della legge. Nella discussione sulla nuova legge sulla ricostruzione dell’Aquila, attualmente in corso nell’ottava commissione della Camera, è emersa una volontà unitaria a superare il commissariamento che non funziona perché è sbagliato: non s’era mai visto che fosse affidata a un commissario una ricostruzione post-terremoto. La struttura commissariale è una bardatura burocratica che, anziché accelerare, ritarda la ricostruzione con tempi biblici per ogni decisione da prendere. Tutta questa vicenda va de-ideologizzata, de-politicizzata».
Secondo un altro parlamentare abruzzese del Pd, Giovanni Legnini, la nomina di Barca «va salutata con assoluta positività, sia per la qualità della persona che, soprattutto, per il fatto che il governo, in questo modo, si impegna direttamente nella direzione del difficile decollo della ricostruzione pesante: quindi è una buona notizia per l’Aquila e per gli abruzzesi».
La nomina di Barca prelude forse a un superamento della fase commissariale? «Questo non lo so», risponde il senatore del Pd. «Mi sembra chiaro, però, che la struttura commissariale, così come è stata concepita e gestita in questi due anni, non è adeguata a far fronte a un impegno ciclopico, che richiede il massimo della responsabilizzazione dei poteri centrali e locali, e il massimo della professionalità. Per superare il commissariamento occorre cambiare la legge sulla ricostruzione. Sebbene noi siamo per superare il commissariamento attribuendo risorse, procedure e poteri certi agli enti locali, siamo conspaveoli che ciò si potrà fare solo con una nuova legge sulla ricostruzione - che è quella in discussione ora alla Camera - superando il pasticcio nornativo del 2009».
«La nomina di Barca», conclude Legnini, «può aiutare a fare andare avanti anche questo processo di cambiamento normativo che noi e L’Aquila auspichiamo da molto tempo».
Gianfranco Giuliante è assessore regionale alla Protezione civile e collega di partito di Chiodi nel Pdl. Aquilano, Giuliante sottolinea l’utilità del ruolo che il ministro Barca potrà svolgere, di raccordo e di arbitro dei contrasti fra il commissario Chiodi, da un lato, e il sindaco dell’Aquila, Cialente (ex vice commissario fino a pochi mesi fa), dall’altro.
«Con Barca», spiega Giuliante, «il nuovo governo ha creato un raccordo di cui sia Chiodi che Cialente avevano bisogno. Lo stesso Barca ha detto che vuole essere un uomo di raccordo sul territorio. Io penso che, in questo momento, dobbiamo essere consapevoli soprattutto del fatto che l’emergenza è una fase acuta che ha sempre un limite temporale limitato».
«Il nostro paradosso», conclude l’assessore della giunta Chiodi, «è che il fatto stesso che continuiamo a parlare di emergenza dopo tre anni significa parlare del fallimento della stessa fase dell’emergenza».