PESCARA - Il Governo garantisce i fondi per la copertura delle spese straordinarie sostenute dagli enti locali per l’emergenza maltempo. Ma non basta. Il Consiglio regionale chiede anche una deroga al Patto di stabilità per quei Comuni costretti ad anticipare somme considerevoli per il ripristino della viabilità, il sostentamento delle persone, i soccorsi. Chiede nuovi aiuti per le attività produttive messe in ginocchio dalla doppia nevicata. E, soprattutto, chiede che per coprire i danni causati dall’eccezionale ondata di maltempo, una volta stimata l’entità del disastro, la Regione non sia costretta a rimettere le mani nelle tasche dei cittadini, con l’aumento di aliquote Irpef, Irap e della benzina, come previsto dalla «legge sulle disgrazie» dell’ex ministro Tremonti.
Anche l’Abruzzo, come le altre regioni del Centro Italia finite sotto la tormenta, spera poi nell’aiuto dell’Europa. Ieri mattina, in Consiglio, sono stati necessari pochi minuti perché l’aula trovasse piena unanimità attorno alla risoluzione urgente presentata dal Pd che chiede a Governo e Parlamento di riaccendere i riflettori sull’Abruzzo. Anche se il governatore Gianni Chiodi ha contestato l’ultimo punto del documento che raffigurava un Abruzzo quasi in ginocchio per le calamità: «La nostra regione non ha specificità, anzi ne ha una sola (il terremoto dell’Aquila; ndr). E attenzione, perché il declinismo è peggio del declino». Insomma, il messaggio è: evitare di giocare allo sfascio. «Abbiamo problemi comuni ad altre aree del Paese -ha precisato Chiodi-, ma abbiamo affrontato la crisi economica meglio di altri, come dicono anche gli ultimi dati del Sole24Ore. E in Italia lo sanno». Come dire, oggi siamo nella condizione di chiedere tutto, ma non la luna.
Quello che è accaduto ieri mattina nelle commissioni del Senato chiamate ad esprimersi sul decreto «mille proroghe» ha però spinto il parlamentare Alfonso Mascitelli (Idv) a polemizzare con Pd e Pdl, e la sua stoccata è destinata a fare discutere: «Siamo stati lasciati soli sulla tassa sulle disgrazie. Avevo presentato nelle commissioni riunite in seduta congiunta, come primo firmatario, un emendamento che prorogava gli effetti della legge 225, che pone in capo al Ministero dell’Economia il reperimento delle risorse da stanziare per emergenze nazionali, come l’ondata di maltempo che ha devastato l’Abruzzo e altre regioni. Purtroppo l’emendamento, a causa del parere negativo del Governo, ha avuto il voto contrario del Pd e del Pdl, compresi i senatori abruzzesi. Tutti, a parole, si dicono contrari alla tassa sulle disgrazie ma poi, alla prova dei fatti, si tirano indietro».