ROMA - L’appuntamento è fissato per le 15 e 30. Nello studio legale Erede Bonelli Pappalardo, in pieno centro a Milano, Andrea Ragnetti riceverà l’investitura e verrà designato di fatto, anche se non ufficialmente, nuovo amministratore delegato di Alitalia. Su di lui, come anticipato dal Messaggero, il consenso dei soci della compagnia di bandiera è maggioritario. Visto che a suo favore si sono espressi non solo il presidente Roberto Colaninno e l’ad uscente Rocco Sabelli, ma anche Intesa San Paolo. Insomma, il fronte è vasto anche se una minoranza non avrebbe condiviso metodo e merito della scelta. La riunione di Milano dovrebbe servire proprio ad appianare le divergenze e, forse, a modificare, migliorandola, una gestione che i piccoli azionisti vorrebbero meno accentrata e più corale.
I giochi, al di là dei tatticismi, sono però ormai chiusi e, salvo colpi di scena, tutto dovrebbe filare liscio. Il giovane manager, che ha maturato una importante esperienza prima in Telecom e poi alla Philips, ha sciolto le ultime riserve e accettato l’incarico. E questo perchè Sabelli, suo primo sponsor in Alitalia, nonostante le forti pressioni di queste ore non ha fatto marcia indietro, confermando la volontà di chiudere un ciclo. Sarà dunque Ragnetti, 50 anni, a prendere il suo posto per pilotare l’azienda, si augurano i soci, verso la fusione con Air France. Ma lo farà ufficialmente solo dopo l’assemblea di fine marzo e la designazione del cda del 24 febbraio, anche se Sabelli vorrebbe metterlo subito in pista. La sfida che lo attende è ardua. Perchè Colaninno, dopo la fase di consolidamento della compagnia, vuole ora puntare forte sullo sviluppo, sul marketing, sulla crescita in un contesto di mercato sempre più difficile e competitivo. La pensano così anche il gruppo Riva (che ha il 10,62% di Alitalia), Atlantia (8,85%), Toto (5,31%) e gli Angelucci (5,31%) che analizzeranno, sempre oggi, i conti del gruppo che si chiuderanno con un piccolo rosso.
Il prossimo 24 febbraio Sabelli ufficializzerà le dimissioni e firmerà l’ultimo bilancio. Non prima però di aver indicato la rotta. L’integrazione con Wind Jet e Blue Panorama per creare una nuova struttura in grado di fronteggiare la concorrenza di Ryanair e Easyjet. Propedeutica, ovviamente, al matrimonio con il colosso francese.